
"I trend make-up nascono dalle persone, da quello che vedi per strada" Intervista a Manuele Mameli

Se negli ultimi anni avete bazzicato le bolle del make-up sui social media italiani, sapete benissimo di chi stiamo parlando. Manuele Mameli è uno dei make-up artist più affermati a livello italiano e internazionale, e ha truccato star del calibro di Ludovica Coscione, Annalisa, Chiara Ferragni, Clara e Alessandra Amoroso. Esperto anche nella creazione dei contenuti, è oggi anche imprenditore. Ha infatti lanciato il suo brand di pennelli (e non solo), Doubleum. Lo abbiamo accolto nei nostri spazi milanesi, e la sua prontezza di risposta e la sua abilità di stare davanti alla telecamera ci hanno stupite, ma non troppo. Traspare tutto già dal suo profilo Instagram e questa è solo una ulteriore conferma.
Intervista a Manuele Mameli
Con lui, siamo partiti dall'inizio della sua storia e della sua carriera. "Il mio percorso lavorativo è iniziato quando studiavo all'università" ci racconta. "Per mantenermi e per essere più indipendente dai miei genitori, avevo iniziato a lavorare in un salone di bellezza nella mia città, Cagliari. Lì avevo iniziato anche a truccare, perché già sentivo di essere un po' portato, diciamo in maniera naturale, senza aver mai fatto dei corsi". Dopotutto, quando il talento c'è si vede. "Quindi ho iniziato a sperimentare con delle amiche e con i miei familiari e avevo percepito anche dell’interesse da parte delle clienti" continua. Tutto è cambiato in un momento ben preciso. "C'è stata una persona che mi ha chiesto di fare una settimana promozionale per un brand di lusso qui a Milano, in qualità di truccatore per le best client" e da lì Manuele Mameli e il mondo del make-up non si sono più lasciati. "È iniziata così, sono entrato a far parte della loro scuderia di make-up artist itineranti per l'Italia. Per me era bello perché viaggiavo tanto e facevo il truccatore, cosa per cui avevo una passione innata" conclude, con un sorriso.
Una sorta di colpo di fulmine, dunque, una folgorazione casuale. "Se non avessi intrapreso questa strada avrei continuato gli studi che ho interrotto. Studiavo scienze della comunicazione, giornalismo, il mio sogno era scrivere di moda. Col tempo mi è anche capitato di scrivere degli articoli su temi legati al mio lavoro, quindi al beauty. Quindi in realtà sono riuscito a esaudire anche quel sogno". Una storia a lieto fine, senza dubbio. E l'abilità nella comunicazione gli si è rivelata molto utile anche in questo cambio di piani, naturalmente. Parlando di ispirazione, torna l'universo dei social media, e rimaniamo in argomento.
"Sarei stupido a non dire che i social sono la prima cosa che mi ispira. Ma non solo" confessa. "Mi piace moltissimo guardare le persone comuni, come scelgono di migliorare il proprio aspetto con il make-up. Queste sono le ispirazioni su cui cerco di lavorare: le idee delle persone non del settore, rivisitate da un professionista che fa questo di mestiere". Secondo lui, infatti: "I trend nascono dalle persone, da quello che vedi per strada che cattura l'attenzione. Nella maggior parte dei casi sono proprio make-up realizzati da persone che hanno una forte personalità e che vogliono raccontarla alle persone che incontrano. Quindi danno sfogo a tutta la loro personalità e creatività col make-up. Questa è la parte che mi affascina di più e che mi ispira di più". I trend veri e propri, quelli che vediamo su TikTok, sono un'altra cosa: "Li seguo e non li seguo. Rimango affascinato dal fatto che abbiamo bisogno di dare un nome a qualcosa per farlo diventare virale. Uno recente è il make-up di Zara Larsson, molto vivace. Mi sono divertito molto a replicarlo. Non amo, invece, i trend che spingono l'utente finale a creare prodotti fai-da-te, tipo le maschere fatte in casa. Con tutti i prodotti che abbiamo sul mercato beauty, che sono ottimi, con delle restrizioni fortissime, soprattutto in Europa".
