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L’attivismo raccontato dai video beauty di Tik Tok

La Gen Z usa sempre più il make-up per parlare di conflitti, femminismo, sostenibilità e diritti umani

L’attivismo raccontato dai video beauty di Tik Tok La Gen Z usa sempre più il make-up per parlare di conflitti, femminismo, sostenibilità e diritti umani

"Il make-up non è qualcosa di completamente superficiale o apolitico. Nel corso della storia, è sempre stato un potente strumento di espressione".

Ricorda Alex Maher, creator della popolare serie educativa #DecadeChallenge, in cui usa il trucco per tracciare la storia del femminismo nel 20° secolo e oggi come non mai la quote risuona in modo più vero che mai. Nelle ultime settimane, da quando russe lo scorso 28 febbraio le truppe russe hanno invaso il suolo ucraino, i social media stanno assumendo un ruolo cruciale nella narrazione della guerra ed in particolare Tik Tok. L’app cinese è diventata la piattaforma più usata per diffondere clip che in tempo reale raccontano bombardamenti, orrore e la nuova quotidianità del popolo ucraino in tempo di guerra (pov: you live in Ukraine), tanto che in molti si sono spinti oltre definendo il conflitto "la prima guerra di TikTok". Se "i ragazzi ucraini della Gen Z sono passati dal condividere le immagini delle vacanze e dei loro outfit a documentare la loro giornata tipo nei bunker di Kiev", tantissimi altri creator hanno deciso di usare il make-up, spesso declinato nei colori della bandiera ucraina giallo e azzurro, per manifestare la propria solidarietà e lanciare un appello di pace. Nessun approfondimento storico, nessuna dissertazione politica o schieramento ufficiale. Solo qualche rossetto, eye-liner, ombretto, tutti uniti dagli hashtag #Ukraine makeup, o #makeup Ukraine#pray for Ukraine e #makeup for peace. Solo una semplice richiesta: pace. Forse banale, forse un modo per ottenere più like, ma allo stesso tempo un appello potente perché condiviso in prima persona da milioni di persone.  

@karina_mua_ Wake me up!!!!!!!! #wakemeup #prayforukraine #warinukraine #makeupukraine son original - nightwolf_r1
@chantalciaffardini #peace #makeupforpeace #stopwar #makeup #makeuptutorial #makeupartist #foryou #perte original sound - Harry Potter Story’s!!

La prima a intuire le potenzialità di denuncia dei video beauty su Tik Tok è stata Feroza Aziz nel 2019, quando, improvvisamente, mentre mostrava come incurvare le ciglia ha detto:

"Ora posate il piegaciglia e usate il telefono che avete in mano per cercare che cosa sta succedendo in Cina, dove i musulmani sono messi nei campi di concentramento. Questo è un altro Olocausto e nessuno ne parla".

Poche parole semplici e dirette che diffuse su un social di proprietà cinese acquistavano una valenza esplosiva e, superando anche un tentativo di censura del social network, diventavano virali, facendo il giro del mondo e costringendo a parlare della repressione degli Uiguri in Cina. 

@ferozaaziz Why won’t anyone talk about this??? #fyp #foryoupage #foryou #4u #muslim original sound - Feroza

La combo beauty-attivismo ha acquistato ancora più credibilità grazie alle tante creator che hanno partecipato alla #aocchallenge, portando una ventata di femminismo su Tik Tok, semplicemente riproponendo le invettive al Congresso patriarcato e misoginia fatte da Alexandria Ocasio Cortez mentre si truccavano o facevano la treccia. 

@asheisgod #aoc #humble #nativefamily #nativetiktok REGISTER TO VOTE aoc x humble - kasey
@lauriehernandez_

I had to do it. I wonder how AOC feels knowing most of gen z thinks she’s iconic? (disclaimer to the parents: foul language.)

REGISTER TO VOTE aoc x humble - kasey

TikTok è nato come un'app di entertainment, piena di video di teenager e pre-adolescenti che ballano e cantano, e col tempo si è trasformato in un calderone di tutorial, moda, beauty, food e challenge. Negli ultimi anni, però, si sta evolvendo sempre più in una cassa di risonanza per temi sociali, dove il format easy, immediato ed il linguaggio leggero del social cinese rappresenta l’alleato perfetto per parlare di temi tutt’altro che frivoli: dal movimento Black Lives Matter alla comunità LGBTQI+, dal femminismo alla mascolinità tossica, dall’ambientalismo ai diritti umani, dall’inclusività al bullismo. "L’attivismo di Tiktok" passa anche attraverso i video beauty. La Gen Z ha scoperto il potere virale di catalizzare l’attenzione che hanno lipstick e ombretti e ha scelto di usarlo come un’opportunità per esprimersi su argomenti importanti in modi creativi, che fanno riflettere o aprono un dibattito, senza sembrare troppo complessi o aggressivi.

@alex__maher #DECADECHALLENGE feminist edition: The 50s Celebrating the legend that is Rosa Parks this #blackhistorymonth #brushout #vintagehair #retromakeup #fy original sound - Alex Maher