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Il make-up blu nei film e nelle serie tv

In occasione del Blue Monday ripercorriamo l'impatto del trucco nei film e nelle serie tv

Il make-up blu nei film e nelle serie tv In occasione del Blue Monday ripercorriamo l'impatto del trucco nei film e nelle serie tv

Il make-up blu, in ogni sua sfumatura, dal più etereo azzurro al cobalto profondo, ha una lunga storia nella pop-culture. I primi a sfoggiarlo furono gli uomini e le donne dell’antico Egitto, come insegna anche Elisabeth Taylor nel kolossol Cleopatra. Barbie quando fece il suo debutto nel 1959 ne sfoggiava una versione ghiaccio, una tinta simile a quella che usarono poco dopo le hippies dei sixties. Da simbolo massimo di espressione e libertà, è diventato un vero must negli anni ’90 e nei primi anni 2000, scelto da rockstar iconiche come PJ Harvey, ma anche da pop star come Christina Aguilera e it-girl come Carrie Bradshaw.

Oggi è una sorta di make-up statement usato per dare un twist più deciso al proprio look, come ci insegnano celebrity e influencer. Da Kim Kardashian a Dua Lipa, dalle sorelle Hadid a Emrata, tutte hanno scelto quest’audace sfumatura di ombretto almeno una volta. Persino il cast di Euphoria, famoso per i look beauty cuciti ad-hoc sui personaggi, ha calcato la scena declinandolo in versioni diverse, dalle applicazioni gioiello alle shades metalliche o glitterate, passando per un cat eye drammatico o con linee grafiche. Maddie (Alexa Demie) lo indossa in modo complementare alla sua personalità magnetica, mentre Cassie lo sfoggia in un momento particolare della sua storyline: durante sogno in cui il personaggio interpretato da  Sydney Sweenie pattina sul ghiaccio in antitesi al momento di tensione interiore che sta vivendo, sotto i riflettori c'è un look dai toni del blu incastonato di perle verdi che brilla sugli occhi impauriti della protagonista.

Ma il vero mondo in cui il make-up sui toni del blu ha giocato un ruolo decisivo, spesso in coppia col red lipstick, è quello del cinema. Ecco i film (e una serie tv storica) in cui è stato protagonista.

 

Layla in "Buffalo ‘66" (1998)

Vincent Gallo scrive, dirige, produce e cura ogni dettaglio, dalla recitazione alla colonna sonora, di un film diventato cult. Buffalo ’66 è un progetto ambizioso, doloroso, fragile, allucinato, ridondante eppure bellissimo. Tutto in questa strampalata storia di un ex galeotto che rapisce una ragazza fuori e la costringe a fingersi sua moglie di fronte ai genitori è memorabile. Persino gli outfit dei protagonisti: Gallo con la giacca di pelle attillata, la t-shirt a righe e gli stivaletti rossi; Christina Ricci con il cardigan bianco, il vestitino blu pastello, abbinato ai collant celesti e ad uno scintillante paio di Mary Jane. Un look che nel 1998 il famoso critico cinematografico Roger Ebert descrisse "come una Barbie vestita da prostituta", ma che è ancora iconico in ogni suo dettaglio. A cominciare dal make-up con il lucidalabbra e l’ombretto azzurro glitterato steso su tutta la palpebra e ripreso da una linea sottile dello stesso colore sulla rima inferiore delle ciglia. Gucci Westman, che si occupò del beauty per il film, ha spiegato in una intervista che fece quella scelta perché voleva che il personaggio di Ricci suggerisse non solo "un’innocenza sognante", ma anche l’idea di una ragazza che era "nel suo mondo", i cui occhi potevano "offrire una via d'uscita".

 

Suzy Bishop in "Moonrise Kingdom" (2012)

Anche un’adolescente scontrosa in fuga d’amore con un orfano incompreso vestito con la divisa degli scout può diventare fashion icon. Il merito è della sempre super accattivante estetica di Wes Anderson, ma anche della costumista Kasia Walicka-Maimone che, forse ispirata da Lolita e Françoise Hardy, veste Suzy Bishop in pieno stile sixties: minidress rosa salmone con colletto rotondo, mantellina coordinata, calze bianche al ginocchio e scarpe stringate bicolor. Il mood cottagecore è completato da un ombretto azzurro che contrasta con il rosso ramato dei capelli dell’attrice Kara Hayward.

