Chappell Roan ha deciso di esporsi, di nuovo La popstar ha lasciato l’agenzia di Casey Wasserman per il collegamento con gli Epstein Files

Chappell Roan ha annunciato pubblicamente l’addio all’agenzia musicale guidata dal potente executive americano dopo l’emersione del nome di Wasserman nei cosiddetti Epstein Files e la diffusione di vecchie corrispondenze con Ghislaine Maxwell. Una scelta morale necessaria soprattutto per un’artista così impegnata nella lotta transfemminista. "Nessun artista, agente o dipendente dovrebbe mai essere costretto a difendere o a sorvolare su azioni che entrano in così profondo conflitto con i propri valori morali. Mi rifiuto di restare passivamente a guardare", ha scritto Roan online. Parole che arrivano in un momento delicatissimo per Wasserman, presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Los Angeles 2028 e figura centrale nell’industria dell’intrattenimento americana.

L’impatto nell’industria musicale della decisione di Chappell Roan

Roan, rappresentata da Kiely Mosiman, Jackie Nalpant e Anna Bewers, è l’artista più rilevante ad aver lasciato l’agenzia negli ultimi giorni. Prima di lei si erano sfilati Bethany Cosentino dei Best Coast e le band Beach Bunny e Wednesday. Ma qui si parla di una delle popstar più influenti del momento. Una mossa che ricorda, per impatto, l’uscita di Billie Eilish dall’orbita Wasserman nel 2024, in un precedente scandalo che aveva già incrinato l’immagine del dirigente.

La verità che emerge sempre

Quando il nome di Wasserman è comparso nei documenti legati a Jeffrey Epstein, l’executive ha diffuso una dichiarazione di rammarico. Ha detto di essersi pentito della corrispondenza con Maxwell avvenuta oltre venti anni fa, prima che emergessero i suoi crimini. Ha negato qualsiasi rapporto personale o professionale con Epstein, ha ricordato di aver partecipato nel 2002 a un viaggio umanitario come parte di una delegazione della Clinton Foundation sull’aereo di Epstein e si è detto dispiaciuto per qualsiasi associazione con entrambi. Ma il nome Epstein è un marchio tossico. Intanto la pressione si sposta anche sul fronte politico. Diversi esponenti di Los Angeles hanno definito la presenza di Wasserman alla guida di LA28 una distrazione crescente per i Giochi e per la città. Tra loro Nithya Raman, candidata sindaca ed ex consigliera comunale. La sindaca in carica Karen Bass, impegnata nella corsa alla rielezione, ha scelto una linea prudente, rimandando la questione al consiglio di LA28 e ai vertici olimpici.

Los Angeles 2028

Dal Comitato Olimpico Internazionale, la presidente Kirsty Coventry ha minimizzato, liquidando le informazioni come marginali. Nel frattempo le preoccupazioni aumentano, anche per i costi delle Olimpiadi del 2028, tema già sensibile per i cittadini di Los Angeles. Il consiglio di LA28, che include nomi di peso come Jeffrey Katzenberg, Jessica Alba e l’ex speaker Kevin McCarthy, non ha ancora preso posizione pubblicamente. Dentro l’agenzia, però, qualcosa si muove. Secondo fonti di settore, alcuni agenti di alto profilo starebbero sondando alternative, contattando aziende e altre realtà di Hollywood per valutare possibili uscite o operazioni societarie. Si parla di ipotesi di acquisizione del ramo musicale o addirittura dell’intera società. Per ora nessuna trattativa sarebbe andata a buon fine, ma il segnale è chiaro. Non è solo una questione giudiziaria, perché al momento non c’è alcuna accusa formale contro Wasserman legata ai crimini di Epstein, ma di clima e di percezione pubblica. E quando un’artista di prima fascia decide di prendere posizione in modo così esplicito, il messaggio si amplifica.

L’ascesa e la fragilità di Casey Wasserman

L’ascesa di Casey Wasserman, nipote del leggendario Lew Wasserman, è stata per anni il simbolo di una nuova generazione di potere nell’entertainment e nello sport globale. Oggi quella traiettoria sembra improvvisamente fragile, per una frattura etica che molti non sono più disposti a ignorare.