
Lena Dunham lo ha confermato: Girls sta per tornare E ci serve oggi più che mai
Sono una ragazza Girls. Classe 1994, l'ho seguito su MTV Italia, in tempo reale. Ho guardato la prima stagione con la sensazione di aver scovato una perla preziosissima, nascosta in mezzo al caos della programmazione di quegli anni. Mi sono sentita, per la prima volta, capita davvero da qualcosa che vedevo in televisione. Perché, purtroppo, Sex and The City e Gilmore Girls, per quanto piacevoli, erano comunque distanti dalla mia esperienza, figli di altri tempi e di altre generazioni. Ho seguito da vicino tutti i dibattiti che la serie, ai tempi, provocò. Troppa nudità per una protagonista troppo-poco-tradizionalmente-attraente (leggi: sovrappeso)? Troppo vicino, troppo sincero, troppo cringe. Era il 2012.
Il ritorno di Girls parte dallo zeitgeist
È passato più di un decennio e Girls, che ai tempi fu osannato dalla critica in patria e pressoché ignorato in Italia, è tornato. È tornato su Twitter, su Instagram e su TikTok, è tornato sotto-forma di gif, di meme, di clip video e di articoli su Substack in cui, in effetti, viene discusso per quello che è: una finestra fortissima, efficacissima da far male, sulla generazione millennial, e sulle donne millennial statunitensi nello specifico. Un gioiellino di scrittura che ci fornisce ancora oggi tanto materiale di riflessione e di discussione, sui social soprattutto, e che ha moltissimo da dire. Quando le colleghe più giovani mi chiedono se l'ho visto e cosa ne penso, io rispondo che ha cambiato per sempre la chimica del mio cervello, ed è vero.
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Dunque Girls è tornato da tempo nel pensiero e nello zeitgeist, ma adesso è tornato anche materialmente, per davvero. Lo hanno annunciato le 4 titular girl su Instagram, ieri. Lena Dunham (protagonista, showrunner e autrice) ha messo in scena una video call con Zosia Mamet, Allison Williams e Jemima Kirke in cui discutono di un possibile ritorno. Le protagoniste sono perfettamente in character, e a loro si aggiunge anche Andrew Rannells. Non sappiamo chi altri tornerà, ma chi ha letto Famesick, la biografia della protagonista, si sente di escludere Adam Driver. "Ma possiamo chiamarlo Girls anche se siamo vecchie?" si chiede a un certo punto Dunham. E questa domanda, per i fan della serie, incapsula un po' tutto.
All adventurous women do.
— Lena Dunham (@lenadunham) April 3, 2026
Il millennial optimism di Girls e le possibili ramificazioni di questo ritorno
Su Twitter, il ritorno di Girls è stato salutato con gioia. Si parla tanto di millennial optimism anche in relazione alla serie scritta da Dunham e Konner tra il 2012 e il 2017. Avete presente? Quella sensazione - tipica in tutti i 20enni, ma nei millennial di più, anche per ragioni socio-economiche - che tutto andrà bene, e che la nostra vita in un modo o nell'altro a un certo punto si inserirà in dei binari anche dopo aver fatto delle cavolate colossali. Ottimismo che poi non è stato onorato, ma questo è un altro discorso. C'è la nostalgia, ormai onnipresente, che chiede a gran voce continuazione di tutto quello che abbiamo mai amato. C'è la sensazione, più ideale che reale, che se Girls torna allora tornerà anche quell'ingenuità, che per la Gen Z è tanto preziosa quanto inesistente, e forse ancora più preziosa perché disperatamente cercata. Sarà vero? Non lo sappiamo. Anzi, c'è il rischio che il ritorno deluda e lasci scontenti, che sia un'operazione triste. È successo, ad esempio, con Scrubs e con Sex and The City stesso. Però è bello sperare senza dover per forza guardare (troppo) indietro, e forse è anche per questo che siamo così grate a Lena Dunham, regina dell'essere sopra le righe ma vera, disperata ma sperante, donna eternamente millennial, giovane anche se adulta, se stessa ma anche tutte noi.
