
Carly Rae Jepsen è la pop girl di cui abbiamo bisogno Ma quella che non ci meritiamo
Nel 2012 era ovunque con Call me maybe, poi - agli occhi meno attenti - è scomparsa nel sottobosco, ingiustamente ignorata. Una specie di meteora. Stiamo naturalmente parlando di Carly Rae Jepsen, popstar classe 1985, che in silenzio e senza mai troppa attenzione (ed è un peccato) ci ha regalato progetti deliziosi e canzoni talmente avanti, forse, da non essere viste dal grande pubblico, distratto da fenomeni pop meno raffinati ma più immediati.
La sua storia non è particolarmente unica. Carly Rae Jepsen, infatti, si è fatta notare nel 2007 con una partecipazione a Canadian Idol, dove si è classificata terza. Dopo il successo globale di Call me maybe, hit estratta dall'album Kiss, ha continuato a fare musica. Nel 2015 è stata la volta dell'album Emotion, poi nel 2019 è arrivato Dedicated e nel 2022 The Loneliest Time, seguito l'anno successivo da The Loveliest Time. Pur non riuscendo a replicare il successo della hit per cui tutti la conoscono, ha conquistato il cuore degli amanti del pop raffinato, un po' hipster, nostalgico ma non ripetitivo. In questo articolo, cercheremo di capire il perché.
Perché Carly Rae Jepsen ci piace così tanto?
Parte della risposta sta nella domanda. Carly Rae Jepsen è diventata quella che alcuni si spingerebbero a dichiarare un’icona hipster perché il suo pop unisce melodie super catchy a testi curati e realistici che parlano di emozioni reali - imbarazzo, cotte, malinconia - senza cadere nei cliché. La produzione (che negli anni è stata fatta da artisti del genere come Tavish Crowe, Jack Antonoff, Cole M.G.N., Rostam Batmanglij, Danny L Harle, Kyle Shearer, and Bullion) mescola synth anni ’80 e ’90 con tocchi moderni, risultando in un suono familiare ma fresco, e la sua musica è piena di tracce nascoste, B-side e edizioni deluxe che premiano chi ama scavare oltre i singoli mainstream. Il suo è un pop costruito con cura, sincero e accessibile, perfetto per chi vuole ascoltare qualcosa di leggero ma con un gusto consapevole. E la sua estetica ne è un match perfetto. Basti pensare a Boy problems, singolo del 2015 che anticipa la wave successiva e con un videoclip diretto da Petra Collins e con un cast di it-girl indie come Tavi Gevinson, Barbie Ferreira
Il resto è tempismo e fortuna. Jepsen è arrivata sulla scena al momento giusto, quando gli ambienti indie hanno cominciato a rivalutare il pop come musica degna di attenzione. Ascoltarla è diventato in quei frangenti quasi un modo per dimostrare gusto, per urlare a tutti che ami le hit, ma sai anche apprezzare arrangiamenti, songwriting e rare gemme nascoste. E in un panorama musicale pieno di ironia e distacco, la sua sincerità e passione genuina rendono il suo pop sorprendentemente alternativo, e dunque apprezzato. Ad oggi, la popstar - che ha appena avuto un bambino - conserva orgogliosa la sua nicchia appassionata, e continua a testa alta nel suo genere di elezione: il pop non troppo pop. Non tutti devono essere Taylor Swift, dopotutto.



















































