
La trappola del Female Friendship Industrial Complex Come l'industria culturale ha trasformato l'amicizia femminile in un prodotto da vendere su Instagram
È venerdì sera. Sei sul divano in pigiama, stai scrollando Instagram come un automa. Ti compare una foto di quattro amiche in vacanza: bicchieri di vino, tramonto, capelli mossi dal vento e una caption tipo "same girls, different city". La guardi e pensi: anche io vorrei una cosa così. Poi alzi gli occhi dal telefono. Sei sempre sul divano, sempre in pigiama e ti accorgi che stai guardando sempre la stessa serie tv in cui quattro amiche siedono a un tavolo, ridono, si raccontano tutto e si interrompono a vicenda perché si conoscono da così tanto tempo da finire le frasi delle altre. Alzi la testa e, di nuovo, ti chiedi: ma perché io no?
L'amicizia femminile nella cultura pop
Prendi consapevolezza del fatto che sei ormai assuefatta dall'ideale di amicizia femminile promosso dalla cultura pop. Non basta avere qualche amica con cui esci ogni tanto per fare una passeggiata o mangiare una pizza; devi aver un gruppo unito sempre alle prese con avventure memorabili. Vogliamo essere trasportate all'interno di una scena di Sex & the City, How I Met Your Mother, Friends, Girls… insomma, in una sitcom ambientata a New York. È un'immagine così chiara e a noi familiare da non accorgerci nemmeno più di quanto sia costruita, irreale. Una fantasia. L'amicizia in generale, ma soprattutto quella femminile, è diventata un modello narrativo, un tema su cui puntare. Sex & the City ci ha dato quattro donne che hanno trasformato la propria amicizia in una famiglia alternativa. Poi sono arrivate The Bold Type, Broad City, Insecure e una quantità infinita di serie tv in cui le relazioni tra donne sono diventate il vero centro emotivo della storia. E non è mica difficile capire perché ci piacciano così tanto.
@hbo Sometimes friendship is about tough love. #sexandthecity
original sound - HBO
La solidarietà femminile come speranza di emancipazione contro le relazioni amorose e patriarcali
Per secoli la cultura e la società ci hanno raccontato che la massima aspirazione relazionale nella vita di una donna fosse quella romantica. L'amore, il principe azzurro. Poi abbiamo iniziato a intravedere lo spiraglio di un'alternativa, capendo che, forse, la persona più importante (o l'unica) della tua vita non è necessariamente quella con cui sognare figli e matrimonio. È un'idea bellissima e liberatoria ma il problema è che, a forza di raccontarla, abbiamo costruito attorno all'amicizia femminile una sorta di mitologia. Una mitologia in cui le amicizie sono profonde ma mai davvero complicate, longeve e indistruttibili. In cui c'è sempre qualcuno da chiamare e sempre qualcuno pronto a rispondere. In cui cinque persone riescono misteriosamente a trovare sempre un tavolo libero, una casa abbastanza grande e una settimana di ferie nello stesso momento. E, ovviamente, una disponibilità economica inspiegabilmente illimitata.
Se l'amicizia femminile diventa un prodotto da vendere nasce il Female Friendship Industrial Complex
Ed è qui che l'amicizia femminile comincia a diventare un prodotto culturale pronto a essere venduto. Il brunch con le amiche, la girls' night, il pigiama party da adulte. Ci viene venduto non solo il concetto ideale di amicizia ma anche la promessa di una vita in cui non siamo mai sole. Di nuovo, idea bellissima. Impossibile. Perché poi spegniamo la televisione, apriamo WhatsApp, spinte dalla motivazione a rivedere i nostri amici e troviamo una conversazione iniziata tre settimane prima e poi abbandonata. Crescendo, l'amicizia smette di essere una cosa che accade autonomamente. Non siamo più a scuola, all'università, nello stesso quartiere. Non abbiamo più sempre le stesse persone intorno ogni giorno. Ci trasferiamo, lavoriamo, iniziamo relazioni, abbiamo meno tempo e più cose da fare. Ed è così che puoi avere delle persone a cui vuoi profondamente bene e sentirti comunque profondamente sola.
@neon_nz Marnie and Hannah = roommates no more #HBOgirls #girls original sound - NEON NZ
Non hai sbagliato qualcosa. Non devi per forza uscire sempre dalla tua comfort zone e andare a un corso di ceramica, di yoga tantrico o a una masterclass di shibari per principianti per trovare finalmente la tua girl gang. Dipende dal banalissimo fatto che costruire e mantenere relazioni da adulti richiede tempo, spazio, luoghi e occasioni che spesso non abbiamo. E mentre nella vita reale l'amicizia diventa sempre più difficile da organizzare e coltivare, film e serie tv continuano a raccontarcela come se fosse la cosa più naturale del mondo. È il female friendship industrial complex.
Se i rapporti umani diventano una fantasia
Il problema, chiaramente, non sta nel fatto che ci siano troppe storie sulle donne e le loro amicizie, ma nel modo in cui abbiamo trasformato una relazione umana in una delle grandi fantasie della vita contemporanea. Siamo ossessionati dall'amicizia femminile e dai grandi gruppi coesi e intimi perché, in un mondo in cui è diventato sempre più difficile costruire comunità, abbiamo trasformato l'idea di essere circondati dalle persone giuste nella nostra nuova fantasia di evasione. E allora a quella domanda iniziale, "perché io no?", possiamo rispondere con brutale facilità: perché viviamo nel mondo reale e individualistico e non in una patinata serie tv che brilla di boom economico o millennial positivism.




















































