
Perché sono diventate tutte modelle di Rhode? Spoiler: c'è di mezzo l'intelligenza artificiale
Se avete un profilo Instagram e un interesse (anche minimo) per il mondo della bellezza, in questi giorni vi sarete sicuramente imbattute in decine di foto praticamente identiche sui vostri feed. Difficile non notarle, dato che gli elementi che le compongono sono sempre gli stessi: casco o passamontagna rigorosamente rosa, patch en pendant sotto gli occhi e il logo di Rhode, il brand beauty fondato da Hailey Bieber nel 2022, in bella vista. La prima volta, forse, avrete pensato che la vostra influencer preferita avesse realizzato uno shooting davvero cool, per poi rendervi conto, all'ennesimo post uguale, che questi scatti non hanno niente a che vedere con la creatività. Già, perché di originale, qui, non c'è nulla: le foto in questione sono tutte generate dall'intelligenza artificiale.
Un'omologazione ai limiti dell'inquietante: le modelle di Rhode su Instagram
Ad aver reso possibile questo alienante copia e incolla è un'applicazione che permette di ottenere immagini degne di un servizio professionale in pochi click. Le creator (e non solo) hanno subito colto la palla al balzo, tanto che in pochi giorni Instagram si è trasformato in un gigantesco set fotografico, con annessi video tutorial su come prendere parte al trend. Ma perché questi post stanno facendo così discutere? La prima ragione è piuttosto evidente: per quanto l'app cerchi di mantenere i tratti caratteristici di ognuna, l'effetto patinato dell'IA rende i volti irrimediabilmente omologati, regalando ciglia lunghissime, nasi perfetti e labbra extra carnose al limite dell'inquietante. I ritratti a figura intera, poi, sono forse anche peggiori. Stessa posa, stessa pelle levigata, ma soprattutto stesso fisico senza la minima imperfezione. Se pensavamo che l'era dei filtri fosse terminata, ecco che torniamo al punto di partenza. Le immagini che ci bombardano sono di nuovo conformi a dei canoni di bellezza irraggiungibili, pronte a creare nuove insicurezze che prima non avevamo. La ciliegina sulla torta? Per vedere la propria immagine standardizzata bisogna pagare. L'applicazione in questione ha un costo minimo di 22.99€, un prezzo che milioni di ragazze sono pronte a versare pur di postare lo scatto perfetto sul proprio profilo Instagram.
Rhode e la questione d'immagine
A tutto questo si aggiunge un altro problema, non di minore importanza: Rhode non ha nulla a che fare con questa ondata di aspiranti testimonial. L'applicazione non sembra essere associata al brand, che non si è ancora espresso in merito alla questione, ma intanto centinaia di influencer accostano il loro nome a quello del marchio di Hailey Bieber, portando i meno informati a credere che lo shooting sia reale. Non tutte, infatti, segnalano che le foto sono frutto dell'intelligenza artificiale, spingendo i follower a pensare a una collaborazione vera e propria. Inoltre, se a primo impatto questa pubblicità gratuita potrebbe sembrare un vantaggio, la realtà dei fatti è piuttosto diversa. Rhode si è sempre distinto nel panorama beauty per il suo stile riconoscibile e curato nei minimi dettagli, nonché per le sue ambassador, da Claudia Schiffer alla stessa Hailey, scrupolosamente selezionate. Questo boom di “Rhode girls” confonde i fan del marchio, che si ritrovano di fronte a un'estetica diversa dal solito e a una quantità di presunte modelle del brand che non riconoscono.
Ha ancora senso parlare di creatività?
Ultimo punto, da non sottovalutare, è quello della creatività. Già da tempo siamo abituati a scrollare i feed e a vedere a ripetizione gli stessi outfit e i soliti trend, ma il caso Rhode porta la questione a un livello superiore. Qui non si tratta più di contenuti simili, ma identici. Se prima Instagram, e i social media in generale, erano la culla dell'inventiva, oggi, con l'avvento dell'intelligenza artificiale, di originale non rimane quasi più nulla. Viene da chiedersi, allora, se abbia ancora senso continuare a utilizzare delle piattaforme in cui, nel tentativo di distinguere cosa è fake da cosa non lo è, di vero è rimasto ben poco.
























































