
L’amore della tua vita, il bignami su come imparare a (ri)amare se stessi La protagonista è Margaret Qualley e il film è disponibile su Prime Video
L’amore della tua vita è un film molto drammatico. Molto, molto drammatico. Non solo per quello che racconta, ma per come lo racconta. Maya, interpretata da Margaret Qualley, è una giovane infermiera che conosce l’uomo dei suoi sogni Charlie (Gabriel Basso) ed è destinata presto a perderlo. I due vivono a modo loro: passeggiando per i parchi di Boston, sposandosi facendo una sorpresa a tutta la famiglia con un piccolo ricevimento dentro casa, trascorrendo il tempo seduti al divano a leggere. La loro quotidianità viene interrotta dal Covid, che per la coppia segna la dipartita di Charlie. Tormentata dai sensi di colpa e impossibilitata ad affrontare un’esistenza che abbia senso senza il marito, Maya si trasferisce a Lisbona per perdersi in incontri fuggenti e avventure di una notte.
L'amore della tua vita, trama e recensione del film su Prime Video
L’amore della tua vita non si sottrae a nessuno dei cliché, sia narrativi che di atmosfera, che ci si aspetterebbe da un’operazione simile. Non rifugge dalla lacrima facile e non si intimidisce di fronte all’esasperazione e all’esplosione dei sentimenti. Il che rende il film di Prime Video onesto nelle intenzioni, anche facile per poter arrivare ad un pubblico che apprezza le esagerazioni romantiche, ma che non può ingannarsi di essere unico ed originale, copia di molte altre storie simili sia lette nei libri che portate al cinema. Forse la sua particolarità più grande è che tra i produttori figura Ryan Gosling, che in fondo fin dai tempi di Crazy, Stupid, Love e La La Land sappiamo essere un gran romantico.
Anche il percorso della sua regista, Rachel Morrison, è più imprevedibile di quanto sia L’amore della tua vita. Fattasi una carriera come direttrice della fotografia, l’opera è il secondo lungometraggio di finzione dietro la macchina da presa dopo aver realizzato nel 2024 The Fire Inside: Lotta per la vittoria su una sceneggiatura nientemeno che del premio Oscar Barry Jenkins (Moonlight, Se la strada potesse parlare). Mentre tra i titoli per cui è accreditata come DOP compaiono alcuni dei più rilevanti debutti del cinema indipendente come il Palo Alto di Gia Coppola (2013) e Prossima fermata Fruitvale Station (2013) di Ryan Coogler, con cui cinque anni dopo lavorerà per Black Panther. Un percorso curioso e variegato che rende senz’altro Morrison una professionista interessante più del suo film, scritto da Julia Cox e anche lei alla seconda sceneggiatura dopo aver esordito nel 2023 con la storia biografica di Diana Nyad in Nyad - Oltre l’oceano diretto da Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi.
Il messaggio di un film non esattamente imprevedibile
Il titolo di Prime Video con Qualley trova nel contenitore streaming la sua collocazione più immediata e ovvia, e infatti ha conquistato facilmente le prime posizioni dei film più visti sulla piattaforma. Per gli spettatori, è la promessa di potersi dedicare a qualcosa che sembra nuovo, ma in realtà è molto familiare e conosciuto. Che rimane in superficie quando deve approfondire lo stato d’animo inquieto di una giovane donna che non cercava l’uomo della sua vita e invece lo ha trovato per poi perderlo. Ciò che almeno passa e resta dell’opera di Morrison, la quale dà una nota di intraprendenza in più al racconto, è come veramente la ripresa in mano delle redini dell’esistenza di Maya si svolga tutta attraverso un cammino di ascolto e ricostruzione personale, pur se solo accennato e non chissà quanto indagato. Un modo per dimostrare che siamo noi i primi da cui dover partire per affrontare e digerire i traumi che ci hanno segnato. E che scappare da se stessi è possibile, ma non indicato: la miglior cura talvolta è nel saper restare.
