Vedi tutti

Storia ed evoluzione della minigonna da tennis

Il capo estivo perfetto da indossare dentro e fuori dal campo

Storia ed evoluzione della minigonna da tennis Il capo estivo perfetto da indossare dentro e fuori dal campo

L’estate è tornata e con lei un’altra costante della bella stagione: lo sport all’aperto. Anche se quest’anno non avranno luogo, Wimbledon e US Open sono i campionati più influenti che hanno luogo nei mesi estivi, ed è inevitabile notare come lo stile ordinato e dinamico del tennis abbia influenzato la moda estiva, sia maschile che femminile. Le gambe nude sulla terra rossa sotto una minigonna a pieghe bianca, un paio di trainers ed un cappellino a visiera sono gli accessori perfetti per un match fresco e cool.

Ma fuori dal campo, la minigonna da tennis, si infiltra negli armadi e diventa una delle tendenze del momento, tanto da inspirare anche la collezione Prada SS21. La mini skirt da tennis è un indumento davvero leggero, che sembra quasi di non avere addosso, e dona immediatamente un tocco street e easy-chic a tutti i look di cui è protagonista. Le pieghe, introdotte per garantire una mobilità più fluida grazie ad un maggiore spazio nell’area dei fianchi, abbracciano il corpo in partita e garantiscono comodità alle gambe anche quando ci si siede. Il capo è oggi simbolo di emancipazione femminile sul campo da gioco, ma una volta rappresentava un simbolo di status sociale ed nss G-Club vuole raccontarvi come si è evoluta.

La mini da tennis è la "nipotina" delle divise da tennis, diffuse agli albori del vecchio secolo nell’Inghilterra vittoriana, quando il tennis diventa uno degli sport preferiti per l’aristocrazia. L’uniforme da gioco rispecchiava la moda del tempo con pesanti gonne maxi e maglie a maniche lunghe, corpetti e colletti alti e era rigorosamente bianca, colore simbolo di ricchezza e status sociale, terribilmente facile da sporcare. La svolta avviene negli anni '20 prima con Alice Marble, la prima donna tennista ad indossare un paio di shorts e poi con l’estrosa giocatrice americana Suzanne “La Divina” Lenglen, che fece scandalo indossando una gonna a pieghe appena sotto il ginocchio, disegnata dal couturier francese Jean Patou. Nel 1933 nasce Lacoste, il celebre marchio con il coccodrillo indossato da tutti i tennisti del mondo per il particolare pregio del tessuto a trama stretta di cotone, il twill utilizzato per produrre abbigliamento tecnico, tra cui gonne e camicie a maniche corte, dette “polo”.

Moda e comodità sbarcano sul campo da gioco ed è l’inizio del sodalizio tra uniforme e tendenze, che si sviluppa decennio dopo decennio seguendo sempre più le necessità di libertà di movimento. Le gonne si accorciano progressivamente e nel 1949 appaiono i primi shorts sotto una gonna, in pizzo per giunta. L’outfit fa scandalo, e tutti i fotografi di Wimbledon si stendono a terra per immortalare la tennista Gussie Moran piroettare agilmente nei suoi shorts in pizzo, disegnati dall’innovatore per eccellenza delle uniformi da tennis, il britannico Ted Linglin. La rivoluzione di Linglin arriva fino ai giorni nostri grazie al film “Battle of the Sexes”, in cui Emma Stone interpreta l’icona LGBT Billie Jean King e indossa celeberrimo abito tecnico in pvc con strass verdi e blu per il primo match ufficiale donna-uomo. Tra gli anni ’80 e ’90 le mise si fanno più stravaganti, ma la minigonna a pieghe rimane sempre in voga nonostante le tute intere e gli abitini dinamici disegnati dai designer più all’avanguardia. Materiali come spandex, pvc ed altri materiali sintetici hanno la meglio sul cotone tradizionale, per respirazione e praticità di performance. Con l’endorsement di Nike e adidas ricordiamo le inconfondibili scelte delle sorelle Williams, scese più volte in campo con completi shocking, a fantasia ed in pizzo, senza mai allontanarsi però dalla statement mini: nel 2016 Serena Williams sfoggia a Wimbledon un completo Nike con maglia tecnica bianca a collo alto e la fidata mini a pieghe, e nel 2018 arriva la collaborazione di Nike e Off-white interamente dedicata alla campionessa.

Capo leggero, versatile, essenziale, e semplice da abbinare. Gli unici accorgimenti da tenere sono riguardo la lunghezza, il colore ed il tessuto. Le minigonne tecniche sono solitamente molto molto corte, deliziose nei loro candidi pochi centimetri di stoffa. Il trucco è abbinarle con delle culottes bianche, o con degli shorts aderenti. Molti modelli hanno anche il pantaloncino già “integrato” per un massimo comfort dentro e fuori dal campo. Una volta trovata la lunghezza desiderata, per indossare la mini da tennis in modo casual basta affidarsi al proprio unico senso del colore e del gusto: il bianco sta bene con i colori pastello, il nero con i neutri e gli accostamenti di colori pop dipingono di estro l’animo un po’ canonico della mini. Il tessuto è ciò che la rende più o meno sportiva: si trovano varianti in twill di cotone, in eco-pelle o in jeans, in tessuto satinato, e così via. Maxi camicia con logo, top e qualche collana, un bel paio di calzini statement e le sneakers più cool in circolazione, e si è pronte ad uscire sfoggiando un classico senza tempo con un twist street, cardigan con scollo spesso a V, stivali e it-bag per essere invece scambiate per una studentessa fuori sede.

Visto che il trend sta spopolando sui social, in particolare sui feed di Instagram, nss G-Club ha selezionato una mini shopping guide di mini skirt da tennis, da indossare sul campo e, soprattutto, fuori.

PRADA

PRADA

720€
DION LEE

DION LEE

442€
OFF-WHITE

OFF-WHITE

825€
STÜSSY

STÜSSY

115€
BURBERRY

BURBERRY

890€
MARCO DE VINCENZO

MARCO DE VINCENZO

415€
ASOS DESIGN

ASOS DESIGN

20€
VERGE GIRL

VERGE GIRL

33€
DAILY PAPER

DAILY PAPER

80€
NIKE

NIKE

45€
LACOSTE

LACOSTE

54€
TORY BURCH

TORY BURCH

160€
NIKE

NIKE

44€
ELLESSE

ELLESSE

26€