L'eterno ritorno della frecciatina social Da MSN a Instagram passando per TikTok: fenomenologia di un linguaggio a sé

Non ricordiamo un mondo senza social media. Non ricordiamo un mondo senza un modo o l'altro di 1) comunicare con i nostri amici attraverso immagini, trilli, gif, meme 2) rischiare di essere abbordate da sconosciuti da tutto il mondo senza conoscerne l'identità a un'età in cui forse era meglio di no 3) poter lanciare frecciatine vaghe in spazi apparentemente neutri sperando che vadano a segno e che la persona giusta lo percepisca e, magari, risponda a sua volta. È una forma di comunicazione, espressione e relazione anche questa, dopotutto. Forse una delle più fondamentali e originarie dei social media, appena dopo i forum e i blog. 

Le frecciatine negli stati di MSN

Pensateci. La prima cosa furono gli stati di MSN. Personalizzabili tramite codice colore e formattazione (la nostra prima esperienza con l'html dopo Tumblr, per gli appassionati) furono le prime frecciatine che scrivemmo e che - ovviamente - ricevemmo in cambio. Fa parte del gioco, baby. La loro efficacia era limitata, le leggevano solo i contatti, ma allora bastava e avanzava. Dopotutto, a chi dovevamo mandare messaggi a 13 anni se non alla nostra prima cotta o all'amica-nemica che si inventava vacanze rocambolesche e baci appassionati in riva al mare a cui noi non credevamo assolutamente?

@passport2chaos Every MSN status was either a cry for help or a targeted attack #msn #nostalgia #millenial #relatable #comedy original sound - nadine

Facebook e Instagram: la frecciatina si espande e conquista nuovi territori

Poi è arrivato Facebook, ormai tutta una frecciatina di paese tra cinquantenni inferocite, e naturalmente Instagram, dove la pratica della passivo aggressività ha acquisito sfumature sempre più passivo aggressive. Mi è capitato, ma forse era troppo sottile, di mandare messaggi infuocati anche solo condividendo determinati brani nelle storie, senza scrivere nulla. L'ostentazione di un vita perfetta, da un certo punto di vista, è essa stessa frecciatina, come urlare ai nemici: avete visto quanto sono felice e quanto non ho bisogno di voi? Avete visto il mio cappuccino, le feste a cui vado, gli acquisti che faccio? 

Il problema della privacy su TikTok non ferma la passivo aggressività

Con TikTok, la frecciatina fa il giro e diventa globale, anzi virale. Vediamo tutti i giorni, e ne abbiamo già parlato, persone che mandano messaggi diretti a un ex fidanzato, a un professionista che ha fatto loro torto, a letteralmente chiunque non si comporti come vogliono loro. Per soddisfazione personale, per rivalsa, per infamia, per sfogo o per rivalsa, per denuncia. Vale tutto e non possiamo controllare chi vedrà il contenuto, che anche senza tag tende a giungere al destinatario tramite i misteriosi poteri dei social media. Se sottraiamo al nostro diritto al gossip quello alla privacy degli altri, cosa succede? Bella domanda, ai posteri l'ardua sentenza.

@veloursoiree like BOO go on somewhere cry harder lmao and yes this is direct shade to my weird ah manipulative ah ex who somehow still has the belief that I’ve been staking his reposts, like no it’s been 2 months that you’ve been an afterthought lmao ‍ #fyp #lol #idkwhattohashtag #wlw #relatable #sendhelp original sound - damntheyrelatable._

L'eterno ritorno dell'uguale: le note di Instagram e gli stati MSN

C'è una modalità relativamente nuova che ci riporta all'adolescenza, in una composizione ad anello degna della letteratura greca antica. Stiamo parlando degli stati di Instagram. Avete presente? Se andate nella sezione messaggi dell'app troverete in alto le foto profilo delle persone che seguite con delle piccole bubble, come fosse un fumetto. Si chiamano note, possono contenere musica o pensieri, ci si può interagire, si possono personalizzare con emoticon e colorare a proprio piacimento. Cosa vi ricordano? Ma gli stati di MSN, ovviamente. Un modo non-troppo-evidente di lanciare meravigliose frecciatine, sperando in una risposta privata. Come sempre, per sempre.