Cos’è la buccal fat restoration? Prima volevamo le model cheeks, adesso vogliamo di nuovo le guance

L’abbiamo fatto con le sopracciglia. Prima sottilissime, poi folte, poi di nuovo scolpite. L’abbiamo fatto con le labbra, gonfiate fino all’inverosimile e poi progressivamente sciolte. E ora stiamo facendo la stessa cosa con le guance. Per anni abbiamo rincorso le model cheeks, quell’incavo netto sotto gli zigomi che si ottiene socchiudendo le labbra, simulando un fischio o con un contouring particolarmente ambizioso. Solo che il contouring dura una sera. La bichectomia, molto meno. E così, mentre fino a ieri il desiderio era eliminare il grasso buccale attraverso la procedura del buccal fat removal, oggi sempre più persone stanno cercando di recuperare proprio quel volume che avevano pagato per togliere. 

Le guance scavate erano la nuova ossessione beauty: l'ascesa della buccal fat removal

Per capire cos’è la buccal fat restoration bisogna partire dalla sua antenata. La buccal fat removal consiste nella rimozione del cuscinetto adiposo presente al centro delle guance attraverso una piccola incisione all’interno della bocca. L’intervento è rapido, non lascia cicatrici visibili e promette zigomi più evidenti, mandibole più nette e quel viso affilato che per anni è stato sinonimo di lusso, moda e coolness. L’unica celebrity ad aver confermato pubblicamente di essersi sottoposta alla procedura è Chrissy Teigen, mentre intorno a Bella Hadid, Zoë Kravitz, Lea Michele e Anya Taylor-Joy internet ha costruito un’intera mitologia fatta di confronti fotografici e supposizioni mai confermate. 

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Poi abbiamo scoperto che si invecchia: è il momento della buccal fat restoration

Il problema è che il grasso buccale non è lì per caso. Fa parte dell’architettura del volto, sostiene il terzo medio della faccia e contribuisce a quell’aspetto pieno che associamo inconsciamente alla giovinezza. Con l’età il viso perde naturalmente collagene, elasticità e volume. Se quel grasso è già stato rimosso a venticinque anni, il rischio è ritrovarsi dieci anni dopo con guance ancora più scavate di quanto ci si aspettasse. È il motivo per cui sempre più chirurghi invitano alla prudenza, soprattutto tra i pazienti più giovani. E siccome la bichectomia è una procedura permanente, il grasso eliminato non può semplicemente ricrescere. L’unica possibilità è cercare di ricostruire il volume con altre tecniche e si inizia a parlare di buccal fat restoration. Il nome può essere fuorviante, ma non significa rimettere al suo posto il grasso originario perché quel tessuto è stato rimosso definitivamente. Significa piuttosto creare una nuova pienezza attraverso lipofilling, cioè il trasferimento di grasso prelevato da altre parti del corpo, oppure ricorrendo a filler, biostimolatori come Sculptra o trattamenti come Radiesse, che aiutano a ripristinare sostegno e volume. È una correzione, non un tasto “annulla”. E il volto precedente non torna mai davvero.

Da TikTok a Reddit: quando il trend cambia idea prima di noi

Se TikTok ha contribuito a trasformare la buccal fat removal nell’'intervento del momento, oggi è la stessa piattaforma a raccontarne il contraccolpo. I video “before & after” hanno lasciato spazio a contenuti intitolati “I regret my buccal fat removal”, “How I restored my cheeks” o “Volume restoration journey”. Anche molti chirurghi plastici stanno cambiando approccio, spiegando perché oggi preferiscono conservare il grasso buccale o limitarne la rimozione invece di eliminarlo completamente. Lo stesso succede su Reddit dove sempre più utenti raccontano di essersi sottoposti alla bichectomia poco più che ventenni e di aver iniziato, qualche anno dopo, un percorso fatto di Sculptra, Radiesse e lipofilling per recuperare volume. Altri, invece, continuano a dirsi soddisfatti del risultato. La differenza sta spesso nella quantità di grasso rimossa, nella conformazione del volto e nel naturale processo di invecchiamento. Perché il problema non è tanto l’intervento in sé, quanto il fatto che una procedura permanente venga spesso scelta per inseguire un’estetica temporanea.

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La chirurgia segue gli algoritmi. Il nostro volto no

Forse la buccal fat restoration non parla davvero di guance. Parla del rapporto sempre più confuso che abbiamo con la nostra immagine. Negli anni abbiamo inseguito il volto pieno dei filler, poi quello scavato della heroin chic, adesso torniamo di nuovo a cercare volume. Nel frattempo sono arrivati i farmaci GLP-1, che accelerano la perdita di peso e, insieme ai chili, spesso portano via anche il grasso del viso. La medicina estetica risponde inventando nuovi trattamenti per ripristinare ciò che fino a ieri cercava di eliminare. È un meccanismo quasi perfetto. I social producono un nuovo ideale di bellezza, gli algoritmi lo trasformano in un’ossessione collettiva e noi iniziamo a considerare il nostro volto come un progetto in continuo aggiornamento. Solo che un feed può cambiare nel giro di una settimana. Una bichectomia no. Con la buccal fat restoration non stiamo semplicemente rimettendo del volume nelle guance. Stiamo cercando di rincorrere un algoritmo che ci vuole sempre diversi. Ma il nostro corpo che non è un trend e, per fortuna o purtroppo, continua a seguire i tempi della biologia. Non quelli della For You Page. 

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