Charles Melton è diventato papà, per questo capisce a fondo il suo personaggio in Her Private Hell L’attore è nel cast del film di Nicolas Winding Refn, al cinema dal 1 ottobre

Il cinema non arriva mai a caso, e la coincidenza tra l’uscita di Her Private Hell e l’affacciarsi alla paternità per Charles Melton ne è una prova. L’attore statunitense, classe ’91 e noto per le partecipazioni in Riverdale, May December e nella seconda stagione di Beef di Netflix, è nel cast del lungometraggio di Nicolas Winding Refn, di ritorno sul grande schermo dieci anni dopo il suo cult The Neon Demon. In Her Private Hell i neon sono però rimasti, così come l’estetica codificata dal regista e sceneggiatore danese che stavolta racconta una storia fatta di dolori e traumi sullo sfondo di una leggenda tenebrosa su un uomo che fa fuori delle giovani donne.

Charles Melton, che in Her Private Hell interpreta un padre in cerca di vendetta

Nella nebbia in mezzo a cui si muovono i suoi protagonisti, che insieme a Melton contano anche Sophie Thatcher, Havana Rose Liu e Diego Calva, l’attore è un soldato-padre che cerca in tutti i modi di vendicarsi della scomparsa della figlia, addentrandosi come un fantasma per strade che tanto ricordano un videogioco e che richiamano anche Blade Runner. "Era destino che realizzassi questo progetto proprio adesso", ci racconta Charles Melton, la cui primogenita è nata nel marzo 2026 dalla relazione con l’artista Camille Summers-Valli. "Prima di diventare padre potevo solo intuire cosa provava il mio personaggio, soldato Private K, dopo l’ho capito a fondo, sia cosa sentiva che le ragioni delle sue azioni". 

La preparazione affrontata per il film, al cinema dall'1 ottobre

A diventare più chiaro è stato anche il concetto di sacrificio, che si lega a stretto giro all’esistenza condotta dal soldato Private K. "È qualcosa di intrinsecamente umano e primordiale", spiega l’attore. "Private K è disposto ad attraversare l’inferno pur di poter stare ancora una volta con la persona che ama più al mondo e questo richiede sacrificio. Ogni giorno li viviamo, sia i sacrifici che i compromessi. Ora che sono padre penso: se mi trovassi in una situazione irreale come quella del personaggio, ipoteticamente, come mi comporterei? Fin dove potrei spingermi?". Le azioni di Private K hanno portato Charles Melton a doversi preparare anche fisicamente per uno dei ruoli più muscolari della sua carriera: "È stato il lavoro fisico più impegnativo che abbia mai fatto, ma non ero da solo. Ho seguito un regime di allenamento intenso, ogni giorno venivo monitorato con sedute di fisioterapia per assicurarmi di non farmi male e poi si arrivava sul set in cui facevo tutto ciò che riuscivo e per cui non rischiavo di incappare in qualche problema. C’era chi si occupava di coreografare ogni sequenza di combattimento, avevamo numerosi stunt-man e l’impegno era alle stelle visto che Refn non voleva barare col montaggio, così ci siamo ritrovati a girare anche tre minuti di lotta di seguito. Si può dire che è stata la mia esperienza da supereroe". Anche se il suo regista ha un’idea chiara sui supereroi, soprattutto ad oggi: "Con Nick ci siamo visti la prima volta su Zoom e ancor prima di mandarmi la sceneggiatura mi disse due cose: che il cinema non ha bisogno di supereroi e che con Private K avrei seguito le orme dei personaggi interpretati da Mads Mikkelsen, Tom Hardy e Ryan Gosling". 

Ed esattamente come i protagonisti iconici di cui i colleghi sono stati gli interpreti, così anche il personaggio di Melton ha uno stile che lo contraddistingue, con tanto di giacca di pelle che compare ad un certo punto del film: "Nick voleva che Private K fosse un’uniforme. Come se fosse un involucro che al suo interno racchiude una profonda solitudine e l’immenso dolore che prova durante la ricerca della figlia. Molto ha contribuito il lavoro di trucco e costumi, si può lavorare andando in profondità partendo dall’aspetto esteriore per poi arrivare all’interiorità di un personaggio. Anche se credo che l’elemento che più contraddistingue soldato Private K, così come capitava con i personaggi di Mads o Ryan, è l’intensità dei suoi occhi".

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