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Chi è Angela Kelly, la donna che vestiva Elisabetta II

La royal dresser che ha reso iconico lo stile di Sua Maestà

Chi è Angela Kelly, la donna che vestiva Elisabetta II  La royal dresser che ha reso iconico lo stile di Sua Maestà

Se avesse potuto scegliere probabilmente avrebbe indossato solo un golfino, una camicia, una gonna di tweed, un Barbour, un foulard di Hermès in testa e un paio di stivali da pioggia, il look da country woman che sfoggiava abitualmente a Balmoral, dove era libera di giocare con i suoi corgi, andare a cavallo o sfrecciare sulla sua Land Rover. Ma da una regina ci si aspetta di più. Così Elisabetta II è passata alla storia, almeno a quella della moda, per i suoi abiti al ginocchio declinati in tutte le tonalità della scala Pantone, rigorosamente portati con soprabito e cappellino coordinati. Dietro a quegli outfit rigorosi e sempre uguali che hanno contribuito a renderla non solo immediatamente riconoscibili, ma iconica, c’è stata per un quarto di secolo Angela Kelly. Dal 1994 al giorno della morte della sovrana, Kelly ha fatto parte dello staff di Sua Maestà, curandone il guardaroba e facendole da dama di compagnia fino a ricoprire il ruolo ufficiale di "Personal Assistant, Adviser and Curator to Her Majesty The Queen". 

"Siamo due donne normali. Discutiamo di vestiti, trucco, gioielli, ma ci divertiamo anche molto insieme. La regina ha un grande senso dell'umorismo ed è una grande imitatrice".

Ha detto in una rara intervista con The Telegraph minimizzando la sua relazione con l’autorevole datrice di lavoro, ma la verità è che nel tempo tra le due donne si è instaurato un rapporto strettissimo di fiducia reciproca. È Angela la persona a cui Elisabetta si affida per i consigli si stile. È lei che ha inserito nel ristrettissimo entourage con cui ha condiviso il lockdown. Ed è sempre Angela l’unica che ha voluto al suo fianco quando qualche mese fa le è stato caldamente consigliato di assumere una persona che vivesse con lei al Castello di Windsor e la potesse aiutare nelle mansioni di tutti i giorni.

Come ha fatto la figlia di un'infermiera e di un manovratore di gru di Liverpool, cattolica, con tre mariti, altrettanti divorzi alle spalle e tre figli a diventare la confidente più intima della regina d’Inghilterra? La risposta si intuisce già dal primo incontro fra le due. Bisogna tornare indietro di qualche decennio. Siamo nel 1992, a casa di Sir Christopher Mallaby, l’ambasciatore britannico in Germania, dove Kelly lavora come governante. Una sera ospiti a cena ci sono Elisabetta e il principe Filippo. I due royals scambiano alcune parole con la ventiquattrenne e le domandano chi sarebbero stati gli ospiti dell’ambasciata delle settimane successive. Ligia al protocollo e alla privacy dei suoi datori di lavoro, Angela si appella all’Official Secrets Act e si rifiuta di rispondere, lasciando la regina ed il duca di Edimburgo basiti. L’anno successivo a Kelly, tornata nel frattempo in Gran Bretagna, viene offerto un posto come assistente della personal dresser di Sua Maestà che, memore della lealtà al dovere e della rettitudine della ragazza, la vuole nel suo staff. Il resto è una storia lunga trent’anni fatta di confidenze, chiacchiere, risate, ore passata davanti alla loro serie tv preferita (Coronation Street) e tanta moda. 

Insieme le due amiche costruiscono un guardaroba dalle mille sfumature, di cui gli outfits verde smeraldo e azzurro cielo sfoggiati da Elisabetta durante il giubileo sono stati solo due dei tanti pezzi memorabili. Come si costruisce il look di una regina e quali segreti nasconde? Kelly lo ha svelato in due libri scritti con il rarissimo bene placit della monarca. Leggendo scopriamo che Angela Kelly disegnava quattro schizzi per ogni tipo di outfit e li sottoponeva al giudizio di the queen che decideva quali confezionare, meglio se in tessuti pratici e confortevoli come pura seta, chiffon, organza e tweed. Preferiva avere abiti con la manica a tre quarti per non rischiare che durante un pranzo finisse nel potage, le zip invece dei bottoni se gli impegni del giorno richiedevano un passaggio continuo tra dentro e fuori e si faceva cucire pesi negli orli per evitare che sollevassero con il vento. La borsa che indossava più spesso era del marchio di lusso britannico Launer che possedeva a centinaia, di colore e tipo di pelle diversi, ma tutte con un manico leggermente più lungo del solito, in modo da poterla appendere comodamente al braccio e salutare le persone; mentre le scarpe erano realizzate su misura da Anello & Davide con un tacco di 5cm, nere o di un altro coloro neutro, venivano prima affidate a Kelly che le indossava per ammorbidirle. Tra gli accessori immancabili nel guardaroba reale c’erano le perle, i cappelli e, nei giorni di pioggia, un ombrello trasparente (in modo che la regina rimanesse ben visibile) con un bordo che riprendeva le shades del suo outfit. 

Anche le scelte cromatiche degli abiti di Elisabetta erano tutt’altro che casuali. Le tinte dovevano essere decise perché Sua Maestà fosse ben riconoscibile sia dal servizio di scorta sia dai sudditi ed erano decise seguendo i criteri stagionali, ispirandosi anche ad elementi della natura come i fiori e le piante di stagione. In primavera gli abiti si tingevano del giallo dei narcisi, del rosa dei fiori di ciliegio, del lilla delle campanule e del crema delle magnolie; in estate i delphinium influenzavano le scelte del blu e l’erba il verde; in autunno i marroni e gli arancioni imitavano i frutti maturi ed il foliage; in inverno a dominare erano, invece, i colori delle feste come l’oro, il bordeaux o il royal blue. Il nero era riservato solo ai funerali ed il beige bandito perché odiato da Elisabetta.