
Il burlesque e la riappropriazione dei corpi Non solo un numero di intrattenimento, ma un linguaggio artistico complesso
Il burlesque è un linguaggio artistico complesso, nato come satira politica e sociale, che nel tempo si è trasformato in uno spazio di emancipazione, ironia e riappropriazione dei corpi. "Il burlesque nasce come un siparietto satirico e politico, che mette insieme arte, abilità da palcoscenico e nudità. La nudità non è mai fine a se stessa: è un gesto teatrale, un mezzo. Fin dall’inizio è un’arte legata alla rivendicazione del corpo e degli spazi politici, ma anche alla satira in senso lato".
A parlare è Ella Bottom Rouge, performer, insegnante e produttrice, attiva da oltre dieci anni nel panorama del neo-burlesque italiano e fondatrice della Rouge Academy a Milano. Il suo è un burlesque inclusivo, queer e gender-free, in cui ogni corpo è legittimo e ogni storia degna di essere raccontata. "Storicamente è un’arte portata avanti soprattutto dalle donne, ma nel tempo ha aperto le porte a qualsiasi tipo di persona e di corpo. Proprio per questo il burlesque è naturalmente inclusivo: tutte le storie dei corpi possono prenderne parte".
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Il neo-burlesque contemporaneo nelle parola di Ella Bottom Rouge
Nel neo-burlesque contemporaneo, il palco non è più solo uno spazio di seduzione, ma diventa un luogo narrativo e politico, dove il corpo parla prima ancora di spogliarsi. "Spesso si pensa che il burlesque debba essere legato alla bianchezza o a uno stereotipo di donna molto bella e molto attraente. In realtà non c’è niente di più sbagliato. I corpi sono attraenti perché, attraverso le proprie storie e i propri movimenti, anche seducenti, anche più espliciti, portano in scena una realtà che appartiene a tutte noi". La seduzione, quindi, non è il fine ultimo, ma uno strumento. "La seduzione è un mezzo, così come il corpo seducente è un mezzo per parlare di inclusione, di battaglie, a volte anche di sofferenza, di sensualità e di sessualità. Dentro un numero burlesque possono convivere ironia, rabbia, piacere e dolore".
Burlesque e inclusione: una strada ancora lunga
In Italia il percorso verso una reale inclusività è ancora fragile e disomogeneo. "Siamo ancora abbastanza lontani dall’essere davvero aperti, non solo alla diversità ma anche al mescolamento. Negli ultimi anni però sono stati fatti dei passi avanti, aprendo non solo i palcoscenici ma anche le scuole a persone con storie molto diverse tra loro". Il problema, però, non è solo l’accesso, ma la legittimazione dei corpi non conformi. "In Italia abbiamo un problema enorme con i corpi che escono dalla norma. Se sali su un palco con un corpo non conforme, anche solo curvy, devi essere eccellente. Se sei mediocre non vieni perdonata. Questa è una dinamica molto violenta. Che tu sia un’artista professionista o semplicemente un’amante del burlesque, attraverso il movimento, la musica, la danza e la recitazione puoi esprimere la tua storia, la tua rivendicazione e, a volte, anche la tua rabbia. È questo che rende il burlesque ancora necessario".
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Dove vedere burlesque a Roma
"A Roma consiglio la Conventicola degli Ultramoderni. È un gioiellino fuori dal tempo, un vero varietà: satira, canzoni di epoche passate, performer da tutto il mondo. Tutto avviene dal vivo, con una band che suona mentre le performer si spogliano ed esprimono ciò che il loro corpo porta con sé". Secondo Ella, Roma conserva una forte autenticità, ma è anche più restia al cambiamento. "Qui trovi spettacoli molto regionali, molto veri, ma anche più cristallizzati". A pochi passi da Piazza del Popolo, nel cuore elegante del Tridente, tra caffè storici e atelier di lusso, si trova Valentyne, ristorante e club che propone un’idea diversa e inattesa di intrattenimento. Varcata la soglia, ci si lascia alle spalle il brusio della sera e si entra in uno spazio ispirato al kintsugi, l’arte giapponese che ripara le fratture con l’oro. Pannelli in porcellana chiara attraversati da venature metalliche, lampadari in vetro di Murano a tre bracci, boiserie antiche, parquet in acero francese, dettagli in ottone, piume e sculture animali esotiche costruiscono un’atmosfera sospesa e raffinata. Ogni sera, il jazz dal vivo accompagna l’esperienza fino alle due di notte. Il burlesque arriva qui in un secondo momento, ma diventa un elemento chiave e presenza diffusa: un gioco sottile tra erotismo e fantasia, che completa l’anima sfaccettata di Valentyne e dimostra come il linguaggio burlesque possa adattarsi a contesti nuovi senza perdere forza.
Dove vedere burlesque a Milano
"A Milano consiglio il Maison Milano. È uno spazio storico per il burlesque, che unisce cucina, contemporaneità e gusto retrò. Qui va in scena uno spettacolo che mescola musica, varietà e burlesque internazionale". Milano, però, presenta altre contraddizioni. "Qui trovi più inclusione, ma anche un gusto più modaiolo e milanese, che non sempre è davvero inclusivo dal punto di vista dei corpi. Milano ha spinto tantissimo perché c’era bisogno di farlo, ma non tutto ciò che è contemporaneo è automaticamente radicale".
@_fabu_ph Che mix di energia ed eleganza. Quanto amo tutto questo #burlesque #burlesqueperformer #personalbrand Ethereal - Txmy
Uno spazio ancora da conquistare
Il bilancio resta lucido, realistico, ma aperto alla possibilità. "Il body positive in Italia è ancora fragile e discontinuo. Ma i cambiamenti strutturali sono sempre lenti. Non ha senso dire solo 'in Italia fa tutto schifo'. C’è tanto da fare, e se non iniziamo a farlo noi, chi lo farà?" Il burlesque resta così uno spazio in cui i corpi non chiedono permesso, ma prendono parola.




















