 

Elaine Parks in "The love witch" (2016)

The Love Witch è un paradiso visual fatto di colori saturi, abitini sixties an pendant con gli elementi della scenografia. Per questo il film diretto da Anna Biller, con il suo mix di humor macabro, erotismo, esoterismo e psichedelia, viene citato continuamente da fashionistas e beauty addicted. Tutto nell’affascinante Elaine Parks, strega che, in cerca dell’amore perfetto, lascia dietro di sé una scia di sangue e morte, è da copiare. Non solo i minidress color pastello, l’underwear sexy, i maxi anelli, i lunghi capelli scuri o le unghie laccate di rosso sangue, ma anche il trucco. Emma Willis cambia l’ombretto azzurro (by Shiseido) della strega, virandolo alle volte verso il verde, altre verso il viola, a seconda del suo umore e di ciò che le accade. Ad esempio, è turchese quando si trova alla sala da thè, diventa verde quando crea pozioni e viola scuro quando le sue storie d’amore naufragano.

 

Dorothy Vallens in "Blue Velvet" (1986)

Un night club, una tenda rossa sullo sfondo, un pianoforte e una conturbante cantante, interpretata da Isabella Rossellini, che esce dalla penombra intonando le note di Blue Velvet di Bobby Vinton. Dorothy Vallens, la malinconica chanteuse, è entrata a far parte dell'iconografia del cinema con l’abito scintillante, i ricci vaporosi, il trucco saturo. Jeff Goodwin, make-up artist del film ha detto che per ottenere quel blu profondo ha mescolato due ombretti Lancôme e uno di La Femme, mentre per le labbra ha unito due rossetti diversi, uno dei quali era un rosso fuoco Bob Kelly, il rosso più profondo che riuscì a trovare all’epoca.

 

Cleopatra in "Cleopatra" (1963)

Il kolossal per eccellenza: quattro ore di durata, un budget di 44 milioni di dollari (pari a circa 300 milioni di dollari odierni), un cast di star che include Elizabeth Taylor e Richard Burton (grande amore dell’attrice e due volte suo ex marito), sessantacinque cambi d’abito per la protagonista, ventiseimila costumi totali e ben ottomila paia di scarpe creati da Renie Conley e Irene Sharaff. Anche se quando uscì al botteghino nel 1963 il film si rivelò un flop, resta memorabile soprattutto per l’interpretazione attoriale e visiva della Taylor di Cleopatra. Una curiosità? Il trucco era stato creato dall’italiano Alberto De Rossi, ma a causa di problemi di salute, fu Liz Taylor a realizzare il suo trucco sul set sotto la guida del make-up artist.

 

Tonya in "Tonya" (2017)

Nonostante la grande performance e la candidatura ottenuta, Margot Robbie non è riuscita a vincere l’Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione di Tonya Harding. Forse qualcuno deve aver pensato che per entrare nei panni della famosa pattinatrice siano bastati una manciata di body e tute acetate, attorcigliare i capelli in uno chignon, ricoprirsi di glitter e fare due piroette. In realtà la cosa è stata molto più complessa, anche per quanto riguarda il beauty. Per smorzare la bellezza da top model di Margot, Deborah La Mia Denaver ha fatto ricorso a ogni sua abilità da make-up artist e ha usato solo prodotti acquistati in drugstore, compreso l’ombretto azzurro pallido che l’attrice australiana sfoggia insieme ad un outfit della stessa sfumatura.

 

The Red Queen in "Alice in Wonderland" (2010)

Red Queen interpretata da Helena Bonham Carter è uno dei personaggi più iconici dal punto di vista del beauty di Alice in Wonderland. Per ricreare questa versione cartoonesca, Valli O’Reilly si è basata sugli schizzi e alle direttive di Tim Burton, ispirandosi alla versione del 1939 della regina Elisabetta fatta da Bette Davis, con i capelli rossi, la fronte molto alta e le sopracciglia rasate. L’ombretto blu del film del 2010 è stato ottenuto mixando Makeup Forever e Yves Saint Laurent.

 

Ginger McKenna in "Casino" (1995)

Ginger McKenna aka Sharon Stone in Casino è da sempre una delle beauty references preferite da Adele. E non è certo un caso, perché il look dell’attrice nel film di Scorsese è strepitoso e opulento quanto Las Vegas, la città in cui è ambientato. I suoi outfit sono fatti di grandi brand, scintillio, pellicce e accompagnati da una pioggia di gioielli. I capelli biondp caldo, vaporosi e pettinati all’indietro sono super chic, così come il trucco che gioca tutto su smokey eyes anche nel tono dell’azzurro e rossetti sul mattone.

