
"Il vero successo di un profumo sta nell'equilibrio" Intervista a Vanina Muracciole, profumiera indipendente di Jeroboam

G-Club
18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
"Sono Vanina Muracciole, senior perfumer francese con sede a Parigi" netta e dritta al punto, inizia così la nostra intervista. L'abbiamo conosciuta tramite Jeroboam, casa di profumeria indipendente che si dedica agli estratti a cui lavora dal 2014 al fianco del fondatore François Hénin. Una collaborazione a quattro mani iniziata con una firma olfattiva distintiva: la celebre base muschiata di Origino. In occasione del lancio della nuova fragranza, Eliksiro, abbiamo scambiato due chiacchiere con lei. Questo è quello che ci ha raccontato.
Intervista a Vanina Muracciole, profumiera indipendente
Cosa significa essere una profumiera indipendente oggi, in un mercato saturo di nuove uscite e sempre più influenzato dai social media?
Significa prima di tutto continuare a essere una creatrice in un contesto che corre sempre più veloce. Il mercato è saturo di nuovi lanci e i social media possono decretare il successo di una fragranza con la stessa rapidità con cui possono farla cadere nell'oblio. In questo scenario, la vera sfida è non lasciarsi trascinare dalla continua ricerca della gratificazione immediata. Un profumiere non crea semplicemente un prodotto: racconta una storia, trasmette un'emozione e cerca di evocare un ricordo. Le tendenze sono importanti perché riflettono le aspettative di un'epoca, ma non devono mai sostituire la visione creativa.
Quando inizi a creare una fragranza, parti da un'immagine, un'emozione, una materia prima o una storia?
Non esiste un unico modo per creare una fragranza. Ogni progetto nasce da un punto di partenza diverso. Può essere un'emozione, un ricordo, un incontro, un luogo o persino una materia prima particolarmente ispirante. Per me anche i colori sono molto importanti. Quando penso a una nuova idea, immagino dei colori che poi traduco in materie prime.
Nei materiali stampa parlate di una "pozione magica". Cosa rende Eliksiro una fragranza capace di evocare questa immagine?
Con Eliksiro volevo recuperare quell'aspetto quasi alchemico della profumeria. Ogni creazione è concepita come una preziosa miscela di ingredienti capace di evocare un'emozione, rivelare una sfaccettatura di sé o trasportare chi la indossa in un mondo immaginario. Una pozione magica non è semplicemente una miscela di ingredienti: è una promessa, un'esperienza e un tocco di sogno. Eliksiro incarna questa visione: fragranze pensate come elisir contemporanei, in cui creatività, materie prime d'eccezione ed emozione si uniscono per creare qualcosa che va oltre la semplice funzione del profumo.
C'è stato un momento preciso, durante la creazione di Eliksiro, in cui hai capito che la formula era quella giusta?
Per me creare una fragranza è un processo di maturazione fatto di prove, dubbi, aggiustamenti e talvolta anche ripensamenti. Esiste però un momento molto speciale in cui il profumo smette di essere una formula e diventa un'evidenza. È il momento in cui l'emozione che stavamo cercando è finalmente presente, intatta, e resiste al tempo, ai cambiamenti e alle diverse valutazioni. A quel punto non sentiamo più il bisogno di correggere o aggiungere nulla: la fragranza racconta esattamente la storia che volevamo raccontare.
Quale aspetto della fragranza pensi sorprenderà maggiormente chi la indosserà?
La sua nota di fondo. Man mano che la composizione si sviluppa con eleganza, rivela progressivamente una firma olfattiva inaspettata costruita attorno al lampone e ai legni ambrati. Il lampone apporta una sfaccettatura vibrante, golosa e luminosa, mentre i legni ambrati donano profondità, sensualità e modernità. Questa combinazione crea una scia al tempo stesso coinvolgente e sofisticata, capace di lasciare il segno senza mai risultare eccessiva.
Ci sono ingredienti che senti particolarmente tuoi e che ricorrono spesso nelle tue creazioni?
Sì: il legno di guaiaco, il cardamomo e l'ambroxan.
Hai l'impressione che le nuove generazioni stiano sviluppando un rapporto diverso con il profumo rispetto al passato?
Sì, senza alcun dubbio. Le nuove generazioni hanno un approccio al profumo più libero e meno convenzionale. Se un tempo si sceglieva una fragranza distintiva da indossare per anni, oggi i consumatori amano esplorare, collezionare e cambiare profumo a seconda dell'umore, della stagione o dell'occasione. Anche i social media hanno trasformato il modo in cui scopriamo le fragranze. Hanno reso la cultura del profumo più accessibile e acceso la curiosità di un pubblico più giovane, informato ed esigente. Ciò che non è cambiato, però, è la ricerca dell'emozione. Al di là delle tendenze e del ritmo frenetico della comunicazione, il profumo resta un oggetto profondamente personale. Le nuove generazioni, più di ogni altra cosa, cercano creazioni che permettano loro di esprimere la propria personalità e raccontare la propria storia.
Oggi si parla molto di fragranze "loud", caratterizzate da una forte proiezione e da un'elevata persistenza. Si tratta di una reale richiesta dei consumatori o di una conseguenza della cultura dei social media?
Credo che entrambe le cose siano vere. I consumatori hanno sempre cercato fragranze persistenti, perché la durata è spesso percepita come una misura della qualità e del valore. Nessuno vuole investire in un profumo che svanisce dopo un'ora. Tuttavia, i social media hanno chiaramente amplificato questo fenomeno. Oggi termini come scia, proiezione o performance sono diventati centrali nel dibattito attorno alla profumeria. A volte una creazione viene valutata quasi come se fosse un prodotto tecnico, misurandone la potenza ancora prima di considerarne l'impatto emotivo o la composizione. Personalmente credo che un grande profumo non si definisca soltanto dalla sua intensità. Il vero successo sta nell'equilibrio: essere abbastanza presente da lasciare un ricordo, mantenendo al tempo stesso eleganza, sfumature e raffinatezza. La scia deve accompagnare una storia, non sostituirla.
Quali tendenze olfattive pensi definiranno i prossimi anni?
Credo che i confini tra le diverse categorie continueranno a diventare sempre più sfumati. Oggi i consumatori scelgono una fragranza per come li fa sentire, non per il fatto che venga commercializzata come femminile o maschile, né tantomeno per la sua famiglia olfattiva. Infine, materie prime d'eccezione, firme olfattive originali e creazioni ricche di significato avranno un ruolo sempre più importante in un mercato in cui la vera rarità sta diventando l'identità.
