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Britney Spears rompe il silenzio e denuncia gli abusi del padre

La star ha testimoniato in tribunale contro la conservatorship del padre che da anni le impedisce di prendere decisioni in modo autonomo

Britney Spears rompe il silenzio e denuncia gli abusi del padre  La star ha testimoniato in tribunale contro la conservatorship del padre che da anni le impedisce di prendere decisioni in modo autonomo

In molti stavano aspettando questo momento e ora, finalmente, Britney Spears ha rotto il silenzio e ha parlato della conservatorship che dal 2008 le impedisce di prendere qualsiasi decisione sulla propria vita in modo autonomo. In seguito al suo primo mental breakdown pubblico, è James "Jamie" Spears il principale responsabile non solo delle decisioni economiche, ma anche di tutte le attività quotidiane della star. Per la prima volta, mercoledì scorso, la cantante in collegamento via web con il giudice della Superior Court di Los Angeles, ha confermato i timori che i fan e il movimento #freeBritney denunciano da tempo.

Ho detto al mondo intero che sto bene e sono felice. È una bugia. Pensavo che dicendolo abbastanza forte sarei diventata felice, ma non volevo ammetterlo. Ero sotto shock. Sono traumatizzata. Ora vi dico la verità, ok? Non sono felice. Non riesco a dormire. Sono arrabbiata da matti. E sono depressa. Piango ogni giorno.

Le parole di Britney, riportante interamente da Variety, sono toccanti e diventano sempre più scioccanti man mano che la testimonianza continua. La star racconta di essere stata obbligata ad andare in tour nel 2018 e di essere stata forzata ad assumere litio, ma anche a subire esami medici e periodi di riabilitazione contro la sua volontà. Spears non ha nessun controllo nemmeno sul proprio corpo e pare le venga persino impedito di togliere il suo dispositivo contraccettivo intrauterino, come lei stessa ha confessato al giudice Brenda Penny:

Non posso sposarmi o avere un figlio. Ho una spirale, così non resto incinta. Volevo toglierla, per poter provare ad avere un altro figlio, ma questo "team" non mi fa andare dal medico a toglierla perché non vogliono che abbia altri figli. - e ha aggiunto - Merito di avere una vita. Ho lavorato per tutta la vita. E sono stanca di sentirmi sola. 

Britney è molto dura verso il padre e paragona gli abusi del genitore al traffico sessuale:

Tutto ciò che mi succedeva doveva essere approvato da mio padre - dice Spears - e lui amava il controllo di poter ferire sua figlia al 100.000 per cento. Lavoravo sette giorni su sette, niente giorni liberi, in California l’unica cosa simile è chiamata traffico sessuale. Far lavorare qualcuno contro la propria volontà, togliergli ogni cosa - carte di credito, contanti, telefono, passaporto - e metterlo in una casa controllato da altre persone. Vivevano tutti con me, le infermiere, la security, 24 ore su 24. Mi guardavano mentre mi cambiavo ogni giorno, nuda, mattino pranzo e sera. Non avevo privacy.

Perché non ha parlato fino ad ora, chiedendo la fine della conservatorship? Britney ha detto di non sapere che esistesse la possibilità di rivolgersi direttamente al tribunale, aggiungendo che il suo legale nominato dalla corte, Samuel Ingham III, le aveva suggerito di non rendere pubblici i dettagli della faccenda. Alla fine del suo sfogo, durato circa 24 minuti, la cantante ha ribadito:

Voglio rientrare in possesso dei miei averi e voglio che questa cosa finisca. Voglio farmi un giro in auto col mio fidanzato. E francamente… voglio far causa alla mia famiglia.

Ora tocca al giudice prendere una decisione.

 

Le origini della conservatorship

La faida tra Britney Spears e il padre James "Jamie" Spears, raccontata nel documentario realizzato da New York Times Framing Britney Spears, ha origini lontane. Torniamo indietro al 2007. È impossibile non ricordare le foto dei paparazzi che ritraevano la cantante fuori di sé, con i capelli rasati. Quegli scatti erano solo l’apice di una profonda crisi personale che portò Britney al ricovero e al TSO, ma, soprattutto, alla perdita della sua indipendenza.

Dal 2008, infatti, James è diventato sia il suo tutore sia l’amministratore di tutti i beni della figlia. Grazie a questa conservatorship, cioè lo strumento legale americano che prevede "la nomina di un tutore per la gestione delle finanze e delle decisioni più importanti di una persona che non viene giudicata in grado di prendersi cura di se stessa, per motivi sia fisici che mentali, l’uomo controlla ogni aspetto", anche quotidiano, della vita della Spears. Secondo quanto spiegato da un post di Diet Prada, senza il permesso del padre Britney, che è considerata inadatta a prendere decisioni da sola, spendere i suoi soldi, non può vedere i suoi figli, rilasciare interviste, sposarsi, votare, ma nemmeno fare cose più banali come guidare, usare un cellulare né i social media in modo autonomo.

La conservatorship è nata per impedire all’artista di prendere decisioni finanziarie e commerciali sbagliate, ma anche per proteggerla dalle persone che "con interessi egoistici che cercano di farle del male", peccato che molti ritengano che la presenza più deleteria per lei sia proprio James, più interessato al patrimonio economico che al benessere della figlia. In particolare, è suonato strano che, nonostante la star sia ritenuta incapace di prendersi cura di se stessa, sia stata in grado negli ultimi anni di portare avanti la sua carriera con tour mondiali, dischi, un ruolo da giudice a X Factor USA, residency a Las Vegas. C’è anche chi ha interpretato i video postati da Britney su Instagram nei quali balla con lo sguardo vitreo, rinchiusa nella sua casa, come delle vere e proprie richieste di aiuto, di essere liberata dal giogo paterno. Un segnale accolto dai tanti fans della cantante e sfociato nel movimento #FreeBritney. Anche se Larry Rudolph, manager attuale della Spears, continua a minimizzare la tutela di James definendola "solo un modo per aiutare Britney a prendere le giuste decisioni in termini di business, ma anche per gestire la sua vita al meglio", i suoi fans e tante celebrities come Miley Cyrus e Chiara Ferragni la scorsa estate hanno protestato e lanciato appelli social contro la conservatorship.

Dopo anni di presunte (?) vessazioni, a novembre 2020 Britney ha chiesto al tribunale di togliere la sua tutela al padre e ha annunciato che non si sarebbe più esibita finché lui avrà il controllo della sua carriera. Purtroppo per la pop icon, le sue richieste sono state rifiutate ed un giudice di Los Angeles ha esteso la tutela di Britney fino al febbraio 2021. La nuova testimonianza di giugno 2021 potrebbe capovolgere la situazione

Tutti speriamo in un ritorno di Britney all’indipendenza, ma, soprattutto, speriamo che riesca a trovare equilibrio, forza e serenità. Mentre aspettiamo di sapere se alla fine il tribunale le restituirà il potere di decidere della sua vita, ripercorriamo alcuni dei best look della star.