
Le mostre da vedere a gennaio 2026 in Italia Dai maestri della fotografia ai pittori contemporanei
Gennaio non è solo il mese dei buoni propositi: è anche il momento ideale per rimettere in moto lo sguardo. Musei meno affollati, città più lente e un calendario sorprendentemente ricco rendono l’inizio dell’anno uno dei periodi migliori per esplorare le mostre da vedere a gennaio 2026 in Italia. Dal grande ritorno del Liberty italiano ai dialoghi tra arte antica e contemporanea, passando per mostre immersive, fotografia storica e nuove voci della pittura contemporanea, il panorama espositivo del 2026 parte con il piede giusto. Questa selezione non è una classifica, ma una mappa: sei tappe da Nord a Sud pensate per chi ama scoprire, approfondire e lasciarsi sorprendere.
Le mostre da vedere a gennaio 2026 in Italia
Liberty - Brescia
Tra le mostre d’arte a gennaio 2026 più attese, quella di Palazzo Martinengo a Brescia riporta sotto i riflettori il Liberty italiano, raccontandolo come un linguaggio vivo, trasversale e sorprendentemente attuale. Non solo dipinti e sculture, ma anche grafica pubblicitaria, moda, fotografia, ceramiche e persino cinema delle origini formano un percorso che ricostruisce l’immaginario di un’Italia che, tra fine Ottocento e primi del Novecento, guarda con entusiasmo alla modernità. Le opere di Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone e altri ancora dialogano tra loro restituendo l’idea di uno stile che non si limita all’estetica, ma investe il modo di vivere, di comunicare e di immaginare il futuro. È una mostra che funziona sia per chi ama la storia dell’arte sia per chi vuole capire come nasce un gusto che ha influenzato design e cultura visiva fino a oggi. Perfetta per iniziare l’anno con uno sguardo ampio e curioso.
Titolo: Liberty. L’arte dell’Italia moderna
Quando: dal 24 gennaio al 14 giugno 2026
Dove: Palazzo Martinengo, Brescia
Albrecht Dürer e Maria Lai - Ulassai
Nel cuore della Sardegna, ad Ulassai, va in scena un dialogo inatteso tra arte rinascimentale e arte contemporanea. Mettere insieme Albrecht Dürer e Maria Lai potrebbe sembrare azzardato, e invece funziona sorprendentemente bene. Da un lato le incisioni, rigorose e visionarie, di uno dei maestri assoluti del Rinascimento europeo, dall’altro le opere tessili, simboliche e poetiche di una delle figure più amate dell’arte contemporanea italiana. Il filo conduttore? Il segno, la spiritualità, il tempo e, soprattutto, il viaggio, inteso come spostamento fisico, ma anche come ricerca interiore e spirituale. La mostra invita a guardare lentamente, a cogliere affinità sottili tra segno, gesto e immaginazione. Il contesto di Ulassai, luogo profondamente legato all’eredità di Maria Lai, rende l’esperienza ancora più intensa. Una tappa ideale per chi ama le mostre che fanno pensare, senza mai risultare pesanti.
Titolo: Il respiro di un viaggio
Quando: fino al 15 marzo 2026
Dove: Museo CaMuC e Stazione dell’Arte, Ulassai
Vittorio Marella - Rovereto
Se cercate una mostra di arte contemporanea capace di parlare del presente senza slogan, quella di Vittorio Marella al Mart di Rovereto è una scelta centrata. Il giovane artista veneziano utilizza la pittura come strumento di indagine sul rapporto tra corpo, ambiente e crisi climatica, trasformando la luce in una presenza quasi fisica. I grandi teleri che compongono l’installazione creano un soffitto pittorico opprimente, mostrando ragazzi e ragazze distesi sotto una luce opprimente, sospesi in un tempo indefinito e in uno spazio privo di riferimenti. Nessun contesto definito, nessuna narrazione esplicita. Solo la percezione di un presente fragile e incerto, come se il mondo intorno fosse già evaporato. Marella utilizza un linguaggio pittorico classico per raccontare un’inquietudine profondamente contemporanea, trasformando il sole in simbolo di una minaccia silenziosa. Così lascia lo spettatore a misurarsi con il senso di vulnerabilità che attraversa le sue opere.
