La meditazione applicata alla skincare Cosa succederebbe se, prima di provare a cambiare quello che vediamo, imparassimo semplicemente ad osservarlo?

C'è un momento, davanti allo specchio, in cui probabilmente lo facciamo tutte. Ci avviciniamo per mettere la crema e nel frattempo controlliamo un poro, una ruga che ieri ci sembrava meno evidente, l'occhiaia e il brufolo comparso durante la notte. Non abbiamo ancora iniziato la skincare e abbiamo già compilato mentalmente la lista delle cose da sistemare. È curioso, perché contemporaneamente sui social beauty e wellness non sono mai stati così vicini. Meditiamo, facciamo breathwork, scriviamo sul journal, beviamo matcha e applichiamo il siero mentre una voce su TikTok ci ricorda di respirare. Le morning routine sono diventate piccoli ecosistemi in cui è quasi impossibile capire dove finisca la cura di sé e inizi quella della pelle. Ma forse la domanda più interessante non è quale rituale aggiungere alla nostra mattina, ma cosa succede se, per qualche minuto, smettiamo di aggiungere qualcosa e iniziamo semplicemente ad osservare.

Guardarsi e osservarsi non sono esattamente la stessa cosa: entra in gioco la meditazione

"Spesso quando ci guardiamo allo specchio non stiamo vedendo noi stesse con uno sguardo oggettivo, ma vediamo ciò che pensiamo di noi", spiega Maddalena Mazzoli, founder di Meditazioni guidate, la più grande community italiana di meditazione. In pochi secondi iniziamo a giudicarci, confrontarci e individuare quello che vorremmo cambiare, spesso senza neanche renderci conto di aver formulato quel pensiero. La meditazione, secondo Maddalena, può aiutarci innanzitutto a riconoscere questo automatismo: quando emerge un pensiero proviamo a osservarlo senza definirlo immediatamente positivo o negativo, così come possiamo imparare a guardare la nostra immagine senza trasformarla subito in un elenco di cose da correggere.

@dianavavylonska My skin is always so smooth after meditating, I feel years younger jaja #spirituality #spiritual #meditation #psychic #universe เสียงต้นฉบับ - itz - user14816543582

La pratica buddhista del non-giudizio applicata allo specchio

È una distinzione piccola, ma cambia parecchio. Osservarsi non significa convincersi di essere bellissime. Non significa amare improvvisamente ogni ruga, né rinunciare al desiderio di cambiare qualcosa. Nella pratica buddhista del non-giudizio, racconta, significa piuttosto riconoscere il pensiero "sto invecchiando, non mi piace" per quello che è: un pensiero, non la realtà nella sua interezza. E forse è proprio questo che raramente facciamo davanti allo specchio: concederci qualche secondo tra ciò che vediamo e ciò che decidiamo che significhi.

E se prima della skincare non facessimo niente?

Siamo abituate a pensare al beauty attraverso i verbi dell'azione. Detergere, esfoliare, idratare, correggere, illuminare, rimpolpare. Anche quando parliamo di self-care, quasi sempre c'è qualcosa da fare e possibilmente anche con costanza. La meditazione introduce una logica quasi opposta: non intervenire immediatamente. "Quando meditiamo e arriva un pensiero, proviamo a non definirlo subito positivo o negativo; emerge una sensazione e cerchiamo di sentirla senza doverla necessariamente cambiare", spiega Maddalena. Con una pratica costante, aggiunge, tecniche come la meditazione Vipassana, la meditazione di gratitudine e la Metta possono essere utilizzate per coltivare accettazione e amore verso se stessi.

Non perché una meditazione di dieci minuti possa magicamente risolvere il rapporto con la nostra immagine, ma perché introduce una possibilità che nel beauty tendiamo a dimenticare: non tutto ciò che notiamo deve necessariamente diventare qualcosa su cui intervenire. Possiamo vedere un'occhiaia senza cercare immediatamente come cancellarla. Possiamo accorgerci che il nostro corpo è cambiato senza decidere nello stesso istante se quel cambiamento ci piaccia oppure no. Possiamo persino mettere il correttore cinque minuti dopo. La differenza è esserci accorte del pensiero prima di trasformarlo automaticamente in un'azione.

@ellysejay DAY 33 of 45 minutes no phone! This was the best meditation I’ve had since doing this challenge and just in general for a long time! I felt locked in. I didn’t think about the time at all until 30 minutes had gone by and then I was too excited to journal about what I just experienced!!! It’s so crazy that you can watch me sit there but there is so much happening in my mind and body that can’t even be put into words!

La beauty routine può essere anche una piccola meditazione

È qui che beauty e meditazione possono incontrarsi davvero, senza bisogno di trasformare la skincare nell'ennesima performance wellness da eseguire perfettamente. Per Maddalena Mazzoli basta partire da quello che stiamo già facendo: "Possiamo respirare lentamente e goderci la beauty routine come un piccolo rituale: sentire la temperatura dell'acqua, il profumo della crema, le mani che massaggiano il viso". Invece di applicare una crema mentre pensiamo all'e-mail da mandare, alla chat a cui non abbiamo risposto e a tutto quello che dovremo fare mezz'ora dopo, possiamo restare per qualche minuto esattamente lì. Non servono altri dieci step, un nuovo tool o una sveglia puntata mezz'ora prima. Può bastare prestare attenzione a un gesto che compiamo comunque ogni giorno. "Invece di fare qualcosa al nostro corpo, iniziamo a fare qualcosa per il nostro corpo". La crema rimane una crema, la skincare rimane skincare e lo specchio continua a mostrarci anche quello che non ci piace. Ma magari, qualche mattina, prima di cercare cosa correggere, riusciremo semplicemente a guardarci. E per una volta il primo gesto della nostra beauty routine potrebbe non essere cambiare qualcosa, ma esserci.

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