
Mimì Pecci Blunt: la donna che ha trasformato lo stile in una forma d'arte Villa Reale di Marlia celebra l'eredità di una delle più raffinate protagoniste del gusto del Novecento

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31 Luglio 2026
31 Luglio 2026
Dal 2 luglio al 16 agosto 2026, negli spazi del Complesso di San Micheletto a Lucca, la mostra Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una villa invita il pubblico a entrare nell’universo culturale e simbolico di Villa Reale di Marlia attraverso un racconto che intreccia storia, arte e memoria. Il percorso espositivo mette in dialogo due protagoniste che, in epoche diverse, hanno contribuito a definire l’identità della villa e il suo ruolo nella cultura europea, attraverso una selezione di materiali d’archivio, testimonianze documentarie e presenze visive di grande suggestione. In mostra, alcune lettere autografe di Elisa Bonaparte, il celebre abito da sposa di Mimì Pecci Blunt e una selezione di documenti e fotografie provenienti dall’Archivio di Villa Reale di Marlia che restituiscono la raffinatezza e la dimensione internazionale che attraversano la storia della villa.
Mimì Pecci Blunt, la mostra alla Villa Reale di Marlia
Prima ancora che esistesse il concetto di lifestyle, Mimì Pecci Blunt aveva già trasformato la propria vita in un manifesto estetico. Collezionista, mecenate, padrona di casa, intellettuale cosmopolita e protagonista della vita culturale europea del Novecento, concepiva ogni ambiente, ogni incontro e ogni dettaglio come parte di una precisa visione del bello. Villa Reale di Marlia non fu semplicemente la sua residenza: divenne il luogo in cui architettura, arte, moda e mondanità si fusero in un linguaggio unico, capace di influenzare il gusto di un'intera generazione.
Oggi Villa Reale di Marlia restituisce al pubblico il ritratto di una donna il cui approccio allo stile appare sorprendentemente contemporaneo: sofisticato ma mai ostentato, rigoroso ma aperto all'innovazione, costruito sull'incontro tra patrimonio storico e avanguardia artistica. Per Mimì lo stile non riguardava esclusivamente ciò che si indossava: era un modo di abitare gli spazi, ricevere gli ospiti, costruire relazioni, sostenere gli artisti e persino documentare la propria esistenza.
I suoi album fotografici, annotati con precisione quasi editoriale, raccontano una sensibilità che anticipa la moderna cultura dell'immagine e della narrazione visiva. Le sue dimore diventavano scenografie in continuo dialogo con il presente: antichi arredi convivevano con opere delle nuove avanguardie, mentre oggetti storici, fotografie, arte moderna e design costruivano quella estetica personale che Irene Brin avrebbe definito un raffinato "disordine colto".
Quando Mimì acquistò Villa Reale di Marlia non si limitò a restaurarne gli ambienti: li reinterpretò. Seguendo la stessa sensibilità che aveva guidato Elisa Bonaparte un secolo prima - della quale oggi la mostra espone alcune lettere autografe, ritrovate proprio nell'archivio di Mimì - recuperò il patrimonio storico della residenza affiancandolo alle più innovative tendenze decorative del suo tempo.
L'eredità di Mimì Pecci Blunt
Molto prima che questi diventassero concetti contemporanei, Mimì Pecci Blunt aveva già intuito il valore della contaminazione tra discipline, della cultura come esperienza condivisa e dello stile come espressione autentica dell'identità. Più che una mecenate, fu una straordinaria interprete del gusto del suo tempo, capace di creare connessioni tra persone, idee e linguaggi, anticipando quella figura che oggi definiremmo una cultural tastemaker. La sua eredità continua a vivere negli ambienti di Villa Reale di Marlia, dove moda, arte, architettura e storia dialogano ancora con sorprendente attualità, raccontando la visione di una donna che ha saputo trasformare l'eleganza in cultura.





