Titolo: Sotto il sole
Quando: fino al 22 marzo 2026
Dove: Mart, Rovereto
Lee Miller - Torino
CAMERA Torino dedica una grande retrospettiva a Lee Miller, figura straordinaria e ancora oggi sorprendente. La sua vita è un susseguirsi di svolte radicali: modella, fotografa surrealista, collaboratrice di Vogue, corrispondente di guerra. Miller emerge come artista poliedrica e irregolare, capace di attraversare con naturalezza mondi apparentemente inconciliabili dal surrealismo alla moda, dal reportage di guerra all’intimità domestica. Il percorso espositivo segue lo sviluppo della sua ricerca dagli anni Trenta ai Cinquanta, restituendo non solo l’evoluzione stilistica, ma anche la complessità di una personalità che ha vissuto la fotografia come forma di esperienza totale. Le immagini realizzate durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare, colpiscono per la loro lucidità e per la capacità di mantenere uno sguardo umano anche di fronte all’orrore. La mostra restituisce a Lee Miller il ruolo di protagonista assoluta, liberandola definitivamente dall’etichetta di musa o assistente, e riconoscendole una voce autonoma, potente e profondamente contemporanea.
Titolo: Lee Miller. Opere 1930-1955
Quando: fino al 1° febbraio 2026
Dove: CAMERA - Centro italiano per la Fotografia di Torino, Torino
Angelo Thomann, Eva Luna Thomann e Laura Maddalena Gerosa - Milano
Tra le mostre immersive a gennaio 2026, ROOMS rappresenta un esempio emblematico di come l’arte possa trasformarsi in esperienza sensoriale e narrativa. Negli spazi di SLAP a Milano, le installazioni di Angelo Thomann, Eva Luna Thomann e Laura Maddalena Gerosa costruiscono un percorso fatto di stanze da attraversare, più che di opere da osservare. Luce e suono diventano elementi strutturali, capaci di modificare la percezione dello spazio e del tempo. Ogni ambiente invita il visitatore a rallentare, a perdersi, a sospendere il contatto con la realtà esterna. La scelta di realizzare tutte le opere artigianalmente introduce una riflessione etica sul fare artistico, restituendo centralità al gesto e al processo. ROOMS non propone una narrazione lineare, ma una serie di soglie emotive e simboliche, in cui lo spazio stesso diventa organismo vivo e performativo. ROOMS non si guarda. Si abita.
Titolo: ROOMS
Quando: dal 14 al 18 gennaio 2026
Dove: SLAP Spazio Lambrate per le Arti Performative, Milano
Gavilán Rayna Russom, Hans Schärer, Michel Auder e Sam Porritt - Napoli
La collettiva Rise and Fall alla Galleria Fonti di Napoli è una mostra intensa e estremamente stimolante che esplora il desiderio come forza instabile, oscillante tra attrazione e caduta, attraverso opere che interrogano lo sguardo, l’intimità e la percezione. Disegni, video e installazioni si alternano in un percorso che gioca sul confine tra ciò che sembra autentico e ciò che è costruito. Il presunto ritrovamento di disegni erotici attribuiti a Eisenstein diventa pretesto concettuale per riflettere su autenticità e costruzione del senso, aprendo un cortocircuito tra vero e falso, attrazione e caduta. Le opere in mostra mettono in scena corpi, gesti e movimenti che oscillano tra controllo e abbandono, tra desiderio e vulnerabilità. Ne emerge un percorso denso, quasi cinematografico, che invita lo spettatore a interrogare la propria posizione di osservatore.
