
LVMH Q3 2026, il beauty salva la faccia I risultati trimestrali di LVMH premiano profumi e retail con Dior e Guerlain che resistono, mentre Sephora corre
Il lusso non è morto, ma ultimamente sembra avere bisogno di un caffè doppio. Nei primi nove mesi del 2026, LVMH ha registrato 57,1 miliardi di euro di ricavi, con una crescita organica del 2%, nonostante una flessione del 2% a valori correnti rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel terzo trimestre, le vendite hanno raggiunto 18,5 miliardi di euro, con un incremento organico dell’1%. La frenata dei consumi in Cina continua a pesare, mentre Stati Uniti, Europa e Giappone mostrano un andamento positivo. E se la divisione Moda e Pelletteria, che comprende alcune delle maison più importanti del gruppo come Louis Vuitton e Dior, ha perso il 5% nel trimestre, beauty, invece, ha dimostrato una maggiore capacità di resistenza. Il motivo? Un rossetto o un profumo permettono di concedersi una piccola dose di glam senza impegnare tutto lo stipendio fino al prossimo cambio di stagione. Non è che il mascara abbia sconfitto la crisi economica, ma i prodotti beauty di lusso offrono un accesso più immediato all’universo delle grandi maison, oltre che un mercato in cui la fedeltà al marchio può tradursi in acquisti ricorrenti. E in tempi di portafogli prudenti, anche il modo di concedersi un lusso cambia.
Dior e Guerlain, quando il desiderio ha un profumo
Nei primi nove mesi dell’anno, la divisione Profumi e Cosmetici LVMH ha generato 5,92 miliardi di euro, contro i 6,04 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il calo del 2% a valori correnti convive con una crescita organica pari a zero, mentre nel terzo trimestre i ricavi sono aumentati dell'1% su base organica, raggiungendo circa 2,01 miliardi di euro. Tradotto dal linguaggio dei comunicati finanziari, il business non accelera davvero, ma riesce a mantenersi stabile in un contesto poco favorevole. A sostenerlo sono soprattutto le maison storiche e una strategia che punta sull’innovazione senza rinunciare ai prodotti già riconoscibili dal pubblico. Dior Beauty ha beneficiato di J'adore Intense, Sauvage Extrait e delle nuove versioni eau de parfum di Dior Addict. A completare il quadro ci sono le nuove fragranze di La Collection Privée e il contributo del make-up, in particolare delle linee Forever e Backstage. Guerlain ha registrato una crescita significativa grazie a L'’Heure Bleue, alle collezioni L’Art & La Matière e Aqua Allegoria e al rinnovato slancio del rossetto Rouge G. Parfums Givenchy ha continuato a investire su L’Interdit, Maison Francis Kurkdjian ha ampliato la collezione Oud e Acqua di Parma ha festeggiato 110 anni di storia. Il filo rosso è chiaro. In una beauty industry affollata di lanci virali, marchi indipendenti e prodotti che promettono di cambiare la vita in tre applicazioni, LVMH continua a investire su formule riconoscibili, patrimonio olfattivo e identità di marca. Il profumo, in particolare, si conferma una categoria strategica per il lusso, capace di alimentare desiderabilità e acquisti ripetuti senza dipendere esclusivamente dalle grandi novità stagionali. Il rischio, naturalmente, è confondere la forza di un heritage con la garanzia di una crescita infinita, dimenticando che per restare rilevanti, anche le icone devono continuare a parlare il linguaggio del presente.
Sephora, la bellezza che corre davvero
Se le maison procedono con cautela, Sephora ha decisamente un altro passo. La divisione Selective Retailing, che comprende anche attività come Le Bon Marché, ha registrato 12,48 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, con una crescita organica del 6%. Nel terzo trimestre l'incremento è arrivato all'8%, grazie soprattutto alla catena beauty, che continua a guadagnare quote di mercato in diversi Paesi. Il suo vantaggio è semplice, almeno in apparenza. Mentre un singolo marchio deve convincerci a innamorarci dei suoi prodotti, Sephora può mettere sullo stesso scaffale desideri diversi, intercettare nuove ossessioni e trasformare il trend del momento in scontrini. E, In un settore in cui TikTok può trasformare un blush in un oggetto del desiderio nel tempo di un video, questo è un plus decisivo. Tra le novità che hanno contribuito a questa performance più dinamica figurano Rhode, il brand di Hailey Bieber arrivato nei negozi europei, e diversi marchi della C-Beauty, sempre più visibili sulla scena internazionale. Intanto, il retailer si espande in Belgio e Croazia e rafforza la presenza britannica con una partnership con Marks & Spencer.
Il prossimo capitolo del beauty di LVMH
La tenuta dei profumi e la crescita del retail arrivano mentre LVMH sembra impegnata a valutare con maggiore attenzione la composizione del proprio portafoglio beauty. Dopo la flessione della divisione nel 2025, indiscrezioni della stampa specializzata hanno parlato di possibili opzioni per Fenty Beauty, Make Up For Ever e Fresh. Tra le ipotesi circolate figurava la vendita della quota del 50% detenuta da LVMH in Fenty Beauty, il marchio creato da Rihanna, ma non si tratta di operazioni da considerare concluse. Parallelamente, L Catterton, società di investimento affiliata al gruppo, ha guidato un finanziamento da 20 milioni di dollari per Remedy, un marchio skincare sviluppato da dermatologi. Due movimenti che, letti insieme, suggeriscono l'interesse per una gestione più selettiva degli investimenti e per opportunità di crescita in segmenti specifici della skincare. Sul tavolo c’è anche il dossier Armani. Dopo la scomparsa di Giorgio Armani, è emersa la possibilità di avviare trattative per la vendita di una quota iniziale del marchio, con LVMH tra i potenziali interlocutori insieme a L'Oréal ed EssilorLuxottica. La partita resta distinta da quella della cosmetica, anche perché la licenza di Armani Beauty è in mano a L’Oréal fino al 2050. Il quadro suggerisce una maggiore attenzione a dove investire e a quali marchi possano davvero crescere. Perché il mercato è affollato, i consumatori sono bombardati di novità e il logo, da solo, non fa più miracoli. LVMH continua a puntare su qualità, innovazione e distribuzione selettiva, senza dare per scontato un rapido ritorno della domanda cinese. La prossima sfida sarà far convivere grandi nomi e nuovi fenomeni, storia e velocità, desiderabilità e risultati. Per il gruppo, quindi, il futuro sarà semplicemente vendere più profumi o aggiungere un altro marchio alla collezione, ma, piuttosto, capire quali brand meritano investimenti, quali possono crescere attraverso Sephora e quali, invece, hanno bisogno di una nuova strategia. Nel lusso della bellezza, anche il portafoglio deve imparare a fare skincare, eliminando il superfluo e proteggendo ciò che funziona e non promette miracoli.
