
Gli hairstyling della Milano Fashion Week sono molto relatable Preparate le spazzole: quest'anno ci si cotona i capelli
Quest’anno, alla Milano Fashion Week Primavera/Estate 2027, i capelli hanno deciso di lasciare perdere la perfezione. Il disordine continua a essere di tendenza e torna sulle passerelle tra volumi, cotonature, texture imperfette e tanta personalità, pescando a piene mani dagli anni ’50, ’70 e ’80.
Gli hairstyling della Milano Fashion Week sono molto relatable
Il ritorno della cotonatura
La cotonatura è il primo elemento che sembra aver messo d’accordo gli hairstylist che hanno lavorato senza sosta durante questa settimana della moda meneghina. Prima di tutti Prada, dove i capelli sono gonfi, cotonati e volutamente sfibrati, con una texture ruvida e secca. Marni, invece, ripropone la cosiddetta "onda a schiaffo" rivisitata: rétro e voluminosa, costruita con la riga laterale e quel movimento un po’ da vecchia Hollywood, solo la mattina dopo il red carpet, dopo averci dormito un po' su. Antonio Marras decide invece di puntare letteralmente in alto, trasformando la cotonatura in chignon vertiginosi che ricordano le acconciature delle Gibson Girl o quelle di una dattilografa degli anni ’50.
Il mollettone: un evergreen
Poi c’è Sportmax, che recupera un oggetto che tutte abbiamo a casa: il mollettone. Considerato per anni un semplice trend passeggero, invece che un evergreen delle acconciature. Qui viene utilizzato per raccogliere i capelli in modo semplice, talmente semplice che è facile rivedersi in una di quelle modelle. Ed è proprio questo il punto. Il mollettone non viene nobilitato o trasformato in qualcosa di diverso: rimane un mollettone. Quello che usiamo a casa, quello che teniamo nella borsa, quello che ci mettiamo quando non sappiamo più cosa fare con i capelli.
Un po' di glam rock non fa mai male
Da Cavalli, Gucci e Fendi, invece, torna il glam rock degli anni ’70. I capelli sono mossi, leggermente cotonati e messy, con quel volume un po’ selvaggio che sembra quasi essersi creato da solo. Non c’è la solita perfezione da passerella: c’è un glamour più rilassato, più sporco, nonchalant, come se i capelli fossero stati lasciati vivere liberamente senza imprigionarli in acconciature perfette e canoniche.
L'imperfezione come simbolo di credibilità
Forse è questo il punto comune a tutti questi look: l'imperfezione. I capelli non devono più sembrare intoccabili, ma credibili. Un po’ come il lavoro di Miuccia Prada sulle superfici degli abiti: una piega, una sovrapposizione o una deformazione non sono necessariamente qualcosa da correggere. Al contrario, possono diventare parte del look e allontanarsi dall’idea di perfezione e di ordine che per anni ha definito una certa idea di domesticità femminile. Con i capelli sta succedendo la stessa cosa. La cotonatura rimane visibile, l’onda non è precisa, il mollettone non viene nascosto e le punte possono sembrare persino un po’ sfibrate. Il risultato non deve essere perfetto per funzionare. Anzi, è proprio quel piccolo grado di disordine a renderlo più attuale.
