Il brit female pop ci dà lezioni di stile Le nuove icone del pop inglese guardano al passato e raccontano un nuovo stile contemporaneo

C’è qualcosa di sorprendentemente familiare nel nuovo pop al femminile britannico. Non è nostalgia pura, né semplice revival: è piuttosto un ritorno a una certa idea di femminilità performativa (nel senso più artistico del termine, lontano dalla connotazione negativa che ha assunto di recente), fatta di talento, gesti misurati, silhouette riconoscibili e un rapporto quasi teatrale con il pubblico. Le cantautrici Olivia Dean, Sienna Spiro e RAYE - pur diverse per età, carriera e posizionamento - sembrano condividere lo stesso immaginario di riferimento: quello di un pop che guarda agli anni Cinquanta e Sessanta non come epoca da imitare, ma come linguaggio da reinterpretare. Nel loro modo di cantare, vestirsi e stare sul palco riaffiorano echi di soul classico, jazz orchestrale, girlhood rétro e glamour essenziale. Cardigan, abiti A-line, micro-bouffant, eyeliner netti e una centralità assoluta della voce: elementi che sembrano appartenere a un altro tempo, ma che oggi tornano a essere strumenti di racconto identitario. In un’industria musicale dominata dalle leggi dell’algoritmo, queste artiste scelgono la lentezza, la misura e una sensualità meno esplicita ma - se vogliamo - più intensa.

Olivia Dean, the Woman We Need

Olivia Dean - classe 1999, ha scalato le classifiche con la sua Man I Need - incarna forse la declinazione più intima e naturale di questo ritorno al passato. In un’epoca in cui lo styling delle popstar è spesso iper-concettuale o volutamente dissonante, Dean colpisce per una coerenza quasi disarmante: raramente oggi si vede una donna di spettacolo vestita in maniera così intimamente impeccabile. Intimamente, perché Olivia Dean si muove nei suoi abiti con una naturalezza che rappresenta, insieme al suo talento, il suo più grande punto di forza. Nulla sembra "costruito per funzionare", eppure tutto funziona alla perfezione (per questo, una nota di merito va sicuramente alla sua stylist Simone Beyene). Anche musicalmente, Dean attinge a una tradizione soul e cantautorale che privilegia la chiarezza emotiva e la centralità della voce, costruendo - con una penna altrettanto convincente - un immaginario che richiama le grandi interpreti femminili del Novecento senza mai cadere nella citazione letterale. Il suo vintage non è costume, ma linguaggio: una nuova narrazione contemporanea in un panorama pop che spesso premia l’eccesso.

Sienna Spiro, un cortocircuito generazionale

Sienna Spiro - la più giovane delle tre, classe 2005 ma con già al netto un successo virale come Die On This Hill - , gioca invece apertamente con l’immaginario del passato, ma lo fa attraverso un cortocircuito generazionale. La sua recente campagna natalizia per Gap ne è la perfetta rappresentazione: qui interpreta "The Climb" di Miley Cyrus - forse l’inno millennial per eccellenza - con un arrangiamento corale che risuona nostalgico, ma fresco e autentico. Il tutto accompagnato da un look - abiti e make up - dichiaratamente anni Sessanta, che dialoga perfettamente con la sua estetica personale. Spiro, che ha fatto proprio dell’estetica vintage uno dei suoi tratti più rappresentativi, è una Gen Z che canta (splendidamente!) come se avesse attraversato più epoche, usando TikTok non come spazio di iper-performatività, ma come palcoscenico per una presenza quasi da jazz club. Il risultato è un’immagine che sembra fuori dal tempo, ma proprio per questo incredibilmente contemporanea.

Chi è RAYE, nuova regina dell’R&B

RAYE, infine, rappresenta il punto di equilibrio più complesso tra passato e presente. Classe 1997, agli esordi della sua carriera ha lavorato come autrice per superstar internazionali come BeyoncéEllie Goulding. Solo nel 2022 ha raggiunto il successo globale con il brano Escapism. Come ha scritto Rolling Stone a proposito del suo ultimo singolo Where is my husband! (chiaramente, virale su TikTok), il suo sound è "un mix tra il vecchio - con fiati esplosivi - e il nuovo R&B, con fraseggi scattanti e ritmi vivaci che affondano le radici nell’hip hop". È una definizione che funziona anche sul piano visivo. Nei suoi live e nel suo visual, RAYE evoca l’autorità scenica delle grandi interpreti jazz e soul, ma lo fa con una consapevolezza profondamente contemporanea: il suo look richiama il glamour vintage senza mai diventare citazione, mentre la scrittura resta cruda, attuale, spesso brutale. Un’estetica che sembra appartenere a un’altra epoca, coniugata con un suono che non ha nulla di retrò. La cantautrice britannica ha saputo costruire un’estetica stratificata e consapevole: una figura adulta, complessa, che usa il passato come strumento di potere narrativo, non come rifugio nostalgico.

Il brit female pop è esattamente ciò di cui avevamo bisogno

Quello che accomuna Olivia Dean, Sienna Spiro e RAYE non è quindi una semplice fascinazione per gli anni Cinquanta e Sessanta, ma l’uso del passato come strumento di linguaggio. In un’industria musicale sempre più veloce e algoritmica, queste artiste scelgono di rallentare, di rendere le immagini leggibili e di restituire centralità alla voce e alla presenza. Il nuovo female pop britannico guarda indietro non per rifugiarsi nella nostalgia, ma per riscoprire una grammatica emotiva capace di parlare al presente. Per questo, il female pop britannico è esattamente ciò di cui avevamo bisogno.