Titolo: Rise and Fall
Quando: fino al 24 gennaio 2026
Dove: Galleria Fonti, Napoli
Cartier - Roma
Tra le mostre da vedere a gennaio 2026 a Roma, questa è una di quelle che riescono a mettere d’accordo appassionati d’arte, design e cultura visiva. Ai Musei Capitolini, le creazioni di Cartier entrano in dialogo diretto con il mondo classico, dimostrando quanto l’immaginario dell’antica Grecia e di Roma continui a influenzare il gusto contemporaneo. Gioielli, cammei e pietre dure si confrontano con sculture millenarie, in un percorso che racconta come il mito venga reinterpretato, aggiornato e trasformato nel tempo. L’allestimento, fortemente scenografico, trasforma la visita in un percorso immersivo che unisce arte, design e storia, arricchito da suggestioni sensoriali e dettagli tecnici che raccontano la lavorazione dei gioielli. La mostra rende evidente come la gioielleria d’autore possa essere letta come vera e propria storia dell’arte. Piacerà sia a chi ama il lusso sia a chi è interessato ai processi di reinterpretazione del passato nel presente.
Titolo: Cartier e il Mito ai Musei Capitolini
Quando: fino al 15 marzo 2026
Dove: Musei Capitolini, Roma
Ferdinando Scianna - Saluzzo
La mostra dedicata a Ferdinando Scianna a Saluzzo è una tappa ideale per chi ama la fotografia che racconta storie, più che costruire immagini patinate. Il percorso esplora il rapporto tra fotografia di moda e fotogiornalismo, mostrando come Scianna abbia portato il suo sguardo umano e narrativo anche dentro un contesto apparentemente distante come quello fashion. Le immagini selezionate restituiscono una moda vissuta, calata nella realtà quotidiana, lontana dalle pose artificiali. La Sicilia, le strade, i gesti spontanei diventano scenografia naturale di scatti che tengono insieme estetica e verità. Una mostra accessibile ma profonda, perfetta per capire come la fotografia possa essere allo stesso tempo documento, racconto e interpretazione culturale.
Titolo: Ferdinando Scianna. La moda, la vita
Quando: fino al 1° marzo 2026
Dove: La Castiglia, Saluzzo
Terry Atkinson - Venezia
Ca’ Pesaro a Venezia ospita un progetto rigoroso e stimolante dedicato a Terry Atkinson, figura chiave dell’arte concettuale britannica. La mostra attraversa oltre cinquant’anni di lavoro mettendo al centro il rapporto tra arte, linguaggio, politica e storia. Pittura, disegno e parola convivono in opere che chiedono tempo e attenzione, ma che ripagano con una lettura lucida dei meccanismi del potere e della rappresentazione. Il tema della guerra attraversa il percorso come una costante, non in chiave illustrativa ma analitica. Non è una mostra “instagrammabile”, ma è una di quelle che restano addosso e continuano a farsi sentire anche dopo l’uscita dal museo.
Titolo: TERRY ATKINSON. L’artista è un motore di significati
Quando: fino al 1° maggio 2026
Dove: Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia
Giuseppe Veneziano - Sarzana
L’antologica di Giuseppe Veneziano a Sarzana? Oltre settanta opere ripercorrono la carriera di uno dei principali esponenti della New Pop italiana, noto per il suo linguaggio diretto, ironico e provocatorio. Personaggi storici, politici, icone pop e capolavori dell’arte vengono riletti in chiave dissacrante, spesso mettendo lo spettatore davanti a immagini seducenti che nascondono contenuti scomodi. La mostra funziona come un grande archivio visivo del nostro tempo, capace di intrecciare attualità, memoria collettiva e cultura di massa. Gioca sul confine tra attrazione e disagio, senza cercare il consenso dello spettatore. Ideale per chi considera l’arte uno spazio di confronto, non solo di contemplazione.
Titolo: Giuseppe Veneziano. Anthology
Quando: fino al 3 maggio 2026
Dove: Fortezza Firmafede, Sarzana

























































