"Il lusso non deve per forza essere solenne" Intervista a Cynthia Vilchez Castiglioni, fondatrice di Aliita

Il lusso non deve per forza essere solenne Intervista a Cynthia Vilchez Castiglioni, fondatrice di Aliita

Fondato nel 2015 da Cynthia Vilchez Castiglioni, Aliita si è affermato nel panorama della gioielleria per il suo stile discreto e raffinato, capace di fondere eleganza senza tempo e un tocco giocoso e irriverente. In questa intervista botta e risposta, Cynthia Vilchez Castiglioni ci racconta la visione, le radici e la maestria artigianale che guidano il suo universo creativo.

Intervista a Cynthia Vilchez Castiglioni

In che modo le sue radici venezuelane e l'artigianalità italiana si fondono per dare forma all'identità del brand?

È scritto già nel nome. Aliita significa "oggetto importante" in Wayuu, la lingua della popolazione indigena della mia regione, ed è anche l'anagramma di Italia. Il Venezuela mi regala il colore, il calore, il senso dell'umorismo e l'idea che un oggetto possa racchiudere una storia. L'Italia mi dà la disciplina: gli orafi, la precisione, il rispetto per i materiali. Ogni gioiello è realizzato in Italia, mentre i nostri astucci sono ancora fatti a mano dalle comunità in Venezuela. In questo modo, entrambi i Paesi viaggiano insieme in ogni scatola.

Come riesce a bilanciare la raffinatezza con l'ironia di oggetti quotidiani come il bracciale Plug-In o l'anello Deco Sandwich?

Per me l'ironia funziona solo se l'esecuzione è rigorosa. Parto da qualcosa che tutti riconoscono, una presa elettrica, un sandwich, e lo riduco alle sue linee più pure, quasi geometriche. L'oro e le pietre naturali fanno il resto. L'oggetto ti fa sorridere, la fattura artigianale fa sì che tu voglia custodirlo per sempre. Il lusso non deve per forza essere solenne; può essere gioioso pur rimanendo raffinato.

L'empowerment femminile è un valore centrale per Aliita. Come si manifesta questa filosofia nella quotidianità e nella cultura aziendale del brand?

Inizia dal team: Aliita è una piccola realtà composta prevalentemente da donne, e desidero che ciascuna si senta partecipe, sia libera di proporre idee e di crescere. Cerchiamo di garantire flessibilità alle donne che sono anche madri, perché so bene quanto sia difficile trovare un equilibrio. Questo approccio si estende poi alle persone con cui collaboriamo, come le donne in Venezuela che realizzano i nostri astucci. Per le nostre clienti, invece, mi piace pensare ai nostri gioielli come a piccoli talismani: un promemoria per seguire la propria strada.

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Adottare un "ritmo e un processo più lenti" si contrappone alla frenesia della moda contemporanea. Come affronta le sfide della gioielleria slow continuando a innovare?

Lento non significa statico. Produciamo in piccoli lotti in Italia, scegliamo oro da fonti responsabili e non rincorriamo le stagioni. Questo ci lascia il tempo necessario per sperimentare davvero: un nuovo taglio, uno smalto mai provato, una forma inedita possono richiedere mesi prima di risultare giusti. La vera sfida è dire di no alla pressione di dovere per forza proporre sempre qualcosa di nuovo. Credo però che le persone siano stanche degli oggetti usa e getta e che cerchino cose con un significato, destinate a durare.

Congratulazioni per il decimo anniversario di Aliita! Guardando indietro a questo straordinario percorso di dieci anni, qual è il traguardo di cui va più fiera?

Il fatto che Aliita sia diventato un brand riconoscibile senza mai aver bisogno di urlare. Le persone vedono un charm e sanno subito che è nostro. Sono orgogliosa della community che abbiamo creato: clienti che collezionano i nostri pezzi per festeggiare ogni capitolo della loro vita, gli artigiani che sono cresciuti con noi, i rivenditori che hanno creduto nel progetto fin dall'inizio. E, a livello personale, l'aver costruito qualcosa di autentico, che dopo dieci anni rispecchia ancora esattamente chi sono.

Da cosa nasce l'ispirazione di utilizzare il rubinetto come simbolo per questo traguardo così importante?

Il bagno rappresenta un momento intimo e prezioso, e il rubinetto è letteralmente una fonte di ispirazione. È il luogo in cui inizia la giornata, dove sorge l'acqua, l'elemento più essenziale. Dopo dieci anni mi è sembrata la metafora perfetta: una sorgente aperta di idee, energia e gratitudine che continua a scorrere. E naturalmente, trasformato in oro, diventa anche un piccolo e ironico gioco sul concetto di lusso.

Cosa c'è nei prossimi dieci anni del brand?

Continueremo a crescere, ma alla maniera di Aliita: lentamente e con intenzione. Vorrei esplorare altri oggetti al di fuori della gioielleria, come abbiamo già fatto con la collaborazione per la linea in vetro, e approfondire il nostro impegno verso materiali sempre più sostenibili. Soprattutto, voglio che Aliita mantenga la sua anima giocosa. Se tra dieci anni uno dei nostri gioielli riuscirà ancora a far sorridere qualcuno, allora avremo fatto il nostro lavoro.

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