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Il ritorno del cappotto afgano

Il capospalla indossato da rockstar e hippie negli anni '60 e '70 torna come influenza Y2k

Il ritorno del cappotto afgano Il capospalla indossato da rockstar e hippie negli anni '60 e '70 torna come influenza Y2k

Indossato da Kendall Jenner, Bella Hadid, Olivia Rodrigo, Florence Welch, Suki Waterhouese e da tante altre celeb e influencer, il tipico cappotto anni ‘70 in camoscio o pelle, con risvolti e polsini in shearling o pelliccia, torna ad invade i nostri feed di Instagram. Come quando a sfoggiarlo erano leggende chiamate Beatles, Jimi Hendrix, David Bowie e Rolling Stones. Con la sua allure boho e la grande attitude non solo è l’antitesi del pratico piumino, ma rappresenta una valida alternativa al classico cappotto mimale. È forse questa sua estetica statement, insieme alla passione della Gen Z per vintage e moda circolare, ad aver fatto tornare popolare il cappotto afghano.

Questi tipi di cappotti provengono dalla provincia di Ghazni, situata tra Kabul e Kandahar, dove venivano indossati sin dagli anni ’20 per affrontare il gelo invernale. Tradizionalmente erano realizzati in pelle di karakul (una razza di pecore a pelo lungo), ricamati con disegni geometrici e floreali, solitamente in rosso o giallo, e avevano tre forme: gilet lunghi fino ai fianchi (pustinchas); cappotti al ginocchio a maniche lunghe (pustakis); e mantelli lunghi fino alle caviglie (pustin). Affascinanti dalla loro eleganza, i viaggiatori occidentali iniziarono ad acquistarli già negli anni ’50, ma sono diventati un vero e proprio fenomeno di stile solo nel decennio successivo quando Craig Sams, un giovane americano che viaggiava attraverso l’Afghanistan, iniziò ad importarli a Londra vendendoli nelle boutique più cool della città come la leggendaria Granny Takes A Trip in King's Rd a Chelsea.

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Il cappotto afghano diventa quindi l'uniforme delle rockstar e degli hippie negli anni '60 e '70. Bastò vedere i Beatles uscire con una serie di cappotti afghani coordinati per decretare la nascita del capospalla definitivo del periodo. Da quel momento tante star dell’epoca, imitate dai loro fan e da moltissimi giovani, hanno reso lo stile popolare: Lennon ne indossava uno giallo ricamato con fiori rossi alla festa di lancio dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club BandJimi Hendrix ne scelse uno rosso-arancio, di broccato, senza maniche abbinato ad una camicia viola iridescente con enormi maniche svasate al Kensington Olympia di Londra, i Kinks indossavano tutti cappotti afgani nel video di Ape-manSyd Barrett, dei Pink Floyd, e Pete Townshend, degli Who, li indossavano abitualmente sul palco, mentre David Bowie indossò lo volle per il giorno del suo matrimonio con la sua prima moglie, Angela Barnett. Ad un certo punto la domanda era così grande che la piccola regione dell'Afghanistan in cui venivano prodotti i cappotti non era più in grado di soddisfare le richieste dei consumatori e così divennero popolari nella loro versione più semplice ed economica in pelle scamosciata, che però dava odore, e peggiorava dopo aver preso la pioggia. Dato l’odore quasi impossibile da mascherare, le groupies e gli hippie cercavano di profumare i loro pustakis ricoprendoli di olio di patchouli, un olio aromatico che divenne poi un profumo simbolo di coloro che un tempo credevano al mantra "pace e amore".

I tempi cambiano e le mode passano, e con l'arrivo del punkcosì fecero anche gli Afghan Coat, fino alla fine degli anni ’90 e primi anni 2000, quando i pustakis ricomparvero addosso a Britney SpearsSofia Coppola e Lucy Liu. Il merito fu di una serie di film ambientati tra i sixties e i seventies che uscirono in quel periodo come Forrest Gump, Girl, Interrupted e, soprattutto, Almost Famous. La pellicola diretta da Cameron Crowe diventò un vero e proprio cult come il personaggio interpretato da Kate Hudson: l’attrice interpretava una groupie degli Stillwater e in molte scene sfoggiava un afghan coat. Il film ed il suo outfit acquisirono tanta popolarità che da quel momento Penny Lane divenne uno dei nomi più comuni per quel tipo di capospalla. Riproposto in diverse varianti da Celine, Bottega Veneta e dalla designer Charlotte Simone, in questo inverno 2022 il cappotto preferito dai Beatles si sta imponendo ancora una volta come la nuova ossessione fashion. Anche Pernille Teisbaek e celeb come Olivia RodrigoElsa Hosk, Bella Hadid, Kendall Jenner, Alexa Chung e Suki Waterhouse optano per il modello di pelliccia sfrangiata in questo inverno 2022 che vede gli anni '90 come sempre presenti in coesistenza con altri trend, in questo caso indie rock anni '70. Nonostante il ritorno nelle collezioni attuali dei grandi brand, il cappotto afgano è frequentemente reperibile nei vintage shop o sulle piattaforme di moda second hand, dove è possibile acquistarlo originale e di ottima qualità ad una cifra minore rispetto a quelle di retail che attualmente si aggirano sul migliaio di euro.

MARINE SERRE Cappotto in pelle stampata e shearling con cintura

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SAKS POTTS Yellow Foxy Leather Coat

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