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Storia ed evoluzione delle creepers

Dalla moda militare all’haute couture

Storia ed evoluzione delle creepers Dalla moda militare all’haute couture

Le iconiche scarpe platform sono passate all’immaginario comune come simbolo della sottocultura punk, ma sono anche fonte d’ispirazione per brand come Prada e Vivienne Westwood e da decenni animano le passerelle dell’alta moda nelle loro declinazioni più stravaganti.

La loro ultima apparizione? La Pre-Fall 2021 di Marni, in cui gli orli grezzi dei kilt scozzesi, pantaloni a vita altissima, boa di piume e imbrattature d’oro, coesistono armoniosamente con creepers bianche classiche o rosse a fantasia pitonata, creando un universo dark attualissimo e allo stesso tempo dal gusto retrò.

Storicamente la genesi e la popolarità delle creepers è legata all’abbigliamento militare e al mondo della musica: quando nel 1945 i soldati britannici tornarono dai campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale indossavano ancora gli stessi stivali in resistente pelle scamosciata, suola rigida e ramponi antighiaccio che l’esercito aveva fornito per affrontare il difficile clima desertico del Nord d’Africa. I veterani trascorrevano le loro notti frequentando night club e bordelli per le strade di Soho e Kings Cross con questi caratteristici boots ai piedi, divenuti ben presto popolari con il nome di Brothal Creepers o più semplicemente creepers.

La calzatura iniziò poi a far parte della divisa dei Teddy Boys, giovani appartenenti alla sottocultura britannica di appassionati di rock & roll e R&B, noti per le loro pittoresche scelte in fatto d’abbigliamento. I creepers divennero ben presto così popolari che nel 1956 Elvis dedicò loro uno dei suoi brani più famosi, Blue suede shoes. Qualche anno dopo anche Malcolm McLaren, il manager dei Sex Pistols acquistò un paio di creepers Mr. Freedom in suede D-ring, rimanendone così entusiasta da ordinare tutti gli altri modelli in fabbrica per venderli nella boutique che aveva appena aperto al 430 di King's Road insieme alla sua compagna di lavoro e di vita, Vivienne Westwood.

Da allora in poi la scarpa è stata adottata da sottoculture come indie, punk, goth, visual kei giapponese, è stata indossata da Robert Smith (frontman dei Cure), da Joe Strummer e Johnny Rotten, diventando nell’immaginario comune il simbolo ufficiale dell’estetica ribelle e della cultura underground.

Dopo un periodo di oblio negli anni '90, il trend è tornato in voga a più riprese dagli anni 2000 grazie ai designer che nel corso del tempo hanno saputo darne un’interpretazione sempre diversa ed attuale. Chanel per la Summer 2013 lancia un modello in chiave sporty-chic, creepers oro in pelle metallizzata con suola in gomma bianca, chiusura con lacci e fibbia con logo CC sulla parte superiore, un modello iconico sold out in tutte le piattaforme di reselling.

Alexander Wang nel 2015 dedica loro un’intera sfilata: la collezione quasi completamente sui toni del nero era fondata su un stivale lucido rialzato, un sogno goth particolarmente apprezzato da Rihanna, che li ha subito indossati per le strade di New York a meno di una settimana dal lancio e ne ha tratto ispirazione per la runway di Fenty PUMA 2016. La bad girl preferita del pop ha infatti spodestato Kanye West e le sue Yeezy Boost 350 aggiudicandosi il premio di "Best Shoe of the Year", gli Oscar del footwear, con le sue celebri Fenty Puma Creeper


Prada invece, dopo aver già sperimentato con la versione espadrilles del 2011, ha lanciato nel 2019 il modello stringata in pelle spazzolata nelle più disparate nuance di colore, dal verde mela al rosso.

Dalla sfilata Saint Laurent Fall del 2014 allo stravagante modello Gucci con la suola arcobaleno del 2017, a Yamamoto con la SS2018, fino al modello con la fibbia di Comme des Garçons Homme durante la PFW 19, o ancora da adidas Originals e Kazuki Kuraishi con il loro mash-up tra sneaker e creeper, all'elegante Monk Strap Creeper di Nicholas Daley & George Cox: le creepers non hanno mai smesso di stupirci.

Versace, Valentino, Marc Jacobs ci hanno dimostrato con le loro ultime sfilate come i modelli platform siano ormai parte integrante del dna della moda del 22esimo secolo, ma è appunto con l’ultima collezione Marni, che torna al modello classico di con anelli e lacci a vista, che abbiamo la conferma che quello delle creepers è un fenomeno destinato a durare per sempre.