Il brand di Manuele Mameli, Doubleum, nelle parole del suo creatore
A coronare 15 anni di carriera arriva anche il suo brand, Doubleum, molto desiderato e cercato. "Il sogno di creare un brand tutto mio c'è da sempre, ma non mi sembrava di averne le competenze, ero molto impegnato. Le cose che facevo erano talmente belle che non volevo togliere loro spazio". Poi la svolta: "C'è stato un momento in cui il mio corpo ha detto basta, mi ha chiesto di fermarmi. Ho rallentato e mi è tornata la voglia di creare un brand tutto mio, per mettere in commercio prodotti pensati e voluti da me, secondo la mia esperienza sul set. Volevo trasformare i prodotti che io utilizzo e renderli più facili per le persone che mi seguono sui social e a cui piace il mio lavoro". I primi prodotti? Gli strumenti del mestiere, pennelli e spugnette. "Questa strada è la più difficile, le persone sono un po' restie ad acquistare strumenti che sembrano professionali. Io ho voluto ideare dei pennelli professionali ma anche facili, che rendono più semplice l'applicazione dei prodotti. Perché il prodotto può essere valido quanto vuoi, ma va applicato con buoni pennelli. Il 50% del risultato è dovuto a questo. Sono elementi inseparabili, vanno di pari passo".
Ad accompagnare Doubleum, una comunicazione che sottolinea, dunque, l'importanza del gesto. "Nonostante questo, io amo applicare i prodotti con le mani" ammette, sorridendo. "Ho avuto l'onore di lavorare nel team di Pat McGrath, e lei utilizza tantissimo le mani. Devo dire che, per determinati prodotti, la sensorialità è molto emozionante. La cosa che mi piace di più è applicare la skincare sul viso, con le mani, perché è una coccola alla cliente". Nella sua visione della professione e di conseguenza del suo brand il contatto con il pubblico e con le abitudini di make-up "comuni" e "quotidiane" non manca mai. Gli chiediamo, dunque, un consiglio base da professionista per migliorare in maniera semplice la nostra routine. "L'errore più comune è quello di usare troppo prodotto già dal primo step. Non fraintendetemi, ognuno è libero di esprimersi attraverso il trucco come vuole. Quello che intendo è che qualsiasi cosa va fatta step-by-step, per modulare meglio il prodotto. Che sia il fondotinta, il blush, il correttore, soprattutto il correttore" ride. "In questo modo è più semplice calibrare il risultato sulla pelle, e alla fine probabilmente userete il 50% in meno di prodotto con un risultato migliore" conclude.
Siamo alla ricerca di altri trucchi del mestiere. "Nella mia borsa di lavoro" ci spiega, "ci sono sempre un collirio per schiarire gli occhi, che spesso nelle modelle sono arrossati e che tendono a spegnere la brillantezza del make-up, e dei cotton fioc molto particolari che faccio arrivare dalla Cina, sottilissimi come stuzzicadenti. Li utilizzo per le linee grafiche e non devono mai mancare, perché nessuno può essere così preciso. Poi amo in particolare un contorno occhi schiarente e una piccola pattumiera per i dischetti di cotone. Mi piace che il mio set up sia sempre in ordine". Infine, l'ormai tradizionale e benaugurante domanda sul futuro. "Ci saranno dei nuovi lanci, spero a breve. Nella migliore delle ipotesi a marzo, nella peggiore a giugno. Sono due prodotti che andranno sul viso, quindi non saranno più tool ma proprio prodotti. E poi ancora altri. Però le tempistiche in Italia sono molto lunghe, soprattutto per un pignolo come me. Se non ho la formula che piace a me, il prodotto esattamente come lo voglio, non si va avanti, non si prosegue. È un processo molto lungo, però spero che la prima parte arrivi a marzo" conclude. E noi non vediamo l'ora di scoprirlo.


























































