Perché compriamo sempre un prodotto beauty in vacanza? Profumi e prodotti per la cura della pelle spesso diventano i ricordi più significativi di un viaggio

A volte non compriamo una crema, ma il ricordo di come ci siamo sentiti nel posto in cui l'abbiamo acquistata. Ogni viaggio ha il suo souvenir. C'è chi torna con una calamita, chi con una tazza, chi con un libro comprato in una libreria indipendente. Io torno quasi sempre anche con un prodotto beautyNon succede perché ne abbia davvero bisogno. Succede perché, quando sono in viaggio, mi convinco che quella crema vista in una farmacia francese, quell'olio corpo scoperto in aeroporto o quel profumo provato durante una passeggiata al mare abbiano qualcosa di diverso. E, in effetti, qualcosa di diverso ce l'hanno davvero. Solo che non riguarda la formula. Qualche settimana fa ero a Capri. Entrando nella boutique Carthusia ho provato il profumo dedicato all'isola e per qualche secondo ho avuto la sensazione che quel profumo la raccontasse esattamente per quello che era: il sole, il mare, le stradine bianche e quella leggerezza che abbiamo solo quando siamo lontani dalla routine. L'ho comprato quasi senza pensarci. Non perché mi servisse un altro profumo, ma perché volevo portarmi a casa parte di quella giornata. È lì che ho capito una cosa: il beauty è probabilmente il souvenir che acquistiamo più spesso perché è anche quello che riesce a riportarci più facilmente in un luogo.

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I prodotti beauty hanno una memoria

Ci sono oggetti che, una volta tornati a casa, finiscono in un cassetto. Altri invece, continuano a vivere con noi. Un profumo, una crema notte o un olio corpo entrano nella routine quotidiana e senza accorgercene, ogni utilizzo riattiva un ricordo. È il motivo per cui certi cosmetici sembrano durare molto più del loro contenuto. Penso alla crema Patyka Pro-Hyaluronic Plumping Mask comprata in una farmacia francese. Probabilmente avrei potuto ordinarla online anche una volta rientrata, ma vista su quello scaffale, a Parigi, aveva tutto un altro fascino. La verità è che non stavo acquistando soltanto un trattamento skincare, volevo portare a casa quel pomeriggio senza fretta e quella versione di me in vacanza spensierata tra gli scaffali. Anche il rossetto Rouge di Guerlain con lo specchietto personalizzato non può che riportarci sotto la Torre Eiffel.

@gisellehonorato getting a personalized @Guerlain original sound - amorefilm

I souvenir migliori sono quelli che non avevamo programmato

Ci sono anche gli acquisti fatti quasi per caso, quelli che nascono da una dimenticanza. A me succede praticamente sempre con la spazzola per capelli o con il classico spazzolino da dentiParto convinta di aver preparato tutto e puntualmente, una volta arrivata in stazione o in hotel, mi accorgo di averla lasciata a casa. È così che una Go Green Mini Detangler di Wet Brush, comprata al volo prima di partire, smette di essere un acquisto d'emergenza e diventa la spazzola che rimane mesi in borsa o nel beauty case. Ogni volta che la ritrovo penso inevitabilmente a quel viaggioÈ curioso come gli oggetti meno programmati diventino spesso quelli a cui ci affezioniamo di più.

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Anche un olio corpo può raccontare un viaggio

Tornando da un viaggio in Grecia, in aeroporto ho comprato Korres Pure Greek Olive, un olio corpo multiuso all'olio d'oliva. Avrei potuto lasciarlo sullo scaffale del duty free, eppure mi sembrava il modo più semplice per portare via con me un ultimo pezzo di quel viaggio. Ancora oggi, ogni volta che lo applico dopo la doccia il profumo mi riporta per un attimo a quei giorni, al sole, al mare e a quella sensazione di leggerezza che spesso riusciamo a vivere solo quando siamo lontani dalla quotidianità. È proprio questa la differenza tra un cosmetico comprato a casa e uno acquistato in viaggio: il primo lo scegliamo per quello che promette di fare sulla pelle, il secondo per quello che continuerà a farci ricordare.

Forse non compriamo davvero un cosmetico

Mi sono chiesta spesso perché succeda. Perché proprio in vacanza ci concediamo acquisti che durante l'anno rimanderemmo senza problemi. La risposta, probabilmente, è molto semplice: non stiamo comprando un prodotto, stiamo cercando un modo per trattenere unemozione. Il tempo che scorre più lentamente, le giornate senza orari, la luce di una città diversa, ma soprattutto la versione di noi che esiste solo quando siamo lontani dalle notifiche, dalle riunioni e dalle liste di cose da fare. È probabilmente questo il motivo per cui i souvenir beauty funzionano così bene. A differenza di una calamita o di una cartolina, dopo la vacanza entrano nella nostra quotidianità. Un profumo, una crema o una piccola spazzola continuano a vivere con noi, diventando piccoli promemoria di come ci siamo sentiti in quel posto. Ci sono volte in cui non compriamo una crema, ma il ricordo della persona che eravamo mentre la sceglievamo. E ogni volta che la usiamo, per qualche istante, torniamo anche noi in quel posto. 

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