
Dopo Haus Labs, Lady Gaga entra nel biotech con Outer Biosciences La nuova startup della popstar usa intelligenza artificiale e pelle umana vivente per cercare i prossimi ingredienti della skincare
Prima sono arrivati gli AI-Mirror, capaci di analizzare la pelle e suggerire prodotti, poi gli algoritmi che provano a capire quale profumo potrebbe piacerci partendo dalle nostre bacheche Pinterest. L’intelligenza artificiale sta entrando nel beauty da tutte le direzioni: personalizza, consiglia, interpreta gusti e immagini, ma soprattutto comincia a intervenire nel modo in cui i prodotti vengono pensati. Un esempio? Outer Biosciences, il nuovo progetto di Lady Gaga che lavora tra AI, biologia e skincare. Gaga l’ha co-fondata nel 2020 insieme a Michael Polansky, suo partner nella vita e negli affari, e siede nel consiglio di amministrazione. Dopo anni di lavoro quasi in modalità stealth, l’azienda è uscita allo scoperto raccontando qualcosa di molto diverso da Haus Labs. Dimenticate per un attimo glitter e rossetti, il nuovo capitolo dell’impero della pop star non è l’ennesimo brand beauty di una celeb, ma una società di ricerca che cerca nuovi ingredienti cosmetici usando intelligenza artificiale e tessuti umani. Il laboratorio parte da pelle umana vivente, proveniente soprattutto da tessuti che verrebbero scartati dopo interventi chirurgici. I campioni vengono forniti, secondo l’azienda, attraverso biobanche e intermediari con consenso documentato e anonimizzati. La vera differenza sta nella loro durata. Mentre molti tessuti utilizzati nella ricerca rimangono vitali solo per pochi giorni, Outer Biosciences sostiene di riuscire a mantenerli in vita fino a 30 giorni grazie alla piattaforma Yuna. Questo tempo extra permette di osservare fenomeni più lenti, come il rimodellamento del collagene, la pigmentazione, l’infiammazione e la riparazione della barriera cutanea.
@ladygaga Meet @outerbio and YUNA. We are building the future of skin health. www.outerbio.com Welcome from Michael, Me and the entire team at Outer Bio.
Human Fly - The Cramps
L’AI cerca, la pelle risponde: la nuova avventura skincare di Lady Gaga c'entra qualcosa con l'intelligenza artificiale
Il funzionamento di Outer Biosciences sembra quasi una conversazione tra algoritmo e tessuto umano. L’AI individua sostanze chimiche che potrebbero avere un effetto su una determinata funzione della pelle. I ricercatori le testano sui tessuti vivi e i risultati vengono poi restituiti al modello, che utilizza quei dati per migliorare le previsioni successive. Non contano solo gli esperimenti riusciti, ma anche quelli che smentiscono l’ipotesi iniziale diventano nuovi dati. Secondo Michael Polansky, questo sistema ha cambiato anche la velocità della ricerca. All’inizio Outer Biosciences aveva individuato alcuni candidati in circa 18 mesi; con l’introduzione dell’AI, l’azienda sostiene di riuscire a generarne uno ogni sei settimane. Al momento la pipeline comprende sei candidati principali, mentre altri risultati sono ancora in fase di studio. L’obiettivo non è creare un’app che ci dica quale crema comprare, ma costruire un metodo più rapido per scoprire nuovi ingredienti skincare prima ancora che diventino prodotti. E infatti Outer Biosciences non vuole diventare un altro marchio beauty. L’idea è concedere in licenza o vendere gli ingredienti sviluppati a aziende cosmetiche e farmaceutiche, che potranno trasformarli in sieri, creme e altri prodotti. Secondo Polansky, quattro dei sei principali candidati avrebbero già buone possibilità di arrivare alla commercializzazione. L’azienda genera inoltre entrate attraverso collaborazioni di ricerca, anche con una casa farmaceutica che studia le reazioni cutanee provocate da alcuni farmaci antitumorali e con brand beauty interessati a verificare i propri processi di sviluppo. In altre parole, Outer Biosciences lavora dietro il prodotto. Il suo nome potrebbe non finire mai sul flacone, ma uno dei suoi ingredienti sì.
Il beauty che arriva prima del prodotto
Outer Biosciences ha raccolto circa 23 milioni di dollari e conta 19 dipendenti. Il suo vantaggio, come ha spiegato Polansky a TechCrunch, sta nell’utilizzare i dati generati attraverso i tessuti umani in un ambiente locale anziché affidarsi al cloud. Il motivo è che, a differenza dei modelli AI che possono essere addestrati su una quantità quasi infinita di contenuti presenti online, la biologia non ha un equivalente di Google da cui scaricare milioni di esempi di pelle umana. Il progetto si inserisce anche nella ricerca di alternative alla sperimentazione animale, un tema sempre più importante per l’industria cosmetica e particolarmente rilevante in Europa dove l'uso di animali per testare cosmetici è vietato. Così, se gli AI-Mirror lavorano sul nostro viso e gli algoritmi provano a prevedere il profumo che sceglieremo, Outer Biosciences interviene ancora prima e cioè nel momento in cui un cosmetico non esiste ancora. Lady Gaga, che con Haus Labs ha già trasformato la propria estetica in un business beauty, questa volta non mette il proprio nome su un prodotto. Investe nella tecnologia che potrebbe contribuire a decidere quali prodotti arriveranno sugli scaffali domani. Forse il prossimo livello del beauty tech non sarà usare l’AI soltanto per venderci qualcosa, ma per capire che cosa vendere.























































