
Perché nelle rom-com contemporanee sono tutti sempre più ricchi? L'estetica del benessere (inverosimile) al cinema
C’è stato un tempo in cui le commedie romantiche raccontavano camerieri, giornaliste sottopagate, scrittori squattrinati e appartamenti condivisi. Oggi no. Oggi, nelle rom-com contemporanee i protagonisti vivono in loft luminosi, frequentano caffè dal design impeccabile, lavorano in settori creativi vagamente definiti e, soprattutto, non sembrano mai avere problemi di soldi. Anche quando non sono ufficialmente ricchi lo sono di fatto.
L’amore senza stress (economico): le rom-com contemporanee
La ricchezza, nelle rom-com di oggi, funziona prima di tutto come anestetico narrativo. I problemi economici sono faticosi, realistici, difficili da gestire, poco romantici. Inserirli significherebbe parlare di affitti, turni di precarietà e rinunce. Tutto ciò che disturba l’idea di amore come spazio protetto. Eliminare il denaro dal conflitto permette alla storia di concentrarsi esclusivamente su sentimenti, incomprensioni, tempismi sbagliati e paure emotive. Il messaggio implicito è chiaro: l’amore vero esiste solo quando la sopravvivenza è già garantita. Sicuramente è molto più facile.
@istorica.it Anche voi l’avete notato? Siamo diventati così materialisti che non concepiamo la felicità senza un’esagerata ricchezza? #romance #romcom #cinema Powerful, cool and intense rock BGM(1595574) - Matsuki
L'estetica del benessere al cinema
Le rom-com sono sempre state cinema di evasione, ma oggi lo sono anche visivamente. La ricchezza produce scenari ordinati e instagrammabili: cucine minimaliste, terrazze panoramiche, viaggi improvvisi, guardaroba curati. È una forma di comfort visivo e di atmosfera: il benessere economico diventa parte integrante del tono emotivo del film. Anche il dolore, in un attico luminoso, fa meno paura, ma quante di noi possono davvero permetterselo?
L’amore come premio, non come rischio
Sono sempre stata una grandissima fan delle rom-com degli anni ’90 e 2000, soprattutto per la loro onestà. Personaggi come Bridget Jones appaiono oggi molto più realistici della "situazione tipica" delle commedie romantiche contemporanee: una ragazza che si trasferisce a Londra e incontra un ricco ereditiero con cui vivere il grande amore della sua vita. In queste storie, i personaggi non crescono attraverso il lavoro o il sacrificio: arrivano già sistemati. L’amore smette così di essere una scommessa capace di mettere in discussione la vita materiale e diventa un premio che arriva solo quando tutto il resto è già al suo posto. È una narrazione irrealistica e anche un po’ classista, perché suggerisce che l’amore felice sia incompatibile con l’instabilità economica e soprattutto, che non se raggiungiamo quel livello di ricchezza, non avremo mai il nostro lieto fine.
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Il paradosso del presente
A mio parere, è ormai una forma di fantasy contemporaneo: non draghi e castelli, ma bubble life. Una bolla in cui tutto è possibile perché nulla è davvero in gioco. Il successo di queste rom-com arriva in un momento storico segnato da precarietà, inflazione, crisi abitativa. Più la realtà diventa instabile, più il cinema romantico si rifugia in mondi economicamente impermeabili. Non per raccontare il presente, ma per anestetizzarlo. Il paradosso è che questo meccanismo, a lungo andare, produce una frattura: l’amore raccontato sullo schermo diventa sempre meno credibile e sempre più distante. Le rom-com contemporanee non parlano solo d’amore: parlano di chi può permetterselo, di relazioni senza urgenza, senza paura del futuro, senza il peso del "come facciamo domani". Forse è per questo che, alla fine, anche quando queste storie ci fanno stare bene ci lasciano un leggero disagio. Perché l’amore che mostrano non è irraggiungibile emotivamente, ma materialmente. Il vero romanticismo, oggi, sarebbe forse raccontare l’amore senza togliere il conto da pagare dal tavolo.






















































