Sanremo è beauty: trucco e parrucco sul palco dell'Ariston Cosa raccontano davvero i beauty look del Festival

Sanremo non è soltanto musica. Per una settimana il Festival diventa il centro della conversazione nazionale e insieme alle canzoni, osserviamo e commentiamo anche e soprattutto la bellezza: beauty look e outfit. Trucco e parrucco non sono un dettaglio tecnico, ma un linguaggio culturale potentissimo. Dietro ogni look c’è un lavoro silenzioso di stylist, make-up artist e hair stylist che costruiscono l’immagine dell’artista e anticipano nuove tendenze. Ogni eyeliner grafico, ogni acconciatura studiata, ogni scelta apparentemente naturale non è mai solo una questione di gusto personale. Sul palco dell’Ariston diventa una dichiarazione, uno specchio del tempo che stiamo vivendo. Sanremo amplifica tutto: un dettaglio diventa titolo, un rossetto diventa discussione e una piega diventa tendenza. Mentre commentiamo i look raccontiamo qualcosa di noi, del nostro modo di intendere la bellezza, dei limiti che spostiamo e delle estetiche che normalizziamo. Per cinque sere il beauty non è solo preparazione al palco, ma parte dello spettacolo. 

Il palco di Sanremo 2026 come osservatorio estetico

Guardando le edizioni passate, i beauty look raccontano con precisione quasi sociologica il gusto del periodo. Dai capelli voluminosi e laccati degli anni Novanta al contouring marcato dei primi Duemila, fino alla pelle ultra levigata di qualche anno fa, ogni dettaglio riflette un’idea dominante di ciò che era considerato socialmente e televisivamente accettabile. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Accanto ai look glamour e hollywoodiani convivono texture più naturali, capelli meno costruiti e un make-up meno cinematografico. La perfezione assoluta non è più il riferimento: si fa spazio una bellezza più consapevole e meno difensiva, più attenta alla persona oltre l’immagine. Non è un abbandono dello styling, ma un suo ripensamento. Meno maschera, più intenzione.

@debora.fulli Qui con noi @Damn Tee per commentare i beauty look della quarta serata del Festival! Tra combo sbagliate e sfumature discutibili, abbiamo qualche giudizio da dare #Sanremo2025 @TikTok Italia #adv suono originale - Debora Fulli

Presentabile, iconico o eccessivo? Cosa ci aspettiamo da Sanremo 2026

Sanremo resta un palco istituzionale, profondamente legato alla tradizione televisiva italiana. È uno di quegli eventi che mettono d’accordo generazioni diversissime: lo commentiamo in tempo reale sui social, ma lo guardano anche i nostri genitori e i nostri nonni con il telecomando in mano. Questa dimensione trasversale fa sì che ogni scelta estetica diventi un piccolo test culturale. Il Festival è infatti il luogo in cui si misura il confine tra ciò che consideriamo elegante e ciò che alcuni percepiscono ancora come troppo. Una parrucca fluo, un make-up genderless, uno smalto scuro o al contrario, una scelta volutamente minimal scatenano discussioni immediate. Non è solo una questione di gusto: quando un look viene definito "eccessivo" o "finalmente diverso", stiamo parlando di aspettative, di abitudini visive e di ciò che riteniamo ancora accettabile su un palco così popolare. La Rai ha storicamente un’impronta rassicurante e old school” ma negli ultimi anni si è percepito uno svecchiamento graduale. Non una rivoluzione, ma un’apertura progressiva che lascia entrare nuove estetiche senza rompere del tutto l’equilibrio. È proprio questa convivenza tra memoria e cambiamento a rendere Sanremo un osservatorio interessante: la bellezza non è mai neutra.

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La bellezza come dichiarazione, anche sul palco dell'Ariston

Sul palco dell’Ariston il beauty non è casuale. Può essere rassicurante, nostalgico, ironico o provocatorio. In questo senso il trucco e il parrucco diventano parte dello storytelling artistico. Sanremo ha una forza che pochi altri eventi hanno: rende il beauty argomento nazionale. Non resta confinato agli addetti ai lavori o agli addicted; entra nei gruppi di ascolto, nelle chat di famiglia, su Instagram, TikTok e nei talk show del giorno dopo. Per qualche giorno, il make-up non è più solo una scelta individuale davanti allo specchio, ma una faccenda collettiva. Quando commentiamo o replichiamo un rossetto o un colore di capelli, stiamo in realtà ridefinendo insieme cosa significa oggi essere presentabili, credibili, iconici o semplicemente coerenti con sé stessi.

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Una fotografia culturale che passa anche dal beauty

Il punto non è stabilire chi ha avuto il look migliore. È capire cosa quei look stanno raccontando. Sanremo è un archivio estetico che si aggiorna ogni anno e che, visto nel tempo, mostra come cambia la nostra idea di bellezza. Non è solo un palco musicale, ma un termometro visivo. Ci dice quanto spazio concediamo alla sperimentazione, quanto siamo pronti ad accettare l’imperfezione o quanto restiamo legati a modelli rassicuranti. Guardare Sanremo significa anche guardare noi stessi attraverso quei volti sul palco. E accorgersi che, mentre commentiamo i beauty look, stiamo parlando di qualcosa di più grande: del modo in cui la bellezza entra nella cultura pop e riflette le trasformazioni di chi la osserva. Perché Sanremo è pur sempre Sanremo.