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Il denim sexy e audace di Hardeman

La giovane designer olandese ci ha raccontato del suo brand genderless

Il denim sexy e audace di Hardeman La giovane designer olandese ci ha raccontato del suo brand genderless

Quando durante il MET Gala dello scorso anno Hailey Bieber ha sfilato sul red carpet dell’evento più importante del fashion system in un abito rosa firmato Alexander Wang con tanga logato incorporato, critici e osservatori hanno avuto fin da subito opinioni contrastanti. Sia che lo riteniate un accessorio di cattivo gusto, fatto per essere portato sì, ma non in bella vista, sia che siate dell’opinione che mostrarlo sia bello e necessario, ciò che è innegabile è che i tanga stanno avendo un grande ritorno, in particolare se portati con jeans e pantaloni che ne lasciano intravedere solo la parte superiore e laterale. 

Un’immagine postata nel 2016 sul suo Instagram di mostra che Sophie Hardeman è stata la prima a proporre questo stile.

La designer olandese, già inserita nei 30 under 30 da tenere d'occhio per Forbes nel 2018, ora di base a LA, ha dato vita ad un brand genderless che lavora con il denim, ricavato soprattutto da jeans di seconda mano, riciclato e sostenibile, proposto in silhouette inedite e inaspettate. Il jeans è per Sophie simbolo di libertà, mentre l’incorporazione e la rivisitazione del tanga si inserisce in un discorso più ampio, sulla sessualità e sull'espressione femminile. Per lei è molto più sexy qualcosa che lascia immaginare e intravedere, piuttosto che la nudità completa. I suoi tanga diventano elementi imprescindibili di creazioni che hanno già conquistato il fashion system, che sono già state indossate da Lady Gaga, Rihanna, Troye Sivan e Kali Uchis. 

Abbiamo raggiunto Sophie per farle qualche domanda sul suo brand, il suo pubblico e la playlist che ascolta quando crea. Ecco cosa ci ha raccontato. 

 

#1 Raccontaci un po' di te, come sei passata da Amsterdam alla soleggiata Los Angeles? E' vero quello che si dice su LA, che è il posto migliore per fare business? 

Un paio di anni fa lavoravo per Bernhard Willhelm a Los Angeles e ho scoperto che la città mi piaceva. Sono nata e cresciuta ad Amsterdam e ho ancora il mio studio là, perché è il luogo che considererò sempre casa. Ora però sto aprendo anche uno studio e uno shop a Los Angeles, per incontrare nuove persone con cui collaborare e in generale per trovare ancora più denim usato da impiegare nelle mie creazioni. 


#2 Cosa significa essere il capo di sé stessi? 

Stressed, depressed but well dressed. A parte gli scherzi, c'è sempre tantissimo lavoro da fare, senti che non ti meriti mai una pausa, ma poi ti accorgi che stai facendo il lavoro dei tuoi sogni. 


#3 Quanto ti fa piacere vedere celebs che indossano i tuoi vestiti? Chi ti piacerebbe vestire un giorno? 

E' surreale, vorrei riuscire a vestire quelle persone che ammiro e che mi ispirano, come Oprah, Poly Styrene, Pussy Riot e Orlan. 

#4 Apprezziamo molto la scelta di realizzare collezioni genderless, la moda può cambiare la percezione e i pregiudizi e può aiutare a far capire che non c'è un modo di vestirsi solo da donna o solo da uomo? 

La moda è politica e può provare a dare vita a nuove correnti di pensiero, ma allo stesso tempo è in grado di far sentire le persone molto insicure. Il modo in cui ci vestiamo deriva sempre da uno standard, da un modello prestabilito. Con il mio lavoro cerco di ridefinire quello che è uno standard. 


#5 I modelli che scegli sono sempre molto audaci, non hanno paura di mostrare la loro personalità. Come li scegli? Cosa serve per diventare un modello di Hardeman? 

Tutti possono essere un modello, l'importante è solo essere se stessi. 

#6 Come è nata la tua passione per il West? In qualche modo si ricollega alla personalità dei cowboy, che resistono davanti ad ogni avversità? 

Andare ad ovest significa andare alla scoperta di sé stessi. 


#7 Cosa diresti ai giovani che vorrebbero intraprendere una carriera nella moda come la tua? 

Gli direi di essere innovativi e di trovare il loro modo di lavorare e creare. 


#8  C'è una domanda che non ti fanno mai ma che vorresti sentirti porre? Ad esempio, che musica ascolti quando crei? 

Ascolto una playlist che potete trovare qui