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Rossella Migliaccio e il potere empowering dell'Armocromia

L'esperta d'immagine più influente d'Italia racconta il suo percorso

Rossella Migliaccio e il potere empowering dell'Armocromia L'esperta d'immagine più influente d'Italia racconta il suo percorso

Quando nel 2019 è uscito "Armocromia" per la casa editrice Vallardi qualcosa è decisamente cambiato nel mondo della consulenza d'immagine. Il merito è di Rossella Migliaccio, che grazie al best-seller diventato un autentico caso editoriale - a cui è seguito il best seller Forme nel 2020 - ed una capacità di storytelling coinvolgente, ha portato dei preziosi strumenti di conoscenza nelle mani dei suoi lettori, attivando un movimento di empowerment femminile per stare bene e vedersi bene. Il suo metodo scientifico per identificare la gamma di colori che più enfatizza le caratteristiche di ognuno si  basa su un'analisi di pelle, occhi e capelli, ed è in grado di portare luce nell'aspetto quotidiano di ognuno, non fermandosi all'apparenza e puntando a costruire autostima e consapevolezza nelle persone che si affidano alla consulenza armocromatica. Le abbiamo chiesto di raccontarci il suo percorso e come evolverà l'Armocromia, e questo è il risultato.

Raccontaci di te. Da dove nasce la tua passione per l’attenzione al colore e all’immagine e come è iniziato il tuo percorso professionale?

Sicuramente di base c’era una passione per la moda e il cinema, che mi ha seguita sin da bambina e ancora mi accompagna. Dopo essermi laureata ho fatto esperienza per alcuni anni a Milano lavorando nell’editoria di moda, poi mi sono spostata a Londra in agenzie di pubblicità: un’esperienza decisiva che mi ha fatto entrare in contatto con una realtà diversa e “molto avanti” rispetto a quella italiana. Proprio lì, ho scoperto il mondo della consulenza d’immagine, che in America e UK ha una lunga tradizione. È stato amore a prima vista: ho deciso di studiare e cambiare lavoro per diventare consulente. All’inizio non è stato facile, anche perché una volta tornata a Milano quasi nessuno sapeva di cosa mi occupassi, poi ho cominciato a lavorare con clienti privati ed aziende, a fornire formazione e alla fine è nato il mio istituto, l’Italian Image Institute.

L'Italian Image Institute ha respiro internazionale, quanto è diffusa la teoria armocromatica nel mondo e chi sono gli esperti a livello globale?

Devo dire che se ne trovano in tutto il mondo! Oltre che al mondo anglosassone e gli Stati Uniti, ho avuto l’occasione di formare e collaborare con istituti in Sud America, soprattutto Brasile. Ma anche ad est troviamo molti interessati all’argomento… il mio libro Armocromia, ad esempio, è stato tradotto anche per la Corea del Sud.

 

 

Qual è la strategia migliore per prendere in prestito dei colori da altre palette cromatiche?

Innanzitutto, ogni palette ha tutti i colori, semplicemente declinati in diverse sfumature in modo da essere valorizzanti al massimo; poi lavorando con il metodo dei 16 sottogruppi, qualcosa dalle altre stagioni si riesce sempre a rubare… E se proprio ci siamo fissate su un particolare colore non del tutto “in palette”, possiamo indossarlo abbinandolo con sfumature complementari, analoghe… so che sembra difficile, ma si può fare.

Dai social traspare che la body positivity è per te un tema importante, quali sono le problematiche più frequenti che emergono durante le consulenze di body shape? Cosa pensi a riguardo?

Che sotto sotto, siamo tutti uguali. C’è sempre qualcosa di noi stessi che non ci piace, che vorremmo cambiare. Anche le persone canonicamente belle, almeno secondo i canoni estetici di un determinato periodo storico, sono spesso sono insoddisfatte del loro aspetto. Chi è formoso vorrebbe essere esile, chi ha un aspetto androgino vorrebbe avere curve giunoniche… Quello che negli anni ho sempre cercato di comunicare, con le consulenze prima e poi coi corsi e col mio libro, è che non esiste il corpo perfetto, il corpo sbagliato, ci siamo noi e ci sono gli abiti e i colori che ci donano molto e quelli che ci donano meno. Ogni donna è e deve essere libera di scegliere fuori da mode e trend, solo per se stessa.

 

 

Una curiosità: tu che stagione sei? Rispetti perfettamente la palette della tua stagione o indossi anche dei "colori nemici”?

Sono Autunno Deep e devo dire che sì, sono decisamente scrupolosa quando si tratta di seguire la mia palette… questo perché diventa naturale orientarsi sui propri colori quando vedi che ti stanno così bene.

Il tuo percorso professionale nella creazione dell'Image Institute è un successo dopo l'altro: cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere una carriera da consulente di Armocromia?

Esercitarsi tantissimo ed essere consapevoli che occorre molta pratica per poter diventare bravi professionisti, come per ogni mestiere. L’esperienza è irrinunciabile e importantissima perché ti aiuta a “fare l’occhio”, e ti permette di imparare a gestire persone e situazioni diverse, dalla cliente che è entusiasta e vuole cambiare tutto e subito a quello che invece vorrebbe rivoluzionarsi ma per natura è più cauto e restio a buttarsi.

Dopo lo studio dei colori e della body shape quali sono gli aspetti che consigli di approfondire per presentarsi al meglio? Quale sarà la prossima wave di consulenza?

L'’analisi dello stile e dello stile di vita della cliente è il terzo step dell'analisi d'immagine. Non bisogna trascurare  la vita di chi ci si trova davanti quando si costruisce un guardaroba: la neolaureata che entra per la prima volta in azienda avrà esigenze diverse dalla libera professionista che lavora nel settore dell’arte o dall’avvocato che lavora più di 40 ore a settimana. E' poi inoltre fondamentale considerare la personalità di chi abbiamo davanti, la sua indole e le sue passioni: c’è chi ama lo stile minimal e pulito e chi ama dettagli estrosi e che non passano inosservati. Per far sì che la persona alla fine del percorso sia soddisfatta e in grado di continuare anche senza l'aiuto di un consulente bisogna conciliare stile ed esigenze.

 

 

Nella moda degli anni ‘90 la palette cromatica dominante era la Summer, sui toni freddi e pastello. Se il 2022 potesse avere una palette cromatica, quale sarebbe?

È ancora presto per dirlo, ma ipotizzerei Spring, come il colore Pantone dell’anno, perché spero che sia l’anno della ripresa e della serenità, dell’energia e dell’amore e dei diritti di tutti. Quindi vorrei immaginarmi nuances vitaminiche, solari e brillanti, anche metaforicamente.

E se volessi convincere anche il più scettico sul potere dell’Armocromia, cosa gli diresti per fargli cambiare idea?

Di provare per credere! L’Armocromia non ti dice cosa ti sta male, ma cosa ti sta meglio… e chi non desidera stare meglio, almeno un po’?