
Le mostre da vedere a luglio 2026 in Italia Le tappe culturali da aggiungere al tuo itinerario estivo
G-Club
29 Giugno 2026
29 Giugno 2026
È arrivata l’estate. Le città si svuotano, si aprono compulsivamente le app per controllare le maree della Sardegna e i voli per Porto, i feed si riempiono di tramonti filtrati e il cervello entra ufficialmente in modalità granita. Eppure, per chi preferisce sostituire l’ombrellone (e il solito libro) con una buona dose di arte contemporanea, fotografia, pittura e riflessioni sul presente, l’Italia offre un calendario espositivo sorprendentemente ricco. Luglio parla di memoria e archivi personali, di identità liquide e case temporanee, di paesaggi industriali trasformati in poesia visiva e di corpi che diventano strumenti politici. Da Trieste a Gibellina, passando per Milano, Torino, Venezia, Rovereto, Bologna, Lecce e Roma, ecco le mostre che vale la pena segnare in agenda prima che l’estate si trasformi soltanto in una successione di brunch e gite fuori porta.
Le mostre da vedere a luglio 2026 in Italia
Ila Bêka - Trieste
C’è chi conserva le fotografie in album ordinati e chi, come Ila Bêka, passa quarant’anni a raccogliere immagini fino a costruire un archivio da circa 300.000 scatti. FOTONI, ospitata al Magazzino delle Idee di Trieste, nasce proprio da questa accumulazione quasi vertiginosa e rappresenta la prima grande occasione per entrare nella dimensione più personale della ricerca dell’artista e regista friulano. Conosciuto a livello internazionale per il lavoro cinematografico sviluppato insieme a Louise Lemoine, Bêka ha sempre osservato il rapporto tra persone, spazi e architetture. Qui però l’attenzione si sposta sul gesto stesso del guardare. In mostra arrivano oltre trecento immagini selezionate da un archivio immenso, costruito giorno dopo giorno attraverso viaggi, incontri, spostamenti e momenti apparentemente insignificanti. Il titolo richiama le particelle luminose che rendono possibile la visione, ma la mostra non ha nulla di freddamente scientifico. Al contrario, funziona come un diario aperto. È proprio questa libertà a rendere FOTONI la mostra ideale per chi ama osservare il mondo nei suoi dettagli più minimi.
Titolo: FOTONI
Quando: fino all’11 ottobre 2026
Dove: Magazzino delle Idee, Trieste
Davide Stucchi - Milano
La casa è davvero il luogo dove essere sé stessi? Oppure, tra traslochi eterni, affitti impossibili, è un set continuamente riscritto? Con Temporary Rooms, negli spazi dell’Impluvium di Triennale Milano, Davide Stucchi, che si muove da sempre tra arte contemporanea, design e cultura materiale, trasforma l’abitare in una performance lunga mesi. L’artista costruisce una sorta di appartamento temporaneo delimitato da recinzioni da cantiere, come se una ristrutturazione non dovesse mai finire. Ogni ambiente entra in scena seguendo un calendario preciso e nel corso dell’estate il progetto attraversa diverse configurazioni, come se l’abitazione fosse un organismo vivente. Oggetti comuni vengono smontati, ricomposti, privati della loro funzione originaria e reinseriti in nuove narrazioni. Una lampada, una sedia o un elemento d’arredo smettono improvvisamente di essere ciò che sembravano. Il risultato è una riflessione sottile ma estremamente attuale sulla precarietà contemporanea.
Titolo: Davide Stucchi. Temporary Rooms
Quando: fino al 4 ottobre 2026
Dove: Triennale Milano, Milano
Harry Gruyaert - Torino
Oggi siamo talmente abituati alle immagini ipersature dei social che è difficile ricordare quanto fosse rivoluzionario usare il colore in fotografia negli anni Settanta. Eppure Harry Gruyaert è stato uno degli artisti che più di tutti ha contribuito a trasformarlo in un vero linguaggio espressivo. La grande retrospettiva ospitata da CAMERA Torino ripercorre oltre mezzo secolo di carriera attraverso immagini provenienti dai suoi viaggi in Europa, Africa, Medio Oriente, India e Stati Uniti. Membro di Magnum Photos dal 1982, Gruyaert ha sempre utilizzato il colore non come semplice elemento descrittivo ma come materia narrativa. Le sue fotografie non raccontano necessariamente una storia. Costruiscono piuttosto un’atmosfera. Dalle celebri TV Shots, che immortalavano i primi schermi televisivi a colori, alle fotografie realizzate durante i viaggi in Marocco, India, Stati Uniti e Medio Oriente, ogni immagine possiede una forza visiva immediata eppure continua a rivelare dettagli anche dopo una lunga osservazione. Una tappa imprescindibile per gli appassionati di fotografia contemporanea.
