Ecco com'è andata la sesta edizione di ReA! Art Fair Si è concluso l'appuntamento della fiera internazionale per artisti indipendenti a Milano

Ecco com'è andata la sesta edizione di ReA! Art Fair Si è concluso l'appuntamento della fiera internazionale per artisti indipendenti a Milano

Giovedì 22 ottobre siamo state all'inaugurazione della sesta edizione di ReA! Art Fair, fiera indipendente rivolta ad artisti emergenti senza intermediazione da parte di gallerie o musei. Il progetto nasce nel 2020 a Milano grazie alle menti creative di Maryna Rybakova e Pelin Zeytinci insieme a un collettivo tutto al femminile composto da 12 giovani professioniste e curatrici under 35.

Accedere al circuito fieristico in Italia oggi non è facile, soprattutto per un emergente che si trova a dover sostenere costi elevati per stand e la logistica e finisce anche per scontrarsi con i rigidi criteri di selezione delle gallerie storiche. ReA! interviene proprio per colmare questa specifica lacuna, dando spazio a tantissime nuove voci anno dopo anno. 

Tutto quello che dovete sapere su ReA!

Il focus sull'edizione 2026

Fino al 25 ottobre, la Fabbrica del Vapore (ormai casa della fiera), ha aperto i suoi cancelli al pubblico, offrendo un percorso esteso su più piani. I 50 artisti, selezionati da una open call internazionale, hanno proposto generi e stili diversi, ma le loro opere sono tutte riconducibili al focus tematico di questa edizione. Maria Myasnikova, Head Curator del progetto, ha infatti spiegato che oggi produciamo e consumiamo immagini a una velocità senza precedenti e spesso le dimentichiamo il momento dopo averle create. La complessità del processo creativo, al contrario, richiede tempo e riflessione: una consapevolezza che restituisce alle immagini il loro reale valore. Dietro ogni scultura, performance, fotografia o istallazione che abbiamo visto in esposizione, la "realizzazione" è stata messa al centro in maniera quasi totalizzante. 

Gli artisti che ci hanno colpite di più

I corridoi della Fabbrica si sono trasformati in dei sentieri colorati che ci hanno guidate dentro la dimensione di ogni artista. La greca Alexandra Taoukidou, per esempio, ci ha particolarmente colpite per il suo modo di raccontarsi attraverso la grafite. Nella sua "Home No.1", lo strumento è stato utilizzato per rappresentare i ricordi d'infanzia che si sfumano. Il soggetto rappresentato è un cavallo a dondolo che quasi sembra sparire tra le ombre della memoria. Anche Azzah Salwaa ci ha lasciato un messaggio potentissimo: la cura e l'esperienza femminile delle nostre antenate merita di essere tramandata e celebrata. L'artista indonesiana, che attualmente frequenta la NABA a Milano, sfida il presente in cui gli archivi sono ormai digitalizzati e ritorna all'archivistica di un tempo con un oggetto fisico. In un diario di tessuto ha inserito frasi e fotografie personali, cucendole con ago e filo.

Cosa dicono i numeri?

I numeri di quest’anno fanno ben sperare per il futuro del progetto. Infatti, la sesta edizione di ReA! Art Fair si è conclusa con circa 3.000 presenze, di cui 500 operatori del settore: risultato che conferma l'interesse verso la manifestazione, ma soprattutto verso la scoperta della nuova scena dell’arte contemporanea. 

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