5 cose che (forse) ti sei perso durante la seconda serata di Sanremo 2026 Siamo ancora qua, eh già

La palpebra cala, il respiro si fa lento e regolare. Ci stiamo addormentando sul divano o è solo il Festival di Sanremo? La gara avanza, la top five ha convinto quasi tutti o quasi nessuno, dipende da chi ne parla. I vostri colleghi in ufficio vi chiedono solo cosa ne avete pensato del look di Arisa e di Dargen D'Amico e se per caso sapevate che Can Yaman ha fatto Sandokan. La tensione è alle stelle... o quasi. Con questo mood tra il serio (la kermesse è un fenomeno popolare e come tale va analizzato e seguito) e il rassegnato (abbiamo sonno e le nostre vite devono andare avanti) ci apprestiamo a sintetizzare la seconda serata di Sanremo 2026, quella di mercoledì 25 febbraio. Let's go!

5 momenti che forse ti sei perso della seconda serata di Sanremo 2026

Sanremo Nuove Proposte non esiste (purtroppo)

Per qualche ragione, anche se ne abbiamo seguito le pre-selezioni a dicembre e siamo molto contenti dell'avanzamento di Angelica Bove, la parte Nuove Proposte di Sanremo, comunemente nota come Sanremo Giovani, sembra sempre posticcia. Ogni anno ne dimentichiamo le regole e le canzoni. Esiste solo nei suoi miseri 25 minuti a inizio puntata e poi mai più. Un vero peccato e una vera testimonianza della vecchiaia intrinseca del Festival, che non riesce a svecchiarsi mai, figuriamoci in un'edizione più conservativa e tradizionalista della media quinquennale. 

Lo spot dell'anno è quello con Sabrina Ferilli in Gloria - Il ritorno?

Sabrina Ferilli è oramai un meme vivente, da "Scescilia!" urlato a squarciagola nella serie su Canale 5 intitolata A testa alta in poi. Se a questo sommiamo il fatto che ogni anno, durante il Festival, il popolo dei social media sceglie il suo spot pubblicitario preferito il risultato può essere solo uno. La réclame in cui la Rai ci comunica che presto andrà in onda la fiction Gloria - Il ritorno, in cui vediamo Ferilli esclamare "Età avanzata tu sorella!" è un candidato perfetto per conquistare l'ambito premio spottone di Sanremo dell'anno. Voi che ne dite? Escluso dalla competizione il momento regione Liguria, perché vincerebbe troppo facile. 

Carlo Conti è (ancora) molto preoccupato per il tasso di maternità in Italia, pare

Il tema della maternità, proprio come l'anno scorso (e le polemiche si erano già sprecate) torna anche quest'anno, in una maniera ancora più stratificata e complessa. Nel momento in cui Carlo Conti ha presentato le due atlete olimpiche Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, che hanno conquistato due medaglie per l'Italia alle appena concluse Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, infatti, non è riuscito a non sottolineare l'importanza che per Lollobrigida ha il figlio. Importanza che però l'atleta ha immediatamente sottolineato, come se si fosse sentita toccata dal dibattito che le scene con il figlio avevano causato. Peccato che il nucleo della questione non è certo una madre offesa, quanto le pressioni che il patriarcato e i governi conservatori pongono sulle donne, perché una donna madre chiusa in casa non solo compie il suo dovere cristiano, ma è anche facile da manipolare e controllare. Se il Festival è lo specchio dell'Italia, sarà per forza di cose anche amplificatore di spinte culturali e politiche contemporanee.

I festini bilaterali di Elettra Lamborghini

Se sul palco dell'Ariston la situazione sembra molto calma (alcuni direbbero noiosa), nella cittadina ligure i party si sprecano. Lo fa sapere Elettra Lamborghini con una storia Instagram alle 3 del mattino in cui si lamenta degli schiamazzi, sottolineando il bisogno degli artisti in gara di dormire e riposare. Sul palco con Voilà, la cantante ribadisce il concetto usando l'espressione "festini bilaterali", che evidentemente piace molto a Twitter. Tocca accontentarsi di quello che si può (e imbucarsi ai festini, anche). 

La quinta cosa è la noia, ma forse va bene così

Se non si fosse capito, questo Sanremo è vecchio, polveroso, stantio. È il regno di chi guarda la televisione tutte le sere non ironicamente, degli appassionati di fiction italiana, delle ballad smielate da principesse Disney, delle prese di posizione centriste e vigliacche. È, insomma, il Festival della tradizione, quello che esisteva ormai da decenni prima della reggenza di Amadeus. Meno riuscito, forse, ma fedele alla sua storia recente e ai suoi vecchi. I più deboli stanno già abbandonando la nave, ma noi siamo ancora qua... e già.