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Perché abbiamo ancora un problema con i peli delle donne

L'ultima campagna di Nike ha riacceso il dibattito

Perché abbiamo ancora un problema con i peli delle donne L'ultima campagna di Nike ha riacceso il dibattito

Qualche giorno fa Nike Women ha pubblicato un'immagine su Instagram che ritraeva la cantante nigeriana-americana Annahstasia Enuke con la caption Big mood. L'artista è stata fotografata con un reggiseno sportivo nero e accessori in argento, con il braccio destro allungato sopra la testa. Tuttavia non è ciò che indossava ad aver causato il tumulto sui social media, ma piuttosto un particolare del suo corpo. Il braccio destro allungato di Enuke rivelava infatti l'ascella non rasata della cantante, un dettaglio che sui social media non è passato inosservato.

Qualcuno ha commentato: "L'unica cosa buona di tutto ciò è che almeno noi che ancora ci depiliamo avremo più uomini a disposizione." Qualcun'altro si è spinto fino a "È disgustoso. Ho capito che è naturale ma non è bello.” Naturalmente molti dei fan dell'artista sono scesi in sua difesa, apprezzando il messaggio verso la body positivity che Nike stava cercando di trasmettere. Tuttavia il fatto che questa immagine abbia raccolto oltre 8.000 commenti riguardo a cosa una donna dovrebbe o non dovrebbe fare con il proprio corpo rivela un vecchio problema concernente l'accettazione del corpo femminile e del metro di giudizio con cui viene visto nella società e anche nell'industria della moda. 

Questa non è la prima volta che un brand sceglie la libertà di espressione e la consapevolezza del proprio corpo rispetto agli standard della società. Nel 2017, in collaborazione con adidas Originals per la campagna Superstar, l'artista svedese Arvid Byström pubblicò una foto su Instagram indossando le sneaker del marchio, in posa con le gambe pelose in primo piano. Dopo la pubblicazione della foto, l'artista è stata investita da una serie di violenti commenti, alcuni dei quali incitavano persino allo stupro. 

Il mese scorso, la modella e attrice britannica Cara Delevingne ha pubblicato una foto per la promozione del suo nuovo film Her Smell, dove posava con le braccia sopra la testa rivelando le ascelle pelose. Nella caption ha spiegato però che si trattava di peli finti applicati proprio per le riprese. Ciò non ha comunque ostacolato le centinaia di emoticon raffiguranti la faccina che vomita, postate insieme ad un numero incredibile di commenti sulla questione. 

Un gran numero di questi commenti facevano riferimento all'iconica immagine di Julia Roberts, che nel 1999 si presentò sul red carpet facendosi fotografare con le ascelle non depilate. Una fotografia entrata poi nella memoria collettiva, soprattutto femminista. 

Quello che appare chiaro anche da questi commenti al vetriolo lasciati sui social media è che ancora molte persone si sentono in diritto di dire alle donne cosa fare col proprio corpo. La società, però, non sembra avere lo stesso problema con i peli degli uomini, che nella campagne pubblicitarie e negli spot vengono mostrati con petto e ascelle villosi senza che nessuno si scandalizzi in modo particolare. Perché non può avvenire lo stesso con le donne? Anche se tanti dei commenti lasciati sotto i post incriminati appartenevano a donne, è innegabile che la questione sia il prodotto di una società profondamente patriarcale e a tratti maschilista. 

Il punto non è se le donne debbano o non debbano radersi, ma che le donne dovrebbero poter fare tutto quello che desiderano con il proprio corpo senza il timore di essere giudicate e contestate, trovandosi ad affrontare le critiche di 8000 commentatori diversi. Nike è un gigante della moda e della comunicazione e la sua ultima campagna potrebbe realmente creare un precedente, aiutando ad aprire una conversazione sull'accettazione del corpo femminile in tutti i suoi particolari, peli compresi.