
L'industria cosmetica italiana cresce, la sua comunicazione rimane zoppicante This is bellezza, progetto identitario presentato al Cosmoprof, un po' lo dimostra
Al Cosmoprof Worldwide Bologna sono successe tante, anzi tantissime cose. Tra queste, ne spicca una. Stiamo parlando della presentazione di This is Bellezza. Secondo comunicato ufficiale di, si tratta di un "progetto identitario che avvia una grande alleanza per il beauty italiano". Chiariscono la natura e l'intenzione del progetto le dichiarazioni di Benedetto Lavino, Presidente di Cosmetica Italia. "La cosmesi è un’eccellenza che parla italiano dalla ricerca alla produzione, dal packaging alla distribuzione, ed è in grado di generare un impatto positivo sulle persone, grazie al valore sociale e all’essenzialità del cosmetico, e sull’intero Sistema Paese per le significative ricadute economiche e occupazionali. Con This is Bellezza raccogliamo un’importante sfida e responsabilità: vogliamo creare un movimento che permetta di affermare il valore riconosciuto e differenziante del sistema cosmetico italiano a livello nazionale e internazionale. Un movimento fatto innanzitutto di alleanze, non solo tra i protagonisti dell’industria, ma che intende coinvolgere anche tutti gli stakeholder, per contribuire, assieme, a valorizzare l’unicità del beauty italiano in tutta la sua filiera e sostenere la competitività delle nostre imprese".
I numeri dell'industria della bellezza in Italia
Il contesto è chiaro e lo avevamo in parte sottolineato. Gli ultimi dati di outlook, elaborati dal Centro Studi di Cosmetica Italia dimostrano la solidità del settore. Il fatturato totale dell’industria cosmetica in Italia si attesta a 18 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 2,9% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni (pari a quasi il 50% del totale fatturato) si confermano un vero e proprio motore trainante e raggiungono gli 8,6 miliardi di euro (4,1% rispetto al 2024) con Stati Uniti (€1,2 miliardi), Francia (€0,9 miliardi) e Germania (€0,8 miliardi) come tre principali mercati di destinazione. Nel 2025 gli acquisti sono stati pari 12,8 miliardi di euro (+3,2% sul 2024), una cifra che posiziona l’Italia come 3° mercato europeo per consumi cosmetici e 10° a livello mondiale. Inoltre, la crescita media negli ultimi tre anni dei consumi di cosmetici in Italia è stata del 6,5%, al di sopra del trend globale. Analizzando il dettaglio delle dinamiche dei consumi, l’e-commerce emerge come il canale dalle perfomance più positive con un incremento del 9,8% rispetto all’anno precedente; tra le categorie prodotto sono invece le fragranze a segnalare la crescita più marcata (+7,4%). I prodotti best performer sono i blush, l’hair styling e le fragranze uomo.
Gli scopi e la comunicazione del progetto
This is bellezza vuole raccontare i tratti distintivi dell’Italian beauty: un equilibrio unico tra innovazione, alta qualità, creatività e design, capace di esprimere una bellezza autentica ed inclusiva, che affonda le sue radici nei territori, nella loro biodiversità e nelle materie prime che li rappresentano, nella tradizione artigianale e in un heritage culturale che si intreccia con l’inconfondibile stile di vita del nostro Paese. Tutto giusto e auspicabile, anzi è anche ora che riuscissimo a mettere a parole una realtà - anche produttiva - affermata ma troppo poco conosciuta, quasi sotterranea. Quello che risulta un po' manchevole, o meglio, poco al passo con i tempi, è la comunicazione del tutto. Dal titolo in poi. Il consumatore italiano medio, infatti, non ha ancora sviluppato la consapevolezza necessaria per fare attenzione alla filiera produttiva dei suoi prodotti preferiti. La comunicazione rimane corporate, legata a stereotipi italiani un po' triti e ritriti, e non sembra tenere dell'innovazione e della fluidità di un campo - quello cosmetico - in continuo movimento. Mancano una spinta identitaria forte e un ponte con il pubblico. Ma c'è ancora tempo.




















































