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Ganni sta per diventare di proprietà cinese

Il brand danese potrebbe essere acquisito dalla società L Catterton

Ganni sta per diventare di proprietà cinese Il brand danese potrebbe essere acquisito dalla società L Catterton

Fondato nel 2000 come brand di cachemire di lusso dal gallerista Frans Truelsen, Ganni è passato nel 2009 nelle mani di Ditte e Nicolaj Reffstrup che hanno saputo trasformarlo nell’esempio di scandi-cool che conosciamo oggi. Il segreto? Proporre qualcosa di diverso dalla classica moda nordica minimalista, declinata in shades neutre, per puntare, invece, su stampe vivaci, originali e colori brillanti che rendono speciali pezzi easy, seasonless, sostenibili e facili da mixare fra loro per creare uno styling personale, come dimostra l’appassionata community di Ganni girls. La notizia diffusa da Reuters suggerisce un ampliamento del mercato per il brand grazie all'interesse di L Catterton, fondo di private equity legato a LVMH, nel valutare la cessione di Ganni per una cifra che dovrebbe aggirarsi tra i 500 e i 700 milioni di dollari. Questo significa che la coolness di Ganni verrà diluita?

L’arrivo di L Catterton che ha rilevato la quota di maggioranza della società nel 2017 si è rivelata strategica per consolidare ed espandere la presenza del brand nei mercati. Negli ultimi cinque anni Ganni ha registrato una crescita sostenuta delle vendite che nel 2021 ha toccato il + 65% e si stima potrebbero raggiungere quest’anno i 200 milioni di euro proprio grazie agli investimenti esterni e alle attivazioni di marketing sui cui lavora, dai social ai progetti editoriali. Ad oggi l’impero di Ganni può contare su una quarantina di negozi monomarca, inclusa la nuova boutique recentemente inaugurata a Parigi in rue Vieille-du-Temple, e oltre 600 rivenditori premium distribuiti in più di 20 paesi in tutto il mondo. Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa, le trattative per la cessione di Ganni verranno gestite dalla banca americana d’investimento Lazard e le offerte non vincolanti dovrebbero essere presentate entro il 25 luglio e la vendita avrebbe già attirato l’attenzione di acquirenti cinesi. La prossima acquisizione potrebbe spingere Ganni ad un’ulteriore espansione, chissà se nel mercato del lusso cinese - che potrebbe regalare delle belle soprese a livello di contaminazione estetica - o in una solidificazione della rete retail.