 

Divine in "Pink Flamingos" (1972)

Per John Waters, Divine era "la donna più bella del mondo, o quasi". I due avevano concepito il look dell'iconica star di Pink Flamingos insieme, decidendo di rasarle l'attaccatura dei capelli e applicare un trucco degli occhi color azzurro ghiaccio ed esagerato quasi fino alle sopracciglia. Per amplificare l’effetto camp avevano scelto abiti iper aderenti e femminili, creando uno stile volutamente artificiale, ma che ha il grande pregio di continuare a insegnarci che ognuno di noi può ridisegnare il proprio aspetto per mostrare ciò che realmente è o vuole essere.

 

Ursula in "The Little Marmaid" (1989) 

Dopo tanti anni possiamo anche ammetterlo: la protagonista più iconica della versione Disney di La Sirenetta non è Ariel, ma Ursula. Come spesso accade, l’antagonista ha fascino da vendere, una personalità con più sfumature e, persino, il make-up più interessante. La strega degli abissi sfoggia un vistoso ombretto azzurro intenso steso su tutta la palpebra e circondato da una mezzaluna grigia, abbinato ad un rossetto rosso ciliegia che applica passando il pigmento di piccoli pesciolini sulle labbra.

 

Madame Sin in "Madame Sin" (1972)

Un po’ Cruella De Ville un po’ Moira Orfei. La leggendaria Bette Davis con parrucca nera, abiti dark, gioielli esotici, ombretto azzurro e rossetto rosso ricopre il ruolo del capo di una organizzazione criminale che rapisce un agente della CIA perché la aiuti ad impadronirsi di un sommergibile atomico. Nel concept originale doveva essere una sorta di versione femminile del personaggio di Fu Manchu (il protagonista di una serie di romanzi dello scrittore britannico Sax Rohmer), ma il risultato non fu dei migliori, come fu un insuccesso anche Madame Sin, un film per la tv che doveva essere il test per una possibile serie tv. Per un gioco di coincidenze, Davis sfoggio un make-up simile che aveva come focus l’ombretto azzurro anche in Lo scopone scientifico di Luigi Comencini.

 

Kate Libby in "Hackers" (1995)

Ok, forse Hackers non è il miglior film della storia del cinema, ma, pur essendo uscito nelle sale negli anni ’90, i look dei protagonisti risultano ancora in qualche modo attuali. In particolare gli outfit di Angelina Jolie. Date uno sguardo ai gilet, alle harness, ai pantaloni cargo, alle giacche in pelle oversized, alle t-shirt cropped o ai minidress in stile manga. Non vi sembrano rubate dalle collezioni di Off-White, Y/Project o Alyx? Altrettanto cool sono il suo taglio di capelli, un pixie cortissimo, e il make-up che punta tutto su un ombretto azzurro (quasi Very Peri) steso su tutta la palpebra e sulla rima inferiore delle ciglia, definito da un eye-liner nero grafico e completato da un rossetto prugna quasi metallizzato.

 

Angela in "Une femme est une femme" (1961)

Uno chignon arruffato, una spessa linea di eyeliner e un ombretto azzurro pastello. Anna Karina in Une Femme est une femme è l’incarnazione perfetta della french girl. Una curiosità: l’attrice danese venne scoperte da Coco Chanel mentre era in un caffè. La stilista le chiese il nome, cioè Anne Karine, e le suggerì di modificare il cognome in Karina. Qualche mese più tardi, Jean-Luc Godard la notò in uno spot della Palmolive e se innamorò all’istante. La volle come interprete di molti suoi film, la sposò e contribuì a renderla una icona della Nouvelle Vague del cinema francese.

 

Kirsten Liosis in "Never Been Kissed" (1999)

Mai sognato di tornare al liceo e, invece di essere goffa, imbranata e invisibile, essere popolare e piena di amici? È quello che succede a Drew Barrymore aka Josie Geller in questa rom com di fine anni ’90. Un film da guardare per passare un paio di ore spensierate, pieno di look da copiare se soffrite di Y2K nostalgia. Cominciando dall’ombretto azzurro chiaro, abbinato ad un lipstick metallizzato sfoggiato da Jessica Alba aka Kirsten Liosis.

 

Endora in "Bewitched" (1964-1972)

Ok, a Samantha basta muovere il naso per fare magie, ma il vero effetto wow di questa sit com è merito di Endora, dei suoi outfit multicolor e, soprattutto, del suo make-up. I suoi segreti? Un po’ di blush per accentuare gli zigoni, un cat eye  grafico e un ombretto azzurro vibrante spalmato su tutta la palpebra, come spiega anche @perrinebeautyaddict in un video di TikTok.