Titolo: Harry Gruyaert. Retrospettiva
Quando: fino al 4 ottobre 2026
Dove: CAMERA Torino, Torino
Bernd & Hilla Becher - Bologna
Bernd e Hilla Becher hanno dedicato la loro vita a fotografare sempre la stessa cosa. O quasi. Torri idriche, altiforni, silos, miniere, impianti industriali. Strutture che normalmente attraverseremmo senza prestare attenzione e che nelle loro immagini diventano protagoniste assolute. La grande retrospettiva organizzata dalla Fondazione MAST di Bologna raccoglie oltre 350 fotografie originali e permette di comprendere l’importanza storica del loro lavoro. A partire dagli anni Sessanta i due artisti tedeschi sviluppano infatti un metodo rigorosissimo di catalogazione visiva dell’architettura industriale europea e americana. Fotografie frontali, cielo neutro, assenza di elementi distraenti. Tutto sembra guidato da una precisione quasi scientifica. Eppure osservando le immagini una dopo l’altra emerge qualcosa di sorprendentemente poetico. Le differenze minime tra una struttura e l’altra trasformano l’insieme in una sorta di atlante delle forme industriali del Novecento. La mostra racconta anche l’enorme influenza esercitata dai Becher sulle generazioni successive, dalla cosiddetta Scuola di Düsseldorf fino a molti artisti contemporanei. Questa esposizione potrebbe far cambiare idea a chi pensa che l’industria non possa essere romantica.
Titolo: Bernd & Hilla Becher. History of a Method
Quando: fino al 27 settembre 2026
Dove: Fondazione MAST, Bologna
Erwin Wurm - Venezia
Entrare al Museo Fortuny e trovare giganteschi cuscini con arti umani, vestiti senza corpo e sculture che sembrano uscite da un sogno febbrile è un’esperienza che difficilmente si dimentica. Con Dreamers, Erwin Wurm porta a Venezia una delle più importanti mostre d’arte contemporanea dell’anno. Da sempre interessato a ridefinire il concetto di scultura, l’artista austriaco usa l’assurdo come strumento filosofico. Le celebri One Minute Sculptures invitano il pubblico a diventare opera, mentre i lavori più recenti riflettono sul rapporto tra identità, consumismo e costruzione sociale dell’individuo. Il dialogo con gli ambienti storici del Museo Fortuny aggiunge un ulteriore livello di lettura.
Titolo: Erwin Wurm – Dreamers
Quando: fino al 22 novembre 2026
Dove: Museo Fortuny, Venezia
Anselmo Bucci - Rovereto
Ci sono artisti che la storia dell’arte ha collocato al centro e altri che, pur essendo fondamentali, sono rimasti ai margini del racconto. Anselmo Bucci appartiene alla seconda categoria. La grande mostra del Mart di Rovereto prova a rimettere le cose a posto attraverso oltre 150 opere che raccontano una figura centrale della cultura europea del Novecento. Pittore, incisore, illustratore, scrittore e viaggiatore instancabile, Bucci attraversa alcune delle stagioni più intense della modernità europea. Parigi, Milano, le avanguardie, le guerre mondiali, il dibattito culturale italiano. Tutto passa attraverso il suo sguardo. Le opere esposte mostrano un artista capace di dialogare con la modernità senza rinunciare a una forte autonomia stilistica. La retrospettiva del Mart è sia un’occasione per scoprire Bucci sia per rileggere il Novecento italiano da una prospettiva meno scontata, mettendo in evidenza reti culturali internazionali spesso trascurate.
