Il Congresso americano cambia look Elette la prima governatrice nera, la prima senatrice nativa americana e la prima deputata trans in Alabama

Per due anni ci hanno raccontato che il futuro dell’America era già scritto. Fatto di uomini anziani, bianchi e ricchi che decidono sui corpi delle donne, cancellano le persone trans dai documenti e trattano le minoranze come un problema di ordine pubblico. Poi martedì si è votato alle elezioni midterm per Camera e Senato negli Stati Uniti d'America. I democratici hanno vinto il Senato strappando sette seggi ai repubblicani e hanno conquistato la Camera con la maggioranza più ampia dal 1993. Per Trump, a metà del suo secondo mandato, è una sconfitta durissima. Il dato più importante però non è solo nei seggi, ma in chi li occuperà.

Le prime volte delle elezioni midterm statunitensi

In Georgia ha vinto Keisha Lance Bottoms, ex sindaca di Atlanta. È la prima donna nera eletta governatrice in tutta la storia degli Stati Uniti. In 250 anni non era mai successo. In New Mexico Deb Haaland, del popolo Laguna Pueblo, è la prima donna nativa americana eletta alla guida di uno Stato. Era già stata la prima persona nativa a diventare ministra. In Minnesota Peggy Flanagan è la prima donna nativa americana eletta al Senato. In Texas Gina Hinojosa ha battuto Greg Abbott, governatore dal 2015, ed è la prima governatrice latina nella storia dello Stato. In Ohio Amy Acton è la prima donna eletta governatrice. Ha battuto Vivek Ramaswamy, il candidato sostenuto da Trump. Dal prossimo mandato, per la prima volta, al Senato siederanno insieme tre donne nere. Ma le prime volte non riguardano solo le donne: in New Hampshire, infatti, Chris Pappas è il primo uomo apertamente gay eletto senatore. In Michigan Abdul El-Sayed è il primo musulmano eletto al Senato.

Sweet home Alabama: Allison Montgomery è la prima donna trans nella storia del parlamento dello Stato

A fronte di queste vittorie, la storia che dice di più su queste elezioni arriva dall’Alabama, uno degli Stati più conservatori del Paese. Allison Montgomery è un’ingegnera informatica di Huntsville ed è una donna trans. Si è candidata nel distretto 25, da vent’anni in mano ai repubblicani. Durante la campagna il presidente del Partito repubblicano dell’Alabama ha definito lei e un’altra candidata trans "uomini con un disturbo mentale". Il suo avversario, con molti più fondi di lei, ha passato gli ultimi giorni di campagna ad attaccare la sua identità di genere. Lei ha risposto parlando di sanità, scuola, ospedali di provincia in crisi e strade congestionate. Ha vinto con il 53,2% dei voti e sarà la prima persona trans nella storia del parlamento dell’Alabama. La sera della vittoria ha chiesto ai suoi sostenitori di non farsi distrarre dai titoli, per lei, la notizia vera è che una campagna dal basso, fatta di proposte, può vincere anche in Alabama. Ha aggiunto che le guerre culturali servono a mettere le persone una contro l’altra, mentre qualcun altro svuota loro le tasche.

Il gender gap è ancora ampio

Non è il caso di trasformare una notte di festa in un lieto fine. Nel Congresso uscente le donne sono 150 su 535: il 28%, anche se sono più della metà della popolazione. Il divario tra i partiti è enorme: le donne sono il 42% degli eletti democratici e appena il 15% di quelli repubblicani. Ogni "prima volta" ci ricorda anche quanto tempo ci è voluto e che non possiamo smettere di lottare. 

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