Di cosa hai bisogno a marzo? Scoprilo con i tarocchi! Lasciare andare o incaponirsi, solo le carte potranno dircelo

Di cosa hai bisogno a marzo? Scoprilo con i tarocchi! Lasciare andare o incaponirsi, solo le carte potranno dircelo

Marzo sa farci sentire in debito con noi stessi fin dai suoi primi giorni. Non in quel modo vagamente cupo tipico di gennaio, quando i propositi ci pesano sulle spalle come pietre e continuiamo a riprometterci che nel corso dei mesi riusciremo a esaudirli, ma in modo più sottile e subdolo: è come se qualcosa intorno a noi stesse cominciando finalmente a svegliarsi e ci ritrovassimo lì, ancora mezzi addormentati, con la vaga sensazione di starci perdendo qualcosa di importante. Non sappiamo nemmeno bene cosa, forse dobbiamo solo capire se la direzione che abbiamo preso all’inizio dell’anno è quella che vogliamo percorrere per i restanti nove mesi, o se forse facciamo ancora in tempo a fare un’inversione di marcia e uscire alla prima svolta disponibile. Marzo è anche il mese in cui qualcuno ci chiede come stiamo, e noi rispondiamo che sì, stiamo bene, ma in realtà è una bugia che ci stiamo raccontando per evitare di confessare che non va bene per niente, che la nostra vita è un enorme punto di domanda e non ci sentiamo esattamente a nostro agio nei nostri panni.

La lettura dei tarocchi per il mese di marzo 2026

Questo mese ho deciso di usare i tarocchi per provare a capire non cosa potrebbe succedere, ma di cosa abbiamo effettivamente bisogno. Non "nella vita" in senso più generale, ma proprio adesso, in questo mese per noi così incerto. Come sempre, non cercate una risposta definitiva nelle carte, sapete che non danno risposte precise e di sicuro non sono in grado di dirci che strada dobbiamo percorrere: concediamoci di non avere tutto sotto controllo per una volta, di fare un respiro profondo e di riuscire a trovare il tempo per guardarci dentro. Cosa ci serve, ora come ora, per essere non felici, ma in pace?

Ho estratto tre carte per questo marzo. Quale vi attira di più: la 1, la 2 o la 3?

Cosa ci serve in questo mese di marzo?

Il Quattro di Spade

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Il Quattro di Spade è una carta che quasi nessuno vuole vedere, eppure, alla fin fine, quasi tutti ne hanno bisogno. Le scadenze piovono come gli acquazzoni primaverili di marzo, ma noi non possiamo fare tutto, perché dopo un po’ il nostro corpo decide di darci un segnale: fermati, o andrà sempre peggio. Quello di cui abbiamo bisogno adesso è, quindi, di fermarci. E questo non significa che dobbiamo semplicemente rimandare alla settimana successiva, o prenderci mezza giornata di pausa per tamponare la situazione. Significa che qualsiasi cosa abbiamo in programma di fare deve slittare a data da destinarsi. Il problema però è che spesso non sappiamo come farlo senza sentirci in colpa. Ormai non facciamo altro che giustificarci ogni volta che ci serve un momento di riposo, e ci sentiamo bene nel riposo solo quando lo abbiamo "guadagnato", come se stare fermi fosse un privilegio. La carta non è d’accordo: dice che alcune cose si sistemano da sole solamente nel momento in cui smettiamo di incaponirci su di esse. E ve lo assicuro, questa non è pigrizia: è l’unico modo per ricominciare a sentire cosa vogliamo davvero, anziché dire subito di sì in automatico a ogni richiesta, aggiungendo tasselli al nostro già affollato planner.

L’Asso di Coppe (al contrario)

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L’Asso di Coppe, quando è dritto, è la carta delle emozioni che traboccano, di qualcosa che non vede l’ora di emergere. Al contrario, invece, quando quella coppa è rovesciata, da essa non esce nulla: non è che sia vuota, è che quello che c’è dentro non riesce a venire fuori. Ci siamo ritrovati a sopprimere le nostre emozioni per così tanto tempo che non sappiamo più come esprimerle. E l’Asso di Coppe ci dice che abbiamo bisogno di questo: tirare fuori le emozioni il più possibile. Non dobbiamo per forza fare qualcosa di grande. Probabilmente basta anche solo un piantino veloce. Sapete di cosa abbiamo veramente bisogno? Di uno spazio mentale in cui concederci di tornare a provare qualcosa, senza autocensurarci. Forse ci vergogniamo di una situazione personale e crediamo di non avere nessuno con cui parlare. O vorremmo ricominciare a sentirci innamorati, felici, al sicuro, ma sentiamo che se dovessimo anche solo tornare a provare quelle sensazioni, poi puntualmente andrebbe tutto a scatafascio. Bloccare ciò che proviamo non lo fa sparire: lo fa solo diventare più rumoroso nel silenzio. Questa carta ce lo ricorda, e ci chiede di ascoltare le nostre emozioni, almeno un po’, anche solo per non crollare del tutto.

Il Sette di Bastoni

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Il Sette di Bastoni è la carta di chi è già in cima, ma non riesce a smettere di tenere alta la guardia, e questa cosa a lungo andare ti logora dentro. E noi questa sensazione la capiamo benissimo, perché quella stanchezza di dover stare sempre all’erta, di non potersi mai permettere di abbassare la guardia del tutto, è una delle più logoranti che esistano. Di cosa abbiamo bisogno adesso? Di smettere di giustificarci. Né con gli altri, né con noi stessi. Perché c’è questa abitudine di dover spiegare ogni scelta che facciamo, di dover convincere qualcuno che sì, stiamo facendo la cosa giusta, e che no, non stiamo esagerando, e che il tempo e l’energia che stiamo investendo in qualcosa hanno totalmente senso. E il problema non è nemmeno che gli altri ci chiedano di giustificarci: spesso lo facciamo noi, da soli, nella nostra testa, a qualsiasi ora del giorno (ma soprattutto di notte). Quello che abbiamo costruito è solo nostro, senza favoritismi o colpi di fortuna: è il risultato di scelte fatte spesso controcorrente, di momenti in cui abbiamo proseguito imperterriti anche quando sarebbe stato molto più semplice mollare tutto e scegliere qualcosa di più sicuro. Quindi, abbiamo davvero bisogno di riconoscere il nostro valore, senza aspettare che lo faccia qualcun altro per noi. E ricordiamoci che non ogni critica merita una risposta, non ogni dubbio dall’esterno merita di entrarci sottopelle. Non è che forse stiamo combattendo una battaglia con noi stessi che in realtà abbiamo già vinto?