Titolo: Anselmo Bucci (1887 – 1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa
Quando: fino al 27 settembre 2026
Dove: Mart, Rovereto
Gianni Bertini - Lecce
Alla Fondazione Biscozzi Rimbaud di Lecce prende forma il ritratto di un artista che ha fatto della disobbedienza una pratica quotidiana. Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia ripercorre oltre vent’anni di ricerca di uno degli artisti più irrequieti del secondo Novecento. Dai Gridi degli anni Quaranta fino alle sperimentazioni della Mec-Art, il percorso evidenzia una straordinaria capacità di anticipare temi che oggi ci sembrano normalissimi. Numeri, lettere, fotografie, pubblicità e immagini della cultura di massa entrano progressivamente nel suo lavoro, creando un linguaggio visivo che dialoga con il New Dada e la Pop Art senza mai aderire completamente a nessuna etichetta. Osservando le opere oggi si ha quasi l'impressione che Bertini già intuito che il futuro dell’arte sarebbe passato attraverso la riproduzione, la serialità e i media, arrivando alla saturazione visiva che caratterizza il nostro presente.
Titolo: Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia
Quando: fino 13 settembre 2026
Dove: Fondazione Biscozzi Rimbaud ETS, Lecce
Nazar Strelyaev-Nazarko - Milano
Il titolo promette leggerezza. Le opere, invece, raccontano qualcosa di molto più complesso. Con La generazione felice, l’artista ucraino Nazar Strelyaev-Nazarko porta negli spazi di Ncontemporary una mostra che affronta il tema della memoria attraverso una pittura raffinata e sorprendentemente emotiva. I protagonisti dei dipinti sono spesso oggetti ordinari come vestiti, coperte, fortini improvvisati costruiti durante l’infanzia. Elementi che tutti riconosciamo e che proprio per questo riescono a innescare una risposta immediata. Dietro la dimensione domestica emerge però una riflessione più ampia sulla fragilità delle generazioni cresciute tra grandi cambiamenti geopolitici e nuove incertezze. La pittura di Strelyaev-Nazarko possiede una qualità quasi cinematografica, capace di trasformare scene minime in racconti universali.
Titolo: La generazione felice
Quando: fino al 5 settembre 2026
Dove: Ncontemporary, Milano
Domestic Displacement - Gibellina
Negli ultimi anni parole come casa, appartenenza e radicamento sono diventate sempre più instabili. Non sorprende quindi che molti artisti contemporanei abbiano iniziato a interrogarsi su questi concetti. Domestic Displacement, al MAC di Gibellina, affronta il tema in modo diretto e ambizioso. La mostra riunisce quindici artisti internazionali provenienti da contesti geografici e culturali differenti come Mona Hatoum, William Kentridge, Shirin Neshat e Regina José Galindo. Le opere affrontano questioni legate alle migrazioni, agli spostamenti forzati, all’esilio e alla costruzione dell’identità, lavorando sulle emozioni, sulle assenze e sulle memorie. Non ci sono risposte semplici né slogan, ma, nonostante ciò, il risultato è una sorta di geografia emotiva e politica della contemporaneità capace di mettere in relazione esperienze individuali e dinamiche globali.
Titolo: Domestic Displacement
Quando: fino al 27 settembre 2026
Dove: MAC Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, Gibellina
Miriam Cahn - Roma
Miriam Cahn è una delle figure più radicali dell’arte contemporanea europea e questa grande esposizione romana permette di attraversare oltre cinquant’anni di ricerca. In mostra oltre cento opere tra dipinti, disegni, installazioni e lavori ambientali. I temi sono quelli che da sempre attraversano il suo lavoro: il corpo, il desiderio, la vulnerabilità, la guerra, la memoria e le relazioni di potere. Temi affrontati senza filtri e senza alcuna volontà di rassicurare il pubblico, che emergono attraverso una pittura fisica, urgente, spesso disturbante. Le celebri room installations amplificano ulteriormente la potenza del lavoro. Da un lato Herumliegen, nata come risposta all’invasione russa dell’Ucraina; dall’altro Familienraum, dedicata alle geografie intime della memoria familiare. Il risultato è un percorso che rifiuta ogni neutralità.
Titolo: Ciò che mi guarda
Quando: fino all’11 novembre 2026
Dove: MACRO, Roma
