Con che energia inizi questo nuovo anno? Lasciati guidare dai tarocchi

Con che energia inizi questo nuovo anno? Lasciati guidare dai tarocchi

Gennaio è il mese in cui si varcano diverse soglie. Non ha l'euforia che di solito porta dicembre, e nemmeno il mistero che caratterizza ottobre: è uno spazio ancora vuoto e silenzioso, dove c’è ancora tutto il tempo e il modo di fare ciò che si vuole. È quel momento in cui il rumore delle feste si spegne e restiamo soli con quello che siamo diventati dopo di esse. I buoni propositi ci fanno da padrone, questo è vero, ma ci sentiamo anche inadeguati, dubbiosi, perché quegli stessi propositi ci fanno sentire in difetto rispetto alle persone che ci circondano… e anche rispetto a noi stessi. È un mese che ci chiede di essere onesti, non tanto su cosa vorremmo diventare, quanto su dove siamo oggettivamente arrivati rispetto all’anno appena trascorso. Gennaio però non promette miracoli. È un mese che ci osserva con calma e vuole aiutarci a decidere quali parti di noi siamo disposti a portare avanti in questo 2026. Spesso sentiamo la pressione di dover ripartire subito, magari con un’idea ben precisa in mente, un progetto che dobbiamo per forza iniziare a gennaio per poter dire agli altri di aver iniziato bene l’anno. Ma questo mese insegna che l'inizio non deve essere sempre un'esplosione: a volte è solo un riassestamento silenzioso, un momento in cui ascoltiamo e mettiamo in ordine prima di fare il primo passo. Sono giorni preziosi, anche se possono risultare in qualche modo scomodi, perché ci costringono a guardarci senza distrazioni.

I tarocchi possono accompagnarci anche in questo, come vi dico sempre. Non danno risposte definitive e non fanno promesse sul futuro, ma possono essere usati come strumenti di riflessione. Le carte non decidono per noi: aiutano semplicemente a mettere a fuoco quello che già sentiamo e che magari non abbiamo ancora avuto il coraggio di riconoscere. Ecco perché gennaio non è esattamente il mese delle certezze, quanto quello delle intenzioni. Ho estratto tre carte per capire quale energia sta aprendo il nostro gennaio. Quale vi attira di più? La 1, la 2 o la 3?

La stesa interattiva dei tarocchi di gennaio: da dove ripartirai?

1) Il Mago

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Il Mago può essere considerato come l'inizio consapevole. È una carta che parla di potenziale, ma non di cose astratte: qui si tratta d risorse e possibilità già presenti, di capacità che magari abbiamo sottovalutato. Il Mago non aspetta il momento perfetto, perché sa che il momento perfetto non esiste: infatti, lavora con quello che ha davanti, nel qui e ora. Se questa carta vi ha scelti, gennaio vi sta chiedendo di riconoscere il vostro potere personale, quello di tutti i giorni: la vostra capacità di decidere e di smettere di rimandare. Magari state solo aspettando una conferma dall’esterno, qualcuno che vi dica che siete pronti, e il Mago suggerisce che quel segnale potete solo darvelo da soli. C'è però anche una responsabilità in questa carta: avere tutti gli strumenti sul tavolo significa non potervi più nascondere dietro le scuse. Il Mago chiede anche chiarezza: cosa volete davvero fare con quello che sapete e con quello che avete imparato in tutti questi mesi? Gennaio, per voi, è il mese in cui cominciate ad allineare azioni e intenzioni, anche solo attraverso piccoli gesti concreti. Questa carta vi ricorda che l'inizio non deve essere perfetto per essere autentico. Il vero potere del Mago sta nel fare il primo passo senza aspettare di sentirvi completamente pronto.

2) Il Tre di Denari

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Il Tre di Denari è costruire insieme. È la carta del lavoro fatto bene in collaborazione, mettersi in gioco con competenza e impegno. Se l'avete scelta, gennaio vi parla di concretezza e crescita per gradi. Niente grandi rivoluzioni, ma basi solide che richiedono tempo e presenza costante. Questa carta vi dice che non dovete fare tutto da soli: confrontarvi, chiedere supporto o riconoscere il valore del contributo dato dagli altri può fare la differenza. Il Tre di Denari mette in luce l'importanza del dialogo e della fiducia reciproca: crescere non significa dimostrare di saper fare tutto, ma di saper lavorare bene insieme. In più, state imparando a vedere il valore di quello che fate, anche se il lavoro non è ancora completo o visibile da fuori. Gennaio, per voi, può essere il mese in cui smettete di sottovalutarvi solo perché non siete ancora arrivati al risultato finale: la carta, infatti, vi ricorda che ogni progetto, personale o professionale, ha bisogno di tempo per prendere forma. L'impegno quotidiano, anche quando vi sembra di stare facendo meno del minimo indispensabile, sta già costruendo qualcosa. Questo mese vi invita a continuare, con pazienza e dedizione, sapendo che quello che state creando ha fondamenta più solide di quanto pensiate.

3) Il Fante di Coppe

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Il Fante di Coppe parla di apertura emotiva e di sensibilità che torna a farsi sentire. È legato a messaggi interiori, emozioni che nascono senza fare troppo rumore ma che meritano attenzione. Se avete scelto questa carta, gennaio può essere un mese in cui ricominciate ad ascoltare quello che provate, senza mettere in mezzo il giudizio o la razionalità. Questa carta indica, più che un evento preciso in sé, un nuovo atteggiamento emotivo nei suoi confronti. Potreste sentirvi più disposti a lasciarvi sorprendere, o magari più vulnerabili del solito, ma non è debolezza: è il segnale che state entrando in contatto con una parte autentica di voi che forse avevate messo da parte per protezione o per adattamento, come se non vi permetteste di provare quelle emozioni per non essere additati come deboli. Il Fante di Coppe vi invita anche a prendere sul serio quello che di solito minimizzate: un desiderio che ai vostri occhi sembra semplice e forse anche un po’ stupido, un'idea che non sapete ancora spiegare, un sentimento che non ha ancora una forma definita. Gennaio, per voi, è fatto di esplorazione emotiva, dove non tutto deve avere immediatamente un nome o una direzione. C'è qualcosa, in questa carta, che parla di nuovi inizi, seppur deboli: non parla di maturità emotiva, ma di quella scelta sottile di non chiudervi in voi stessi, anche dopo aver subito così tante delusioni. Il Fante di Coppe ricorda che restare aperti è un atto di coraggio, soprattutto quando sarebbe più facile costruire muri altissimi attorno a noi per evitare di dover spiegare come ci sentiamo in questo periodo.