
La riscoperta della prossimità e dei luoghi lenti Allontanarsi, anche di poco
Avete presente quando si dice: “Scendo giù a trovare i parenti?” o semplicemente vai da nonna nel paesino sperduto in mezzo al nulla? Forse è esattamente ciò di cui avresti bisogno. Molto spesso pensiamo che per staccare la spina sia necessario dover andare alle Maldive o arrivare quantomeno a Istanbul, quando a volte, per decomprimere e far fluire lo stress, basta uscire dalla città e allontanarsi anche solo per poco. Qui accade l’inaspettato: magari inizi ad apprezzare ciò che da piccola ti annoiava: la lentezza, lo spazio libero, l’agenda degli appuntamenti libera, (perchè non sei a casa e non puoi incontrare nessuno) e lì capisci che un compromesso si può trovare anche se i mezzi a disposizione sono limitati. Ovviamente non tutte le persone hanno dei parenti che li possono ospitare o una casa al mare, in montagna, al lago o anche in un posto che i più riterrebbe “sfigato”. Ma il punto non è questo. Il punto è che non è il posto a fare la differenza, ma è la possibilità di “allontanarsi”, anche di poco.
Il nuovo lusso è avere spazio: fare piccole vacanze per allontanarsi
Ho fatto viaggi in mete famose sentendomi inquieta. Ho attraversato città che tutti sognano di vedere e mi sono ritrovata a fare la fila per entrare nei musei, a mangiare in posti troppo affollati, a correre da un'attrazione all'altra con la sensazione di dover sfruttare ogni minuto. Poi mi sono bastati due giorni al mare, in un luogo fuori dai circuiti turistici, per riposare davvero. Non "riposare" nel senso di tornare con qualche foto in più sul telefono, ma nel senso più semplice e profondo del termine. Dormire meglio. Sentire il silenzio. Non avere fretta. Respirare. Mi sono resa conto che forse non sono cambiata solo io. Negli ultimi anni siamo stati abituati a pensare alle vacanze come a una forma di consumo. Più la meta è lontana, esclusiva e desiderata dagli altri, più sembra che il viaggio abbia valore. Siamo cresciuti con l'idea che il prestigio di un luogo coincida con la sua capacità di renderci felici. Ma è davvero così?
I dati del nuovo turismo della vicinanza
Secondo un'indagine di Airbnb del 2025, un italiano su quattro ha scelto forme di slow tourism e una persona su due ha preferito destinazioni rurali. Sempre più persone sembrano privilegiare il contatto con la natura, i ritmi lenti e l'autenticità rispetto alle località più inflazionate. Una tendenza confermata anche dal Ministero del Turismo, che nell'estate 2025 ha registrato una crescita significativa delle presenze nelle aree interne e nel cosiddetto turismo verde. Mentre le grandi città e le destinazioni più celebri continuano a soffrire gli effetti dell'overtourism, molti italiani stanno riscoprendo piccoli borghi, campagne e località meno conosciute. Naturalmente c'entra anche il denaro. Viaggiare è diventato più costoso e il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito. Ma sarebbe sbagliato leggere questo fenomeno soltanto attraverso la lente del risparmio. Secondo i dati di Coldiretti e Confcooperative, nell'estate 2025 gli agriturismi hanno raccolto circa il 15% delle prenotazioni di Ferragosto, con una crescita del 20% rispetto all'anno precedente. Certo, soggiornare in campagna o in una località meno turistica può costare meno rispetto alle mete più gettonate. Ma forse stiamo iniziando a essere stanchi. Stanchi delle città sovraffollate, delle spiagge in cui bisogna prenotare ogni centimetro quadrato, delle vacanze organizzate al minuto, che finiscono per assomigliare a un altro lavoro. Stanchi persino della necessità di documentare tutto, di dimostrare agli altri che siamo stati lì, che abbiamo visto quel tramonto, che abbiamo mangiato in quel ristorante. Per anni abbiamo associato il lusso all'abbondanza: più cose, più esperienze, più luoghi, più persone, ma ad oggi è l’opposto, o almeno, lo sta diventando. Poter leggere un libro senza controllare il telefono, fare una passeggiata senza dover fotografare, sentire il rumore delle cicale, guardare il mare senza una fila di ombrelloni davanti, non avere nessuna urgenza se non quella di arrivare alla sera con la sensazione di aver vissuto una giornata semplice. In un mondo che ci spinge continuamente ad accelerare, rallentare è il nuovo privilegio. Non importa più dove.


























































