Tutte quello che è successo a Sephoria 2026 L'evento organizzato da Sephora a Londra per celebrare il mondo beauty

Tutte quello che è successo a Sephoria 2026 L'evento organizzato da Sephora a Londra per celebrare il mondo beauty

Provare prodotti, scoprire brand nuovi e farsi un’idea di dove sta andando il mondo beauty: Sephoria è stato anche questo, oltre workshop, giochi, attività e talk. Il 16 e 17 ottobre, Sephora ha portato il suo evento immersivo ai 180 Studios di Londra, coinvolgendo oltre 40 brand. Tra le novità di quest’anno c'è stata anche la prima edizione europea del Sephora Prize. Ecco tutto quello che è successo al Sephoria 2026.

Tutte quello che è successo a Sephoria 2026

Molto più di una fiera beauty

Se ami il mondo beauty, più o meno sai già cosa aspettarti da Sephoria: una fiera in cui passi da uno stand all’altro per scoprire le novità dei brand, provare prodotti e partecipare a giochi con premi che vanno dalle mini-size alle full-size. Ma al di là dei prodotti da mettere alla prova e dei campioncini da portare a casa, la parte più interessante è stata conoscere da vicino le persone che ci sono dietro. Parlare con founder e team, capire quanta dedizione c’è nel costruire un brand e scoprire, chiacchiera dopo chiacchiera, le idee e i progetti che potrebbero definire il prossimo capitolo. Perché, se vuoi capire dove sta andando il beauty, non basta testare l’ultimo prodotto virale: la curiosità sta anche nel chiedersi cosa bolle in pentola, quali innovazioni stanno arrivando e quali esigenze stanno cercando di intercettare i brand. Ne abbiamo parlato con Elodie Barbé, Vice President Marketing Europe di Sephora, che ci ha raccontato cosa è emerso dalle candidature della prima edizione del Sephora Prize. La skincare è stata la categoria più rappresentata e, come ha spiegato: "Le persone non cercano soltanto risultati rapidi, ma anche un percorso di cura della pelle a lungo termine, che ne preservi la salute. Si parla di barriera cutanea e di longevità della pelle". Un interesse che si traduce con una maggiore ricerca di ingredienti innovativi, prodotti ibridi, formule sempre più mirate ed efficaci.

Nel backstage con i brand

Di brand interessanti conosciuti da vicino ce ne sono davvero tantissimi. C’è chi, come Saie, parte dalle richieste della propria community per creare prodotti che rispondano a esigenze reali. Come ha raccontato Stevie Nelson, Head of Education & Pro Artist del brand, tutto è iniziato con il blog beauty della fondatrice Laney, dove le persone condividevano ciò che cercavano nel make-up e i prodotti che avrebbero voluto trovare. Da qui nasce l’idea alla base del marchio, riassunta come motto da Stevie stessa: "You say it, we create it: voi ci dite cosa volete, noi lo creiamo". Da qui la creazione di prodotti pensati per valorizzare la pelle senza appesantirla o coprirla troppo, grazie a formule leggere e luminose. Poi c’è Fugazzi, che vuole rendere la profumeria di nicchia più accessibile senza rinunciare alla qualità. Anche il nome è nato quasi per caso: deriva da un termine gergale inglese che indica qualcosa di illusorio, come ha raccontato il founder Bram Niessink. Tra le fragranze più conosciute del brand c'è Angel Dust, nata dalla sua passione per il cashmeran, una nota dal carattere morbido e avvolgente che, provata in laboratorio, gli sembrava già un profumo a sé. Da lì è partita la sperimentazione. L’idea è creare fragranze di qualità, facili da indossare e con prezzi più accessibili rispetto a quelli di molti marchi di nicchia. Una scelta legata soprattutto alla sua esperienza personale: quando era studente non aveva grandi budget da spendere in profumeria e non voleva che il prezzo di un profumo dipendesse soltanto dal nome sull’etichetta. Infine c’è Obart, che vuole cambiare il modo in cui usiamo il profumo, creando una vera e propria routine quotidiana. Il brand, fondato da Sophia Zaïme Risch e Marc-Alexandre Risch, punta all-in su Fragrance Primer P3, il primo primer per profumo, creato per prolungare di 8 ore la durata di qualsiasi fragranza voi mettiate. Tra le fragranze più iconiche c'è invece Le Cleaning "l’odore delle lenzuola pulite e della pelle appena uscita dalla doccia", con un accordo fresco e saponoso, leggermente talcato. La fragranza perfetta da indossare quotidianamente, anche quando si è a stretto contatto con altre persone. 

I vincitori del Sephoria Prize

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Tra i momenti più emozionanti c'è stato sicuramente l’annuncio dei vincitori del Sephoria Prize, il nuovo progetto con cui Sephora punta a scoprire le giovani realtà beauty europee. A vincere l'edizione di quest'anno è stato Substance of Light, un brand francese fondato da Clara Nentille nel 2021, che lavora tra skincare e protezione solare. Per il primo classificato, è previsto un percorso di tre anni con Sephora, che non si limita alla visibilità, ma include anche mentoring e consulenza per far crescere il progetto. Seguono French Cowboy, un marchio di profumeria fondato nel 2025 da Ashley Santiago e Adrien Ollat e Omad’s, brand belga di haircare creato da Zoé Jadot e Julien Dupont, con prodotti che promettono di schiarire il biondo senza l'uso di decoloranti chimici, ma solo tramite un'antica ricetta di famiglia. Per loro il supporto durerà un anno. Ma al di là della classifica, è veramente interessante vedere come un’iniziativa del genere possa offrire a marchi ancora giovani strumenti e occasioni per farsi conoscere e farli crescere, senza fermarsi al lancio del prodotto o alla sua presenza sugli scaffali.

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