Il serum layering funziona, parola di Camilla D'Antonio Intervista con la Direttrice Scientifica e Co-fondatrice di Miamo

Le informazioni sulla skincare, a volte, sono così tante da confonderci. Cosa dobbiamo applicare sul viso di giorno e cosa di notte? Cosa possiamo stratificare e cosa, invece, se utilizzato in maniera sbagliata potrebbe rovinare la barriera cutanea, causare irritazioni e sensibilizzazioni? Cosa applicare al mattino e cosa alla sera? Dobbiamo curare con attenzione una routine da 12 passaggi o è meglio tenerne 3 o 4, ma farli davvero tutti i giorni? È tutta una misurazione, un calcolo numerico, un cercare tempo che non c'è per sentirci bene con noi stesse, curare la nostra pelle e non sbagliare nulla. Attenzione, però, non tutte le informazioni hanno lo stesso valore e Camilla D'Antonio, Direttrice Scientifica e Co-Fondatrice di Miamo, è qui per chiarire miti e funzionamenti del serum layering, cioè la stratificazione dei sieri, agenti importantissimi della cura della pelle, soprattutto se usati bene e - attenzione - nella giusta sequenza

Intervista a Camilla D'Antonio, che ci racconta i segreti dell'utilizzo dei sieri per la pelle

In un’epoca in cui lo skinimalism promuove routine più ridotte, perché avete deciso di puntare sul serum layering come approccio differenziante?

Lo skinimalism nasce da un’esigenza corretta: semplificare e ridurre l’eccesso. Si applica soprattutto a chi non soffre di problemi specifici della pelle. Il serum layering non è l’opposto della semplificazione, ma una sua evoluzione consapevole che va a risolvere condizioni dermatologiche che difficilmente si estinguerebbero con un solo prodotto. Noi non proponiamo più prodotti, ma protocolli mirati e sapientemente utilizzati per trarre i massimi benefici. Il layering permette di intervenire in modo mirato su bisogni diversi della pelle, evitando formule "tutto in uno" che spesso sacrificano concentrazione ed efficacia. Una routine con due o tre sieri ben scelti può essere più essenziale ed efficace di un unico prodotto generalista.

Può spiegare in che modo la sequenza dei sieri influisce sull’efficacia degli attivi?

La sequenza è fondamentale perché la pelle è un sistema biologico, non una superficie passiva. Applicare prima un siero che lavora sull’idratazione o sulla barriera cutanea migliora la ricettività della pelle agli attivi successivi. Un esempio tipico è utilizzare Hyaluronic 14+ Fusion Serum come primo step per ottimizzare l’assorbimento di un siero nutriente o anti-age applicato dopo. Se l’ordine non è corretto, anche l’attivo più performante rischia di non esprimere il suo massimo potenziale.

Come Miamo studia la compatibilità tra texture e ingredienti per garantire un’assimilazione ottimale e rispettosa della fisiologia cutanea?

In Miamo partiamo sempre dalla fisiologia cutanea: ogni formula è studiata non solo per il singolo ingrediente, ma per il suo comportamento sulla pelle e in sinergia con altri prodotti. Texture, peso molecolare degli attivi, veicolazione e tempo di assorbimento vengono testati affinché ogni siero possa inserirsi in una routine modulare. È il motivo per cui un siero come Essential Lipids Serum può essere utilizzato da solo o dopo un siero su base idrofila, al fine di evitare proprio la perdita di acqua transdermica, senza comprometterne l’assimilazione.

Quali criteri scientifici guidano l’ordine di stratificazione dei sieri? È solo consistenza o anche funzione e meccanismo d’azione?

La consistenza è solo uno dei criteri. In realtà, l’ordine è guidato soprattutto da funzione, meccanismo d’azione e obiettivo biologico. Prima si lavora su idratazione e barriera, poi su protezione e stimolazione. Un siero come GF5 Glutathione Aox Boost Serum, ad esempio, ha senso solo se la pelle è già in equilibrio. Stratificare senza considerare la funzione degli attivi significa perdere efficacia e aumentare il rischio di sensibilizzazione. Il Serum Layering è indicato per pelli con più problematiche contemporaneamente.

Come si costruisce un protocollo personalizzato?

Quando la pelle presenta più esigenze - come disidratazione, perdita di volume e sensibilità - il layering diventa uno strumento strategico. Si parte sempre dal bisogno prioritario: spesso è la barriera. In questi casi, un protocollo può prevedere Hyaluronic 14+ Fusion Serum seguito da Nourish 3 Biotic Rich Serum per ripristinare la barriera alterata e donare nutrimento ai tessuti, ed infine Essential Lipids Serum per sigillare l’idratazione e ridurre la visibilità di rughe da disidratazione. Il segreto è non trattare tutto insieme, ma costruire una risposta progressiva.

In un mercato in cui i sieri sono trattati come prodotti miracolosi, come Miamo educa i consumatori all’uso corretto?

Attraverso educazione scientifica e trasparenza. Spieghiamo che nessun siero funziona da solo se inserito in modo scorretto. Per esempio, una Vitamina C ad alta concentrazione come Vitamin C 30% Serum è estremamente efficace, ma non deve essere stratificata senza criterio o utilizzata su una pelle non preparata. Educare significa insegnare quando usare un attivo, quanto spesso e soprattutto perché.

Quali sviluppi vede per il serum layering nei prossimi 3–5 anni?

Credo che diventerà sempre più personalizzato e guidato, anche per pelli senza problematiche evidenti. Il futuro non è usare più prodotti, ma usarli meglio. Il serum layering diventerà una sorta di "guardaroba cosmetico", dove ogni siero ha una funzione precisa e viene utilizzato solo quando serve.

Quali combo di sieri Miamo consiglia e per quali esigenze?

Alcuni esempi semplici e funzionali: per perdita di volume e idratazione + ripristino della barriera cutanea alterata: Hyaluronic 14+ Fusion Serum + Nourish 3-Biotic Rich Serum. Per perdita di tono + rughe di espressione: Collagen Boost Intense Serum + Multi-Peptide 20% Lifting Serum. Per iperpigmentazioni e barriera compromessa con sensibilità cutanea: Pigment Control + Essential Lipids Serum. Tutte routine essenziali, ma altamente mirate.