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Il duo berlinese Hoe mies è protagonista della nuova campagna di TOMMY JEANS

“Music Takes Us Further” celebra la musica e l'impegno sociale

Il duo berlinese Hoe mies è protagonista della nuova campagna di TOMMY JEANS “Music Takes Us Further” celebra la musica e l'impegno sociale

La musica come mezzo per promuovere il cambiamento sociale: è questo il focus della campagna Spring 2021 di TOMMY JEANS "Music Takes Us Further”. I protagonisti sono un mix variegato ed eclettico di talenti creativi. Ciò che hanno in comune - oltre alla passione per la musica - sono il forte impegno sociale e l'attivismo, con l'obiettivo di rendere il mondo un posto migliore ispirando il cambiamento. La collezione, disponibile sul sito tommy.com e nei negozi TOMMY JEANS di tutto il mondo, riflette lo spirito innovativo ed energico di questi artisti nei dettagli street e contemporanei, ma anche nell'attenzione alla sostenibilità attraverso l'uso di materiali riciclati e innovazioni tecnologiche.

Fra i giovani talenti che fanno parte di questa rivoluzione silenziosa, TOMMY JEANS ha scelto anche il duo berlinese di DJ hoe__mies, aka Gizem Adiyaman e Lucia Luciano. Gizem e Lucia hanno dato vita ad una serie di party e una community di donne, persone non binarie, trans, queer, rivolgendosi principalmente a un pubblico di colore, ovvero tutti coloro che sono solitamente marginalizzati all'interno dei party hip hop mainstream. Hoe_mies è questo e molto altro.

In occasione della campagna e per approfondire la realtà di Hoe_mies, nss G-Club ha avuto l'occasione di parlare direttamente con Gizem e Lucia riguardo i loro progetti, la loro musica a la loro idea di stile. Enjoy!

 

Ciao ragazze, raccontateci meglio di Hoe mies, e di come la musica svolga un ruolo fondamentale nelle vostre vite e nel cambiamento sociale.

Tutto è iniziato nel 2017 a Berlino da una serie di feste con cui volevamo rivolgerci al pubblico femminile, queer, trans, non binario, la community LGBTQIA+, e metterli al centro dell'attenzione.
Il primo party è stato una sorta di protesta contro i party hip hop tradizionali, dove gli uomini sono al centro dell'attenzione: la musica che suonano è di musicisti uomini, i dj sono uomini, gli ospiti si comportano in modo incontrollato e a volte non ci si sente al sicuro. Quindi abbiamo deciso di creare un party in cui le donne* fossero al centro dell'attenzione, dove si sentissero al sicuro e a proprio agio, con una selezione musicale curata da donne - tutto questo crea un certo empowerment.
E così abbiamo continuato. Non esisteva un party come il nostro ai tempi. Le donne e le persone queer erano emarginate e noi volevamo cambiare questa situazione.

Non ci occupavamo solo di promuovere gli eventi ma di tutta la logistica, l'organizzazione; avevamo un "awareness team" che era lì per assicurarsi che le persone avessero qualcuno con cui parlare se si sentivano a disagio o quando succedeva qualcosa di spiacevole. Volevamo creare uno spazio sicuro, ma non è sempre facile garantire e controllare ciò che succede a un party. La security a volte non è sufficiente, quindi abbiamo deciso di dare un'alternativa per comunicare e sentirsi al sicuro, per proteggere dalle molestie.

Partendo dai party, siamo anche un duo di dj, ma facciamo molto altro, soprattutto dall'anno scorso quando abbiamo dovuto reinventarci e uscire dalla "bolla delle feste" a causa del Covid-19.

 

Oltre ai party e alla musica, di cosa vi occupate principalmente?

Siamo da sempre interessate agli argomenti relativi alla giustizia sociale, quindi abbiamo iniziato ad organizzare, oltre alle feste, eventi in cui le persone potessero discutere, dove tenere dei panel su diversi argomenti che ci interessano: ad esempio, abbiamo parlato di integrità in relazione al denaro e all'etica. Volevamo rendere questi temi più accessibili anche agli studenti, volevamo parlare delle difficoltà che le nostre generazioni stanno affrontando e includere tutte le realtà più emarginate che solitamente non vengono rappresentate dai media.

