
Se tutto è slop, forse, la colpa è anche nostra Anche nel pop al femminile
In principio fu l'AI slop. Quell'insieme indistinto, liquido, di contenuti di qualità scadente generati dall'Intelligenza Artificiale che va a ingrossare il mare magnum della roba a caso che si trova su Internet e sui social media, apposta per confondere le persone con poca alfabetizzazione digitale. Sono contenuti che mancano di significato, di valore, di un vero senso di esistere. Le nonne che festeggiano il compleanno da sole su Facebook, i "metti like se ti importa di un cagnolino abbandonato" che non esiste, le foto di come saremmo se fossimo parte del mondo animato di Hayao Miyazaki (che, per la cronaca, detesta l'intelligenza artificiale). Poi, -slop è diventato il suffisso del momento. Tutto è slop: c'è il literatureslop (i libri scritti e autopubblicati di cui si parla sul BookTok) e, adesso, anche il cuntslop.
Che cos'è il cuntslop
Il cuntslop, per come sta emergendo sui social media, si configura come tutto quello che è modellato sulla categoria di "cunt", ma che è solo la copia di mille riassunti. "Cunt", al di fuori dal suo significato letterale di parola che — in lingua inglese — è considerata un insulto grave, definisce tutta una categoria di contenuti molto apprezzati dai fan del pop al femminile. Quello che è cunty è anche sexy, nuovo, iconico, epico, forte, fonte di ammirazione in una modalità molto specifica, tipica della Gen Z sui social e della comunità LGBTQ+, che da sempre conia modi di dire destinati a entrare nella cultura pop. Un'incarnazione del cunty? Charli xcx, le drag queen. Un esempio di outfit cunty? Quelli di Olivia Rodrigo e Chappell Roan nel teaser del nuovo video insieme. Il cuntslop, dunque, è una versione annacquata, commercializzata e svuotata di intenzionalità di tutto questo. Una sequela di pop star in lingerie che provano in tutti i modi a essere "cunty" senza però riuscirci nella maniera piena, convincente, empowering, d'impatto e reale delle icone originarie — dalle drag queen in poi — che lo facevano semplicemente perché lo erano. Adesso che il cunt vende, viene forzato a fini economici. Ed è così che si rovina per sempre.
definition of cuntslop https://t.co/mVC08MY1Jd
— (@breathinjennies) September 22, 2026
Che cosa ci dice il trend dello -slop
Facciamo un passo indietro. Lo slop, originariamente, è il mangime che si dà ai maiali, la sbobba semiliquida. In questa visione delle cose, i maiali saremmo noi. Districandoci tra questa foresta di volgarità, sottoculture queer e slang, c'è una lezione importante da ricavare da questa memificazione del rapporto tra contenuto e fruitore. In primis, la nascita di un nuovo genere di media: quello fatto per occupare il tempo, che deve costare il meno possibile (in termini economici ma anche creativi e umani) e fruttare sempre di più in termini di engagement e buzz sui social. La qualità, nello slop, non conta. La quantità vince, ci schiaccia, ci bombarda. Pop star in reggiseno spuntano come funghi, vengono accusate di essere industry plant, svaniscono e si moltiplicano senza sosta; e noi le vediamo tutte, le discutiamo tutte, le ascoltiamo tutte. Male.
@nssgclub Finally our favorite bffs got down to some music! Are you ready to listen to the long awaited remix from your fav pop-girls? #oliviarodrigo #expectations #chappellroan #newmusic #musicvideo original sound - V
Un problema di fruizione?
Forse, infatti, il problema siamo anche un po' noi: fruiamo tutto di corsa, giudichiamo in maniera superficiale, ci concentriamo solo sui numeri e sui guadagni, costruendo faide tra artiste, celebrity e attrici basate sui fandom online (se non sul nulla). La fruizione dello slop è per sua natura parziale, veloce, superficiale. È un cane che si morde la coda: se non abbiamo più soglia di attenzione, le cose che guardiamo ne richiederanno sempre di meno per sopravvivere. Non importa che le capiamo, non importa che abbiano un significato, degli strati o qualcosa da interpretare. Devono solo esistere accanto a noi, infilarsi passivamente in quel centimetro quadrato del nostro cervello rimasto libero. Non le dobbiamo capire, le dobbiamo subire. In questo gioco, però, non dobbiamo fare l'errore di arrenderci. La fruizione attiva e il pensiero critico restano skill fondamentali da coltivare. Le nostre scelte di consumatori hanno un peso reale su ciò che viene prodotto e proposto. Concentrare l'attenzione su contenuti di valore e coltivare una dieta mediatica equilibrata è un nostro diritto ma anche un nostro dovere. Lo slop genera solo altro slop, abbassando le nostre aspettative in una enshittification senza fine che renderà tutto più stupido. Noi compresi.
