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Perché siamo così ossessionati dalla Dolce Vita?

La sana lentezza delle estati italiane rivive in un’estetica che plasma la realtà dai profili Instagram

Perché siamo così ossessionati dalla Dolce Vita? La sana lentezza delle estati italiane rivive in un’estetica che plasma la realtà dai profili Instagram

Quando la Disney Pixar aveva deciso di dedicare il suo cartone estivo alle Cinque Terre, l'estetica dell'Italia in vacanza a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta è ufficialmente tornata di moda. Con il film d'animazione Luca, diretto dal regista Enrico Casarosa e apprezzato anche dai ragazzini americani, veniamo ritrasportati nell'estate italiana che vivevamo da piccoli, tra merende a suon di focaccia, bagni infiniti al largo, sfrecciate sul motorino, una playlist a suon di Edoardo Bennato e scorpacciate di pasta al pesto fino alla nausea. Dopotutto parlano chiaro anche i dati: secondo una recente ricerca della Atlas of European Studies, anche i giovani a cavallo tra il 1990 e il 1999 (quindi Millennials e Early Gen-Zers) sarebbero tornati più conservatori, portati ad affrontare quello che gli scienziati sociali hanno ribattezzato come il "contraccolpo culturale", abbracciando valori sempre più legati alle loro origini. 

Complice l'ondata di nostalgia post pandemica, su Instagram, la nostalgia della dolce vita è diventata un metodo di rappresentazione estetica, che plasma il modo stesso di rappresentare le vacanze. Scenari da cartolina anni Sessanta, fotografie del ritmo lento scandito dai pasti e romantici scorci di cittadine gioiello diventano un metodo narrativo, come dimostrato dai progetti ​​@italysegreta e affini, che invitano all’evasione e alla riscoperta delle bellezze italiane dalla Liguria fino a Capri nei minimi dettagli. Dai Millennials ai Gen Zer, oggi l’estetica fotografica racconta le mete balneari di summer comfort zone con inquadrature plasmate dal concetto stesso di Dolce Vita. Non è un caso quindi che il trittico Fedez-Tananai-Mara Sattei abbiano dedicato alla Dolce Vita la loro hit estiva, facendoci venire voglia di tornare a ballare a Forte dei Marmi o a sventolare fazzoletti sui tavoli delle taverne di Capri. Su quest'onda anche Kourtney Kardashian, che ha scelto di sposarsi con Travis Barker proprio a Portofino, vestendo tutta la famiglia in creazioni Dolce & Gabbana vintage, quintessenza dell’allure fascinosa di qualche decennio fa ha confermato l'ascendente della Dolce Vita anche sullo scenario internazionale. Ma questo ritorno della Dolce Vita - che per altro grazie all'omonimo film anni Sessanta di Federico Fellini - sorprende soprattutto in termini modaioli, oltre al fatto che in riviera ligure o amalfitana tutti gli hotel e ristoranti siano completamente fully-booked. Perché nonostante Kendall Jenner e amiche, per esempio, indossino bikini succinti o addobbino la tavola in maniera minimal, tutte le collezioni di beachwear e home dècor sussurrano, omaggiando la canzone di Ryan Paris, una cosa sola: we're walking like in the dolce vita, confermando la capacità dell'estetica di plasmare i desideri dei vacanzieri in fatto di esperienze da vivere.

Il tormentone da fuga dalla città vive nel benessere

Basta guardarsi intorno per capire che tutto sussurra Dolce Vita. Non sorprende la località di Capri, - da sempre “buen retiro” di artisti, che si davano appuntamento in piazzetta per parlare dei loro lavori -, in cui ogni scorcio richiama un tocco rètro anni Settanta. Gli indirizzi del benessere sono ora tutti incentrati sul sapersi prendere tempo per se stessi, rilassandosi a suon di dolce far niente. L'esempio lampante arriva da una delle chicche dell’isola Azzurra, il boutique hotel “dall’aria di casa” Villa Marina, al cui interno c'è Ziqù, il ristorante ora di punta dell’isola a cura dello chef Emanuele Cataruzza con le sue ricette segrete di famiglia rivisitate in chiave contemporanea. Sempre all’interno di Villa Marina c’è la Stai Spa: un nome bellissimo da dare a un luogo dove il benessere è un culto, e dove a farla da padrone sono tecniche antiche tra cui la pranoterapia. Dior ha invece sorpreso a Portofino, vestendo griffato l’Hotel Splendido, mentre Acqua di Parma, insieme al celebre brand italiano forte_forte, ha dato una nuova allure, a tinte acquamarina, alla spiaggia Alpamare di Forte dei Marmi.

 

L'estetica dei costumi

Pezzi interi, vite alte e scolli generosi, alla Virna Lisi o Isabella Ferrari ai tempi di Sapore di Mare o alla Anita Ekberg dell'era d’oro Felliniana. Il made in Italy sceglie di uscire dai canonici bikini succinti e dai trikini sexy per ritornare alle origini di una sensualità costiera che ancora oggi detta storia. L’ultimo esemplare esempio di estetica da Dolce Vita ce l’ha regalato Emilio Pucci, che ha scelto Capri come scenario perfetto per il rilancio del brand, ora nelle mani del direttore creativo Camille Micieli. Nel made in Italy, basti vedere, per esempio, alla voce Rosie B, che ha dedicato alla sua linea un tocco di “sana lentezza all’italiana”, o ancora alla voce Virginia Varinelli Beachwear, che ha soprannominato i suoi costumi con i nomi delle spiagge emblematiche di Portofino, o Lido che, in collaborazione con Issimo, ha creato una capsule collection nelle sfumature che richiamano i cocktail Spritz e Negroni.

 

La Dolce Vita ha anche un profumo

Agrumi come il bergamotto ma anche cristalli di sale e la purezza delle lenzuola. Ci sono Maison olfattive che hanno trasportato la Dolce Vita direttamente all’interno di fragranze e saponi. Per esempio Carthusia, brand made in Capri, ha dedicato il sillage A’mmare ai tuffi accanto ai faraglioni, mentre Casa Amalfi realizza a mano saponette come si facevano un tempo in costiera amalfitana, e Officina delle Essenze ha dato alla Dolce Vita un profumo di lino, celebrativo dei suoi primi vent’anni di attività. Per chi vuole profumare anche la tavola, arriva in aiuto la collezione home, iper instagrammabile, di Aquazzura.