Quindi, oltre ai party e agli eventi, abbiamo anche avviato un podcast con Spotify - e questa era la nostra prima esperienza con i podcast - è stata una sfida perché abbiamo fatto molta ricerca, lavorato a tutti i contenuti, il montaggio, la comunicazione, etc. Ultimo ma non meno importante, stiamo lavorando anche ad un libro.

 

Quali sono gli argomenti principali che avete trattato negli episodi del podcast?

Abbiamo affrontato tantissimi argomenti diversi che ci stanno a cuore: il primo episodio riguardava la mascolinità tossica; in un episodio abbiamo parlato di dating, dal punto di vista di una persona che vive relazioni poliamorose e una asessuale; abbiamo fatto un episodio sulla moda, incentrato sul fast fashion, affrontato con chi si occupa di upcycling; la maggior parte degli argomenti sono legati alla discriminazione, all'emarginazione e alle persone escluse dalla società, come ad esempio le sex worker, o gli attori e i registi dell'industria porno, che non vengono considerati lavoratori. Abbiamo parlato di altri problemi della nostra società, come i senzatetto, il carcere come sistema per escludere le persone e non per aiutarle, quindi di giustizia sociale. Abbiamo affrontato anche il tema della bellezza, in particolare di come oggi Instagram influenza la nostra idea e i nostri standard di bellezza.

In ogni episodio e qualsiasi sia il tema, cerchiamo sempre di dar voce a punti di vista diversi per spingere gli ascoltatori a riflettere sulle proprie convinzioni. 

 

Come descrivereste il vostro stile? E cosa significa per voi la collaborazione con TOMMY JEANS?

Lucia: il mio stile cambia sempre, come me, anche in base alle circostanze: in questo momento è sicuramente più cozy, è raro infatti indossare abiti speciali o un make up elaborato, purtroppo. Il mio stile sta cambiando anche in termini di attenzione alla sostenibilità, alla qualità, all'etica.

Gizem: mi mancano molto i nostri party, perché erano anche un'occasione per vestirsi bene, sentirci sexy mentre balliamo dietro la console: mi piacciono i vestiti audaci, i colori, le influenze dell'hip hop anni '90 e 2000, lo streetwear, ecco perché questa collaborazione è il top per me.

In generale ci piace divertirci con l'abbigliamento, ci piace esprimerci e sperimentare, indossando ciò che ci fa sentire bene con noi stesse. È ancora più bello far parte di questa campagna anche perché, quando eravamo piccole, tutti i nostri idoli - come Aaliyah, le TLC, Missy Elliott - indossavano spesso TOMMY sia nello street style che sul red carpet, e i loro look sono indimenticabili! Oltre a questo, è fantastico collaborare con un brand di cui condividiamo i valori.

 

Un consiglio che dareste alle giovani donne* per affrontare questo periodo difficile?

Non è semplice, ma il consiglio migliore è quello di ascoltare sé stessi, trovare i propri valori e convinzioni, fare sempre ciò che ci fa sentire bene senza causare danni agli altri. Durante una pandemia è normale a volte sentirsi di cattivo umore, perciò dobbiamo costantemente ricordare a noi stessi le cose positive e le opportunità che abbiamo, per andare avanti e non perdere la speranza! Non stressatevi troppo, è il momento giusto per pensare al proprio benessere e non usare tutte le energie. È importante anche essere sempre aperti a nuove opportunità: per esempio, noi al momento non possiamo organizzare dj-set e party, quindi abbiamo dovuto reinventarci e andare avanti.
Inoltre, in questi momenti è fondamentale capire quali critiche sono rilevanti, quali sono utili e costruttive per diventare la versione migliore di noi stessi, e quali invece sono solo odio inutile.

 

Un'ultima domanda: consigliateci una canzone per questo momento.

Vi consigliamo Massari Mami di Layla, una giovane rapper e cantante tedesca che sta spaccando!