Memo Paris e Olimpia Zagnoli collaborano per il lancio di Cap Camarat Nuova fragranza ispirata ai paesaggi della costa provenzale
Memo Paris presenta Cap Camarat, la nuova fragranza ispirata alla luce e ai paesaggi della costa provenzale, e lo fa attraverso una collaborazione con l’artista italiana Olimpia Zagnoli, chiamata a tradurre visivamente l’universo solare e mediterraneo della creazione. Il risultato è un progetto che unisce profumeria e illustrazione in un immaginario vibrante e pop, dove il flacone in edizione limitata, insieme a una serie di oggetti esclusivi, diventa estensione narrativa della fragranza. Tra suggestioni di mare, sole e natura incontaminata, Cap Camarat si afferma come un invito sensoriale al viaggio, mentre la maison fondata da Clara Molloy rafforza il suo legame con destinazioni evocative e identità artistiche forti. Ne parliamo con Clara Molloy e Olimpia Zagnoli, protagoniste di questo incontro tra olfatto e immagine. Le abbiamo intervistate entrambe, per capire come questa collaborazione è nata, e come due mondi così connotati e unici possono incontrarsi e rafforzarsi a vicenda, appena in tempo per la Milano Design Week, naturalmente.
Intervista a Clara Molloy
Cap Camarat nasce da un’ispirazione profondamente mediterranea. Come avete trasformato la bellezza di questa destinazione in una fragranza concreta, dalle note di apertura fino alla scia finale?
Come per tutte le nostre fragranze, puntiamo a evocare una sensazione, un’emozione in armonia con la destinazione, lasciando allo stesso tempo grande libertà al profumiere. Per Cap Camarat, l’idea di iniziare con note fresche, frizzanti e acquatiche come il pepe rosa e l’accordo di mela è legata a quell’impatto visivo e sensoriale iniziale che si può riassumere così: vedere il mare. L’attesa della sua grazia, il brivido di un tuffo, la sensazione dell’acqua sulla pelle… Poi, per evocare l’estate e il Mediterraneo, questa pienezza solare, il cuore della fragranza presenta la luminosità del gelsomino sambac e del lysylang (la parte più preziosa dell’ylang-ylang), insieme all’abbraccio morbido dell’assoluta di vaniglia del Madagascar e del sandalo. Infine, per completare questa base baciata dal sole, proprio come il finire di una giornata al mare, benzoino, labdano, essenza di patchouli e legno di amyris apportano calore e note ambrate e legnose avvolgenti.
La piramide olfattiva combina ylang-ylang, vaniglia e amyris. Come siete arrivati a questa combinazione per creare l’effetto "carezza di luce" sulla pelle?
Dobbiamo questa trilogia a Nadège Le Garlantezec, una talentuosa profumiera con cui collaboriamo spesso. Questi tre ingredienti preziosi rappresentano la chiave della luminosità, di un’estate infinita e di un calore avvolgente. L’ylang-ylang ha una firma floreale bianca unica, con un caratteristico effetto solare; la vaniglia offre una sensazione carezzevole grazie alla sua sensualità, alla dolcezza delicatamente cuoiata e legnosa, alla sua profondità e alle sfaccettature di caramello e fava tonka. Il legno di amyris, con il suo aroma ricco e complesso, la sua intensità legnosa e leggermente speziata, contribuisce a fissare sulla pelle questo momento estivo.
Creare un profumo significa raccontare una storia attraverso emozioni oltre che aromi. Qual è il messaggio o la sensazione principale che volete trasmettere a chi indossa Cap Camarat?
Lasciare che l’estate duri per sempre, sulla pelle e nella mente. Tenere il battito del Mediterraneo vicino al cuore.
Avete collaborato con Olimpia per tradurre la fragranza in un progetto visivo. Quanto la visione artistica del flacone ha influenzato il vostro concept olfattivo?
A dire il vero, il concept della fragranza esisteva già quando abbiamo invitato Olimpia a collaborare sul piano visivo. Le abbiamo presentato il profumo, il suo nome e le sue note, ed è a partire dalla sua intuizione iniziale che ha immaginato il paesaggio di Cap Camarat, portandolo in vita con colori vibranti, luce radiosa e un mare incantato.
Questo progetto celebra la Costa Azzurra e la luce del Mediterraneo. Quanto pensate sia importante l’ispirazione geografica e naturale nella profumeria contemporanea?
Per noi geografia e natura sono fondamentali, perché le nostre fragranze sono un omaggio continuo alla bellezza del mondo, ispirato a destinazioni, luoghi, culture e paesaggi che possiedono un’aura speciale e creano una connessione. Ma geografia e natura dovrebbero essere centrali in tutta la profumeria contemporanea, perché le materie prime sono legate a luoghi specifici, dove esprimono al meglio le loro qualità. Il nostro obiettivo è unire tutti questi aspetti, creando fragranze che rispettino la terra tanto quanto la celebrano.
Intervista a Olimpia Zagnoli
Il tuo stile pop e coloratissimo ha reso iconica la boccetta di Cap Camarat. Qual è stata la prima ispirazione visiva che ti ha guidata nella scelta dei colori e delle forme?
L’atmosfera del Sud della Francia, uno dei luoghi che preferisco, in una giornata d’estate e il profumo di crema solare bollente.
Lavorare su un oggetto come una bottiglia di profumo significa fondere arte e prodotto. Come cambia il tuo approccio creativo rispetto a un'illustrazione su carta o digitale?
Il mio approccio rimane pressoché lo stesso, a prescindere dal progetto al quale sto lavorando. Cerco di immaginare un’atmosfera e di tradurla in immagini che poi modulo a seconda del supporto al quale vengono applicate.
Cap Camarat è una destinazione mediterranea ricca di luce e natura. Come hai tradotto la sensazione del sole e del paesaggio in un design così stilizzato?
Cercando di scomporre il panorama per avvicinarmi il più possibile all’esperienza dell’essere circondati dalla natura. Il sole che abbaglia e ci impedisce di mettere a fuoco, una barchetta che passa silenziosa al tramonto, la pelle che scotta, il canto dei gabbiani in lontananza.
Nel progetto ci sono anche elementi estesi su tote bag e travel case. Quanto è importante per te che l'arte possa diventare un oggetto da portare nella vita quotidiana?
Mi piace pensare che l’alto e il basso possano convivere. Che si possa lavorare ad un’opera unica per una mostra in un museo e al tempo stesso disegnare una collezione di fazzoletti per il naso in vendita nei supermercati a pochi centesimi. Questa elasticità dell’arte è una cosa che mi incuriosisce e con la quale mi piace giocare.
Hai già collaborato con brand diversi in passato, ma questa volta l'arte incontra la profumeria. Quali sfide o libertà ti ha dato questo campo rispetto ai tuoi lavori più tradizionali?
Un aspetto prezioso della profumeria è che è un’esperienza privata. Un po’ come la letteratura. Pur leggendo lo stesso libro, ogni persona immaginerà panorami e personaggi unici e si suggestionerà in modo del tutto personale. In un mondo in cui tutto tende ad essere omologato e i gusti delle persone organizzati per algoritmi e suggerimenti non richiesti, annusare un profumo rimane un’atto profondo e ribelle perché nessuno potrà leggerti nel pensiero e sapere cosa stai provando in quell’istante.
