
Dormire non è un segreto di bellezza, è un sacrosanto diritto Stop alla beautification del sonno, per favore
Il 13 marzo si celebra la Giornata mondiale del sonno. Del sonno - funzione vitale quotidiana necessaria per sopravvivere, un tempo data per scontata - ultimamente, si è detto di tutto. Messe da parte le speculazioni letterarie e fiabesche (cosa succederebbe se riuscissimo a eliminare questa ricorrenza dalla nostra vita, si chiede un personaggio di La casa del sonno di Jonathan Coen, in la Bella addormentata nel bosco il sonno è una punizione da cui essere risvegliati con un bacio) il sonno è divenuto altro, si è trasformato. Il capitalismo, la società dell'ottimizzazione e della performance, lo hanno reso una merce da acquistare, il wellness ne ha fatto una pratica invece che un bisogno. Le parole fanno le cose, ed è in questo passaggio che abbiamo perso il sonno, nell'ansia di inseguirlo anche quando ci sfugge. È un loop di causa ed effetto. Vi è mai capitato di rigirarvi tra le lenzuola, stanchi e angosciati, al pensiero di non starvi addormentando abbastanza in fretta, solo per finire a non addormentarvi per nulla, proprio per colpa di questa ansia?
Il nuovo linguaggio del sonno come segreto di bellezza
Oggi, il wellness parla del sonno come di uno strumento per la bellezza, l'energia, una pelle pura e un metabolismo sotto controllo, l'immortalità del corpo e dell'anima, un vero e proprio segreto di bellezza e benessere. Il sonno va ottimizzato, cercato, calcolato, controllato, usato, misurato, medicalizzato. Ci sono le routine da fare prima di andare a letto, gli integratori da prendere per dormire meglio, le creme e i prodotti da applicare durante la notte, così che possano fare effetto mentre dormiamo, gli spray rilassanti per il cuscino. Ci sono le app che lo tengono d'occhio e poi ci dicono se la sua qualità è abbastanza, parametri da rispettare, goals to meet, anche - letteralmente - mentre dormiamo. Se dormiamo poco siamo troppo stanchi, se dormiamo troppo siamo pigri e sfaccendati. Essere mattinieri è un valore, dormire tanto una richiesta che il nostro corpo ci urla nelle orecchie ogni secondo. Come se ne esce?
@alexisoakleyy My night time routine on how to get the best sleep of your life!
Perché non dormiamo?
La verità, però, è che paradossalmente siamo troppo stanchi per dormire. Siamo troppo stressati, in ansia, sotto pressione per prendere sonno, abbiamo troppe cose da fare. Una ricerca di Sector Alarm, infatti, ha analizzato alcune delle ragioni psicologiche più comuni per cui molte persone fanno fatica a dormire. Tra i fattori più diffusi emerge innanzitutto l’ipervigilanza notturna, uno stato di allerta costante del cervello che ci rende sensibili a ogni minimo stimolo esterno e può ritardare l’addormentamento. A questo si aggiunge un’altra preoccupazione molto comune: il dubbio di non aver chiuso tutto. Anche l’ansia generata dal buio o dalle zone d’ombra della casa può contribuire a mantenere il corpo in tensione, mentre i cosiddetti "rumori fantasma" (come rami contro i vetri o piccoli suoni domestici) possono essere interpretati dal cervello come possibili minacce. Potremmo interpretarlo come un segnale per installare dei sistemi di sicurezza nella nostra casa, ma potremmo anche interpretarlo come la conferma che viviamo costantemente in allerta, e che non ci fa per niente bene. E se lo diciamo noi, che viviamo in Italia, cosa potrebbero dire le persone che vivono in territori sotto attacco da parte di Israele e USA, come ad esempio la Palestina, l'Iran, il Libano?
@taytrace For my anxious, stressed people who are trying to get a good night’s sleep - this is for you
Dormire è diventato un privilegio, anche se non dovrebbe
Dormire è diventato un privilegio. Chi può permetterselo - per sicurezza economica, posizionale, sociale - ci sbandiera in faccia i suoi metodi più efficienti, vendendoceli più o meno direttamente. Chi non può permetterselo - per ragioni geografiche, per stress, per lavoro, per malattia - sta a guardare, geloso, magari convinto di dover comprare proprio quelle gocce, quelle lì, perché sono l'unica cosa che può aiutarlo. La verità, però, è che ci aiuterebbe molto di più lavorare meno, non vivere con ansia la questione basilare della sopravvivenza, avere tempo per coltivare i nostri hobby senza doverlo levare al sonno, non essere in burnout, non dipendere da uomini potenti che giocano a scacchi con vite e confini, non dover pensare ossessivamente a tutto quello che facciamo, compriamo, viviamo, nello sforzo disperato di fare una differenza, di essere conscious e consapevoli mentre tutto attorno a noi sembra irrazionale e crudele. Dal sonno passa il benessere fisico e mentale, che sono uno sforzo comunitario e non individuale. Siamo anche un po' stanche di ripeterlo. Forse serve una pillola di melatonina in più?


























































