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L'ascesa inarrestabile di Drew Barrymore, ancora

Drew Barrymore non è solo un’attrice bambina che ce l’ha fatta

L'ascesa inarrestabile di Drew Barrymore, ancora Drew Barrymore non è solo un’attrice bambina che ce l’ha fatta

La fama è come la corrente. Arriva, se ne va, poi forse torna, più impetuosa di prima, a ondate imprevedibili. A volte ti lambisce le caviglie, altre ti prende a schiaffi in faccia, facendoti cadere. È quello che è successo e continua a succedere a Drew Barrymore. La sua storia lavorativa e personale è complicata. Inizia a lavorare nella pubblicità ad appena 11 mesi. Spinta a una vita disordinata dalla madre Jaid, aspirante attrice che voleva la fama per sua figlia, a 13 anni andò per la prima volta in rehab. A 14, tentò il suicidio, finendo in ospedale. La situazione era chiaramente insostenibile, e ad appena 15 anni la ragazza portò avanti e vinse una causa per emanciparsi dai suoi genitori, andando a vivere da sola e cercando di ricominciare dalle macerie di quelle che erano state la sua infanzia e la sua prima adolescenza.

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Nel suo curriculum, una varietà impressionante di generi cinematografici e televisivi. Da E.T., nel 1982, a Charlie’s Angels dei primi duemila, film che ha segnato in maniera decisiva l’estetica di quegli anni. Passando per Donnie Darko e Mai stata baciata (rispettivamente 2001 e 1999) e continuando con 50 volte il primo bacio, Scrivimi una canzone. Non mancano le incursioni nel mondo della serialità con The Essentials e Santa Clarita Diet, distribuita da Netflix dal 2017 al 2019. 

Adesso, dichiaratamente bisessuale e single da anni (non è legata pubblicamente a nessuno dal suo divorzio con Will Kopelman, nel 2016), l’attrice ha deciso di seguire la strada di altre sue colleghe (viene da pensare ad esempio a Busy Phillips, Kelly Clarkson e Jada Pinkett Smith) e di dedicarsi al suo personalissimo talk show, che si intitola appunto “The Drew Barrymore Show”. Il suo piglio intimista e senza paletti la spinge a ospitare sue vecchie amiche e personaggi amatissimi dal pubblico e a intervistarli senza scarpe, seduta per terra, abbracciandoli. La sua dolcezza e l’atteggiamento di un’amica a cui puoi confessare qualsiasi cosa o di una madre premurosa hanno fatto il resto, rendendola immediatamente amatissima sui social. Anche gli utenti troppo giovani per ricordarla per i suoi ruoli più iconici degli anni 90 hanno iniziato ad apprezzarla. La sua sincerità risulta certamente rinfrescante, e le clip tratte dallo show sono perfette e spingono naturalmente al commento e alla condivisione, ma non si tratta solo di questo. 

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Drew Barrymore non è solo un’attrice bambina che ce l’ha fatta contro ogni pronostico negativo, o una donna simpatica che sa come farsi amare. Drew Barrymore è l’esempio vivente che dalla cenere possono nascere dei fiori, che non tutte le faccende personali possono essere trattate pubblicamente e che anzi una donna, anche se è famosa praticamente dalla nascita e ha subito e vissuto cose inimmaginabili, deve e può sempre ambire a tornare ad essere padrona della propria vita e della narrativa attorno al suo personaggio. 

L’attrice ha raccontato la sua versione dei fatti in diversi libri, da Little Girl Lost (1990) a Wildflower (2015), ma quando c’è da difendere la sua privacy non esita a scagliarsi contro i tabloid e la stampa scandalistica, con controllo e decisione. L’ultimo esempio è recentissimo. Appena qualche giorno fa, dopo che PageSix aveva titolatoDrew Barrymore ammette che vorrebbe che sua madre, Jaid, fosse morta: 'Non vedo l’ora’” (con un riferimento diretto al bestseller di Jennette McCurdy “Sono contenta che mia madre è morta”), la donna ha pubblicato un video su Instagram, seria ma spietata. “A tutti i tabloid lì fuori, state giocando con la mia vita da quando avevo 13 anni. Non ho mai detto che vorrei che mia madre fosse morta. Come osate mettermi queste parole in bocca. Mi sono mostrata vulnerabile, e ho ammesso di star provando a sistemare una relazione difficile e dolorosa, ho ammesso che è particolarmente complesso farlo mentre il genitore in questione è vivo” ha spiegato, per poi concludere: “Non piegate le mie parole e non insinuate che io stia qui a sperare che mia madre muoia. Non l’ho mai detto. Non lo direi mai”.

Controllo, qui, è la parola chiave. Da donna adulta, purtroppo avvezza ad alcuni scherzetti dello star system, Barrymore pretende (e fa bene) di avere il controllo di quello che dice, e se non è d’accordo con le interpretazioni date dai magazine, interviene personalmente a correggerle o a correggersi. Un esempio da seguire!